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Intervento del Presidente Mattarella in occasione della deposizione di una corona di alloro nella Cappella monumentale dell’Ossario dei Caduti

Sono venuto a Forno di Coazze, nel 70° anniversario dell'Ossario, per un sentito e doveroso omaggio all'Ossario dei caduti delle Guerre di Liberazione. In questo luogo, così suggestivo e carico di memoria e di dolore, riposano i corpi di 98 caduti, morti nei boschi e nelle campagne circostanti e trasportati pietosamente e meritoriamente fin qui dalla gente del luogo. Ne abbiamo poc'anzi ascoltato, con riconoscenza, i nomi che ogni anno vengono opportunamente e doverosamente ricordati.

Non solo partigiani, ma anche quattro soldati stranieri (dalla Russia, dalla Polonia, dall'allora Cecoslovacchia), alcuni civili vittime della guerra. Un loculo, tra questi, contiene solo una manciata di terra. È terra portata qui da Auschwitz dal figlio di un deportato, morto nell'inferno del campo di sterminio. Si chiamava Enrico Valobra, era un industriale. Era ebreo. Vittima di un'ideologia totalitaria e disumana, basata sulla sopraffazione, sulla superiorità del sangue e della razza, sulla violenza.

La presenza, qui, di tombe di partigiani, di militari stranieri, di civili, di perseguitati dà, simbolicamente, il senso del carattere popolare, interclassista, plurale e sovranazionale del movimento di Liberazione dal nazifascismo.

Ho avuto già modo di parlare, in diverse occasioni, del valore fondante per la nostra Repubblica della lotta di Liberazione. E della necessità di tenere sempre viva la memoria dei martiri e vigile l'attenzione nei confronti di nuove e insidiose forme di sopraffazione, di distruzione e di morte.

Poc'anzi i Sindaci di Torino, di Coazze, di Giaveno hanno, con parole che condivido pienamente, illustrato ciò che è avvenuto, come le operazioni di questi luoghi, di questa valle, ricordano e conservano la memoria di come siano cambiate le condizioni storiche, di come non siano del tutto scomparsi i pericoli che ogni tanto riaffiorano e che tengono sempre alta la vigilanza e l'impegno.

In questo Ossario, caro alla popolazione della Val Sangone e sacro alla Patria, non vi è bisogno, però, di lunghi discorsi. Ma di un raccoglimento - che poc'anzi abbiamo, insieme, effettuato - riconoscente e consapevole, per tanto eroismo, per tante vite spezzate, per tanto dolore, per tanto sangue versato per la causa della libertà. Eroismo, vita, vite spezzate, dolore da conservare sempre nella memoria per sapere difendere la libertà.

Forno di Coazze, 31/10/2015 (I mandato)

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