Onorevole Ministro della Difesa, Signori rappresentanti del Parlamento e del Governo, Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa, Capi delle Forze Armate, responsabili del Corpo della Polizia e degli Apparati di Sicurezza, rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, autorità, gentili ospiti,
A voi tutti rivolgo il mio saluto ed esprimo gli auguri più cordiali per le celebrazioni di domani, 4 novembre, nella ricorrenza dell'Unità Nazionale e della giornata delle Forze Armate.
La commemorazione di una data ricca di significato, tesa a suggellare l'unità faticosamente raggiunta dall'Italia e il valore del contributo alla vita nazionale, e, oggi, anche internazionale, delle Forze Armate.
Un patrimonio storico costruito a prezzo di tanti sacrifici e sofferenze ma anche con l'entusiasmo di un popolo che si è unito nel solco dell'italianità, quali che fossero i confini tracciati su carte geografiche.
Due sanguinosi conflitti mondiali, dopo i quali, sconfitto il nazifascismo, è stato raggiunto, a fatica, un prezioso equilibrio di pace cha ha consentito ai paesi europei di crescere, anche nel benessere, sulla base di valori di libertà e democrazia.
Desidero, pertanto, rivolgere il mio commosso pensiero ai tanti soldati caduti nell'adempimento del dovere nelle terribili guerre che hanno sconvolto il secolo scorso, a quelli vittime nelle odierne missioni militari di pace, e nella quotidiana attività di servizio volta a garantire la sicurezza della cittadinanza e la salvaguardia delle libere Istituzioni del nostro Paese.
Il nostro continente, grazie alla solidarietà europea e atlantica, non ha più conosciuto guerre di sopraffazione, incomprensibili tra popoli e culture, ma il mondo è tuttavia segnato da diffuse instabilità regionali, da sfide non convenzionali come il terrorismo, da flussi migratori di dimensioni epocali.
Sono queste prove - impegnative e, certamente, non di breve periodo - che siamo chiamati ad affrontare, insieme alla comunità internazionale, ben sapendo che, in un mondo sempre più interconnesso e globalizzato, le difficoltà di singole comunità, se non risolte, si riverberano su tutti.
Continueremo a sostenere, con determinazione, tenacia e fermezza, le iniziative volte a perseguire e promuovere il raggiungimento della sicurezza collettiva, della pacifica convivenza e della prosperità diffusa nel mondo.
Si tratta di superare le incomprensioni promuovendo il dialogo, di contrastare vecchi fantasmi che continuano a riproporsi nel tempo, talvolta con la pretesa di presentarsi come nuovi. Ma la storia non torna indietro.
Popolo e Forze Armate sono interpreti di un comune sentire e di un legame davvero fecondo.
Rafforzato anche in occasione del recente tragico sisma, che ha devastato, a fine agosto e nei giorni passati, diverse località del centro Italia e che ha visto, in concorso e con il coordinamento della protezione civile, il fondamentale e tempestivo apporto delle risorse militari per il primo soccorso, per gli interventi a sostegno della popolazione, per il ripristino dei servizi essenziali.
Vi si è aggiunto il prezioso contributo offerto dal volontariato, nel cui ambito rientrano e operano anche alcune delle associazioni oggi qui presenti.
Non meno meritoria è la quotidiana opera che i nostri militari prestano a fronte della grave crisi migratoria, fenomeno le cui dimensioni forse non sono state ancora comprese appieno, e che possiamo definire come l'emergenza umanitaria di questo avvio di secolo.
Nell'ambito dell'assistenza umanitaria, desidero ricordare la recentissima realizzazione in Libia di un ospedale da campo con medici militari italiani, per il supporto sanitario di quanti operano in quella regione travagliata, a supporto di quelle popolazioni e in contrasto con il sedicente Stato Islamico.
Sono testimonianze tangibili di quanto sia ampio il campo d'azione delle Forze Armate.
Le donne e gli uomini in uniforme, protagonisti di attività normalmente silenziose e che rendono orgogliosi i singoli militari; le nostre Forze Armate e tutto il Paese sono oggi qui rappresentati da alcune eccellenze, persone distintesi particolarmente in Kosovo, in Afghanistan, nel Mar Mediterraneo, in Iraq, e che tra poco verranno premiate con le onorificenze dell'Ordine Militare.
Una riaffermazione dell'alta considerazione in cui l'Italia tiene coloro che hanno con valore e onore prestato fede al giuramento di fedeltà alle Istituzioni repubblicane.
Sono loro, simbolicamente in rappresentanza di tutti i concittadini in uniforme, il più bel messaggio rivolto alla nostra comunità in questa festa.
Nel rivolgere nuovamente il mio saluto a tutto il personale delle Forze Armate, di ogni ordine, ruolo e grado, ed in particolare a quello impegnato in missioni in Italia e all'estero - dai Balcani all'Afghanistan, dal Corno d'Africa alla Libia e al Mali, dal Mar Rosso al Mediterraneo, dal Kuwait all'Iraq, dal Libano alla Palestina - esprimo il ringraziamento dell'intero Paese per la loro opera.
Viva le Forze Armate, viva la Repubblica!