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Intervento del Presidente in occasione dell'incontro con una delegazione della World Jurist Association e della World Law Foundation

Rinnovo un saluto di benvenuto al Presidente della Associazione e della Fondazione, alla Presidente della Corte Costituzionale di Albania, e a tutti gli ospiti presenti.

Nel raccogliere gli spunti offerti dalle riflessioni che abbiamo ascoltato - così piene di significato - desidero esprimere la mia riconoscenza per l’annuncio del prestigioso “World Peace & Liberty Award”, che si è deciso di conferirmi. Ne sono altamente onorato e ringrazio per le parole così generose nei miei confronti.

Sarò molto lieto di poter partecipare, nel maggio prossimo – Signora Presidente - al 30° Congresso internazionale dell’Associazione a Tirana e condividere insieme a tutti Voi quell’incontro così significativo.

L’occasione odierna mi offre l’opportunità di esprimere il mio apprezzamento per il vostro costante impegno nella tutela dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e per l’opera che, da oltre sessanta anni, svolgete nella promozione dello Stato di diritto e nel rafforzamento dell’ordine giuridico internazionale.

Questa attività costituisce un contributo di grande rilievo - ancor più importante nei tempi che viviamo - al consolidamento di una comunità internazionale fondata sul rispetto della dignità di ciascuna persona, attraverso il dialogo e la cooperazione.

Il principio che ispira la vostra azione “Un mondo governato dalla legge, non dalla forza” - uno dei valori più alti della civiltà giuridica - è messo a dura prova nella attuale stagione della vita internazionale.

Questo valore risale al pensiero classico e si è sviluppato lungo il percorso del moderno pensiero costituzionale.

Il diritto deve rappresentare il fondamento dell’esercizio del potere e, al tempo stesso, disegnare il limite e la misura.

L’esperienza dei totalitarismi del Novecento ha mostrato, con drammatica evidenza, che la sola legalità formale non è sufficiente a garantire lo Stato di diritto.

Da quella tragica lezione storica è maturata la consapevolezza che i diritti inviolabili della persona e i principi fondamentali dell’ordinamento non possono essere subordinati alle contingenze della decisione politica, poiché costituiscono espressione della dignità umana.

Su tali presupposti hanno preso forma le Costituzioni democratiche del secondo Dopoguerra, tra cui quella italiana, che - nata dal comune lavoro di portatori di culture politiche diverse - ha attraversato decenni di trasformazioni profonde nella società e nel contesto della vita, confermando ancora oggi la propria forza e attualità.

Gli sforzi di tutela e promozione dei diritti dell’individuo e del ruolo del cittadino proseguono e si consolidano nel progetto politico europeo, volto a configurare l’Unione come spazio di democrazia, di libertà, di diritto e, conseguentemente, di benessere. 

Oggi, lo Stato di diritto è chiamato a confrontarsi con sfide che travalicano i confini nazionali.

I conflitti armati minano il futuro dell’umanità, violando il rispetto delle istituzioni poste a presidio della pace e del diritto internazionale. Quest’ultimo, a sua volta, posto di fronte a inauditi tentativi di delegittimazione delle Corti Internazionali e dei loro Giudici.

La stessa fiducia dei cittadini nelle istituzioni viene, talvolta, messa a prova dalla corruzione, dai traffici illeciti, dalla criminalità organizzata. Nemici che, assumendo sempre più una dimensione transnazionale, richiedono una risposta collettiva capace di ristabilire l’imprescindibile rispetto della legge.

Va inoltre ricordato come lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale da un lato apra opportunità straordinarie e, allo stesso tempo, imponga che l’innovazione rimanga sempre ancorata al rispetto della dignità della persona, della libertà, dei diritti fondamentali. E questo interpella la responsabilità degli Stati e degli organismi sovranazionali, con l’esigenza di ripristinare la loro smarrita autorità rispetto a soggetti privati di smisurata potenza finanziaria e tecnologica al di fuori di ogni regola e di finalità di interesse generale. Nella speranza che gli Stati avvertano la responsabilità e il dovere di consegnare il futuro nelle mani delle giovani generazioni, delle nuove generazioni e non a macchinari che possano sottrarglielo.

Per queste ragioni, in uno scenario globale così complesso, segnato da guerre, rivalità e profonde trasformazioni, la cooperazione e il multilateralismo sono sempre più una necessità del presente.

L’alternativa è quella di una conflittualità perenne, con il ritorno alla barbarie nei rapporti internazionali. La storia ci ha già drammaticamente mostrato i risvolti più tragici di una deriva di questa natura.

Il vostro contributo, il vostro impegno sono oggi, quindi, più che mai preziosi e con questa consapevolezza vi rivolgo i miei auguri per l’attività che svolgete.

Palazzo del Quirinale, 15/09/2026 (II mandato)

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