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Intervento del Presidente Mattarella in occasione dell’incontro con una delegazione del CONI e di atleti italiani vincitori di medaglie
Benvenuti al Quirinale a tutti, con grande cordialità. Un benvenuto virtuale agli altri atleti di altre discipline che quest'anno non hanno conseguito medaglie e che comunque sono da voi rappresentati.
Ringrazio il Presidente Malagò, il Presidente Pancalli, Flavia Pennetta, Alex Zanardi, per quanto hanno detto. Sono molto lieto di incontravi. Posso anche dire che avrei preferito incontrare singolarmente le varie discipline come è avvenuto qualche mese fa con i campioni della scherma femminile e maschile che sono qui presenti. Ma voi vincete tante di quelle medaglie che se dovessi incontrarvi separatamente avrei ben poco tempo per il resto.
Voglio aggiungere che incontrarvi tutti insieme mi consente di sottolineare l'importanza del fenomeno dello Sport nel nostro Paese.
Il Presidente Malagò ha riportato alcune cifre, abbiamo tanti milioni di italiani che praticano lo Sport, quasi la metà dei nostri concittadini. Di questo straordinario bacino siete gli emblemi, i campioni, i punti di riferimento, i simboli. Di questo fenomeno, in realtà, siete insieme risultato e causa. Risultato, perché anche voi qualche anno fa eravate agli inizi e per ragioni più diverse avete iniziato a praticare lo Sport. Ma ne siete anche la causa perché i vostri successi incentivano, sollecitano, inducono l'impegno alla pratica sportiva tanti nostri concittadini. Ben sapendo quanto lo sport faccia bene alla salute e al benessere della nostra gente, con l'esempio dei vostri successi, spingendo alla pratica sportiva, date un contributo concreto, serio, alla salute e al benessere dei nostri concittadini.
Ma vi è un altro contributo, concreto, che fornite al nostro Paese ed è quello del buon comportamento sociale.
Mi riferisco anzitutto a quanto ha detto poc'anzi il Presidente Pancalli : lo Sport Paralimpico consente anche a chi è portatore di disabilità, non di eliminarla, ma di adattarla alle esigenze della vita, ed è un passaggio importante per i disabili, per coloro che hanno da affrontare una competizione più impegnativa degli altri atleti.
In generale, inoltre, tutti voi, atleti olimpici e paralimpici o di discipline non olimpiche, fornite un contributo ai buoni comportamenti perché lo sport, se è vissuto bene, è collaborazione e solidarietà.
Tante volte chi segue le competizioni sportive nelle varie occasioni importanti, Olimpiadi, campionati mondiali o europei, vede come sulle tribune i nostri atleti festeggino con entusiasmo la vittoria di un loro compagno di squadra. Non c'è collaborazione soltanto nelle discipline di squadra ma anche in quelle individuali perché si crea un clima di amicizia e collaborazione che crea un legame tra gli atleti.
L'abbraccio fra Flavia Pennetta e Roberta Vinci, alla fine della partita agli Open degli Stati Uniti, è stato un esempio dello spirito sportivo italiano: tra due atlete che si sono combattute sul campo, hanno cercato di vincere, ma hanno condiviso la gioia di una finale tutta italiana e di un successo. Ma questo è un dato ricorrente tra i nostri atleti, c'è spirito di collaborazione e solidarietà, di avventure in comune.
Vorrei aggiungere che questo naturalmente evoca altri valori : lo Sport rettamente vissuto è anche correttezza e lealtà, rispetto delle regole; esigenza di cui il nostro Paese ha molto bisogno. E' molto importante l'esempio che viene dato da voi campioni sportivi, perché quello vostro penetra con grande efficacia nel tessuto sociale del nostro Paese, e di questo vi sono grato.
Naturalmente occorre sempre vivere lo sport con correttezza e lealtà, senza infingimenti, senza simulazioni, senza inganni. Per questo è motivo di rammarico e disappunto quando si legge ogni tanto di bambini spinti ad accanimento agonistico. L'agonismo è cosa ben diversa dal tentativo di vincere ad ogni costo e con qualunque mezzo.
Così come crea motivo di rammarico, disappunto e tristezza, il fenomeno del doping che occorre contrastare con rigore, con precisione, con puntualità di fondamento. Ma, quando se ne appura l'esistenza con fondatezza, occorre procedere con grande severità.
Lo Sport è un valore, non è soltanto per la soddisfazione molto grande che tutti avvertiamo quando vi è una vittoria sportiva, quando la nostra bandiera sale sul pennone più alto, ma perché lo Sport è un elemento che induce a un buon rapporto di vita sociale, di convivenza, di vita in comune.
Vorrei fare anche sotto questo profilo i complimenti al CONI per l'iniziativa "Vincere da grandi", promossa in quartieri periferici impegnativi, in cui vi sono condizioni svantaggiate, per due profili : perché induce a un impegno di regole, di rispetto, di correttezza, di collaborazione e di confronto leale, ma anche perché fa emergere talenti che vi sono in zone dove altrimenti non emergerebbero. E ne abbiamo tanti nel nostro Paese che attendono soltanto di essere scoperti se si offre loro la possibilità di esprimersi.
Penso in questo momento al contributo che danno anche le discipline meno note. Io stesso, che seguo quando posso con molta attenzione le vostre competizioni, non sono - a differenza di quanto ha detto benevolmente il Presidente Malagò - così competente da conoscere bene tutte le discipline sportive. Vi sono alcune discipline che trovano audience soltanto in occasione delle Olimpiadi, in cui trovano entusiasmo, ma poi vengono tenute vive dal vostro impegno e sacrificio.
I vostri successi non sono soltanto frutto del talento, ma frutto del talento applicato, con allenamenti, con dedizione, con passione, con rinunce e con sacrifici : così si arriva a risultati di grande eccellenza, come quelli che ottenete. E questo è ciò che consente agli atleti delle discipline note, e di quelle meno note che scompaiono all'orizzonte passate le Olimpiadi, di restare sempre vive, sempre animate da passione e impegno.
Nell'ordinamento sportivo c'è una sorta di piramide: alla base gli atleti, sopra le società e i tecnici, poi le Federazioni - 45, mi sembra, e 19 associate di sport non olimpici - e poi il CONI e il Comitato Paralimpico, il CIP, cui faccio tanti auguri per la condizione di Ente autonomo che sottolinea l'importanza del settore.
Ma questa piramide, in realtà, non coincide con l'immaginario e con quello che nel cuore della nostra gente viene avvertito, e che io stesso avverto: perché in realtà al vertice ci sono, non le Federazioni o il CONI o il CIP, ma gli atleti, e non soltanto gli atleti. Insieme a loro vi sono tutti coloro che praticano lo Sport, particolarmente bambini e ragazzi, che saranno i campioni di domani. I campioni che trascinano il consenso del nostro Paese, l'entusiasmo, e che forniscono l'esempio di cui ho parlato.
Abbiamo di fronte - lo dico includendo anche me, con un po' di abuso - appuntamenti importanti come le Olimpiadi di Rio; e abbiamo l'orizzonte di "Roma 2024", sperando di conseguirlo. Il logo scelto e presentato ieri è all'altezza dell'ambizione.
Mi auguro che questo obiettivo sia possibile e intanto mi auguro che "Rio 2016" raccolga innanzitutto il grande valore del vostro contributo atletico e naturalmente un buon numero di medaglie. Ma quello che è più importante è l'impegno che vi spingerà. Sarete seguiti con grande affetto e consenso da parte dei nostri concittadini.
Vi ringrazio ancora per quanto fate, per l'esempio che date, con l'augurio più intenso per quanto farete ancora.
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