Questo incontro è per me una gradita occasione, e sono certo che il meeting di Roma è già stato, e sarà ancora nella giornata di domani, un momento importante di riflessione e di confronto tra voi sul ruolo del sistema bancario nell'Europa che vuole uscire dalla crisi più lunga dal dopoguerra.
Molto del nostro futuro dipende dall'Europa, perché molte delle nostre debolezze sono dovute alla carenza di Europa, agli squilibri interni, al ritardo della sua piena integrazione, alle visioni anguste che riemergono di fronte alle difficoltà.
Occorre che ognuno svolga la sua parte, e abbia coscienza della propria responsabilità, nella costruzione di una società europea più robusta e dunque solidale, più aperta e dunque più competitiva, insomma all'altezza della sfida mondiale.
Voi siete parte di questa sfida. E del processo di innovazione a cui siamo tutti chiamati. Il vostro Istituto è nato agli albori della costruzione europea.
Il contesto in cui operano oggi le banche è in profonda evoluzione. L'esigenza di rendere il sistema bancario in grado di resistere agli shock, di evitare gli effetti devastanti sulla collettività che si sono verificati nel corso della crisi finanziaria, si è tradotta in un complesso di riforme di ampia portata.
In Europa, alle regole identificate dagli organismi internazionali, e recepite con Direttive e Regolamenti, si è affiancato l'avvio dell'Unione bancaria. Possiamo dire che, a livello europeo, il settore bancario è tra quelli che hanno visto i maggiori progressi in termini di armonizzazione: è importante ora completare questo processo.
Le nuove regole si propongono di raggiungere, nel medio e nel lungo periodo, condizioni più solide per gli intermediari, e di conseguenza una maggiore stabilità e un maggior equilibrio degli stessi sistemi economici.
Tuttavia la transizione non è facile. Le richieste regolamentari in termini di liquidità e di patrimonio possono avere effetti sulla redditività e, soprattutto, sulle stesse dimensioni dell'offerta del credito. E dunque pongono problemi inediti, come è bene a conoscenza della Banca Centrale Europea.
E' essenziale che, anche in questa fase di transizione, il sistema bancario non perda di vista la sua ragion d'essere, il suo ruolo fondamentale, quello di assicurare una efficiente allocazione del credito al sistema economico e sociale, contribuendo così allo sviluppo e alla distribuzione equa delle risorse.
E' questa una funzione centrale in tutte le economie, un ruolo a cui le banche non possono sottrarsi. In particolar modo in questa fase, in cui si comincia a intravedere una ripresa economica.
Un ruolo più attivo delle banche e del credito a sostegno dello sviluppo è ancora più rilevante in alcuni Paesi, come l'Italia, dove il contributo al sistema da parte del finanziamento bancario è assolutamente prevalente.
Le sfide poste dalla nuova regolamentazione, che richiede di superare le fragilità mostrate in passato e di valorizzare i punti di forza, dovranno considerare l'obiettivo di una finanza inclusiva e orientata a sostenere la crescita. I bassi tassi presenti sul mercato sono occasione preziosa per un rilancio degli investimenti.
Sarà necessario un sempre più attento bilanciamento dell'obiettivo di tutelare il risparmio affidato alle banche, e quindi di una adeguata valutazione dei rischi, con quello di impiegarlo a supporto di scelte di investimento, di sviluppo del sistema produttivo, di finanziamento alle scelte delle famiglie.
Non è questa l'unica esigenza di cui deve farsi carico oggi il sistema finanziario. La lunga crisi, e ancora prima le evidenze dell'imperfezione dei mercati, di condotte azzardate di alcuni intermediari, hanno generato una caduta della fiducia nelle banche.
Hanno, in alcuni casi, minato la convinzione che le stesse regole siano in grado di contenere comportamenti poco virtuosi di intermediari e di loro dirigenti.
La fiducia è componente essenziale per il buon funzionamento dei mercati finanziari: lo sapete meglio di chiunque altro. Per recuperarla si impone una sempre maggiore attenzione alla trasparenza e alla correttezza sostanziale dei comportamenti. Si impone inoltre la ricerca di soluzioni orientate alle reali esigenze di famiglie e di imprese.
Non è soltanto una questione etica: si tratta della ragione sociale, strategica, del sistema del credito e del suo legame con gli attori concreti dello sviluppo. E' questa una responsabilità che grava ovviamente in misura ancora maggiore sui principali intermediari europei, come quelli rappresentati nell'Institut International d'Etudes Bancaires.
L'attività di studio e confronto svolta dall'Istituto, come ha osservato lei, presidente Sella, può rappresentare un contributo fondamentale anche per identificare buone prassi, comportamenti virtuosi, da condividere.
E' con questo spirito che rivolgo a voi il mio saluto e il migliore augurio di buon lavoro, convinto come sono che un sistema bancario efficiente, stabile, inclusivo - su cui, nel nostro Paese, si esercita la preziosa e fondamentale azione di vigilanza della Banca d'Italia - rappresenti una componente essenziale per lo sviluppo sostenibile dei nostri Paesi e dell'Unione europea nel suo insieme.