Desidero rivolgere un saluto molto cordiale al Ministro per la Pubblica amministrazione, alla Presidente della Scuola Nazionale, ai suoi collaboratori e a tutti voi nuovi dirigenti della pubblica amministrazione.
Benvenute e benvenuti al Quirinale.
Sono molto lieto di incontrarvi oggi a conclusione di un percorso estremamente impegnativo che, per la sua alta qualificazione, rappresenta una fonte fondamentale per alimentare la dirigenza pubblica.
Alla pubblica amministrazione è richiesto, oggi, un profondo aggiornamento culturale per poter operare con efficacia in un mondo che cambia sempre più rapidamente, facendo emergere rischi e opportunità.
Sono a voi richieste - come ha sottolineato la Presidente Severino - conoscenze, competenze e attitudini che vi consentano, in particolare, di promuovere cambiamento e innovazione.
La formazione che avete ricevuto alla Scuola superiore è stata particolarmente ricca di conoscenze e di esperienze e ha richiesto da parte vostra il massimo impegno perché ha dovuto tener conto dei diversi scenari in cui siete destinati ad operare.
I processi di digitalizzazione, la transizione ecologica, l’affermazione dell’intelligenza artificiale, le dinamiche di internalizzazione, le molteplici emergenze da fronteggiare, la crescente domanda di un diverso rapporto tra amministrazioni e cittadini, la necessità di privilegiare una cultura amministrativa orientata ai risultati, alla tutela dei diritti, alla soddisfazione dell’interesse pubblico piuttosto che al formalismo delle procedure, da rispettare ma adeguandole perché siano in grado di essere realmente connesse alla realtà.
Si tratta di fenomeni e di istanze sempre maggiormente avvertiti che richiedono alla dirigenza pubblica di dotarsi di strumenti e di acquisire capacità adeguati a misurarsi con essi con senso di responsabilità e intelligenza.
La crescente complessità del contesto in cui deve agire la dirigenza pubblica rende sempre più centrale la missione della Scuola superiore.
Un’alta formazione della dirigenza amministrativa rappresenta un obiettivo irrinunciabile per qualunque Paese che intenda consentire agli apparati pubblici di disporre della capacità di interpretare e indirizzare il cambiamento, senza limitarsi a subirne gli effetti.
Il periodo che avete trascorso alla Scuola rimarrà, certamente, un’esperienza professionale fondamentale, le relazioni instaurate e le metodologie acquisite orienteranno il vostro impegno nei diversi contesti in cui sarete chiamati a servire la Repubblica.
La nostra Costituzione dedica poche ma significative disposizioni alla Pubblica amministrazione.
Gli articoli 97 e 98 attribuiscono all’amministrazione un’autonoma evidenza nell’ambito del potere esecutivo di cui, sino quel momento, rappresentava semplicemente una parte.
La visione di un’amministrazione imparziale è debitrice del costituzionalismo liberale ed è stata fatta propria dai Costituenti, consapevoli di come, in epoca fascista, l’apparato pubblico fosse stato utilizzato per la soppressione delle garanzie e dell’equilibrio tra i poteri pubblici.
Costantino Mortati, grande maestro, membro autorevole dell’Assemblea Costituente e poi giudice della Corte costituzionale, sottolineò come un ordinamento democratico debba avere “un’amministrazione obiettiva della cosa pubblica e non un’amministrazione di partiti”.
I funzionari pubblici - per volontà della Costituzione - devono operare al servizio della collettività e vanno sottratti all’ influenza dei partiti politici.
Da qui la necessità di organizzare i pubblici uffici secondo il principio di imparzialità che è condizione di buon andamento perché consente di esercitare la discrezionalità amministrativa sulla base di criteri oggettivi, attraverso una ponderata valutazione di tutti gli interessi coinvolti, pubblici e privati.
Questo modo di operare delle amministrazioni costituisce garanzia di parità di trattamento per tutti i cittadini che entrano in rapporto con il loro operato.
Occorreva, inoltre, secondo il Costituente, assicurare l’eguaglianza di tutti i cittadini nell’accesso alle cariche pubbliche.
Per realizzare tali obiettivi si convenne che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si potesse accedere soltanto mediante concorso.
Il concorso tutela il merito e garantisce un identico trattamento di tutti i candidati.
Il corso-concorso al quale avete partecipato rappresenta un sistema di selezione trasparente e di livello elevato.
La Costituzione ha, inoltre, deciso di riservare alla legge l’organizzazione dei pubblici uffici, introducendo un secondo elemento di rottura con la tradizione precedente che la demandava al Governo.
Alla legge, e quindi al Parlamento, è stato assegnato il compito di organizzare i pubblici uffici al fine di assicurare imparzialità e buon andamento. I pubblici funzionari sono stati, in tal modo, posti sotto la tutela della legge votata dal Parlamento, rappresentativo dell’intera comunità nazionale.
Far venire meno l’esclusività di rapporto tra Governo e Amministrazione ha realizzato il presupposto affinché i pubblici impiegati possano porsi effettivamente al “servizio esclusivo della Nazione”.
All’interno delle amministrazioni è indispensabile promuovere il costante aggiornamento della cultura amministrativa e lo sviluppo delle competenze.
La Scuola è, opportunamente, impegnata anche a questo livello ma appare inoltre necessario alimentare quei processi di accrescimento delle culture professionali che richiedono la presenza di una burocrazia accuratamente selezionata, stabile, capace di mantenere il passo del cambiamento e di trasmettere al proprio interno le competenze acquisite e le esperienze maturate.
Amministrazioni così configurate sono in grado di sostenere nel modo migliore l’azione dei governi, favorendo l’adozione di politiche con basi solide e finalizzate a conseguire obiettivi realistici. Diviene inoltre possibile assicurare continuità a quelle politiche che, per loro natura, pensiamo al PNRR, sono destinate a produrre effetti oltre il termine di una legislatura.
Vi auguro di svolgere i vostri compiti con coraggio e passione.
Il coraggio di scegliere esercitando le responsabilità che vi saranno attribuite.
La passione per il servizio alla Repubblica, per il bene comune.