percorso pagina

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Cerimonia di consegna delle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia conferite nell’anno 2015, nella ricorrenza del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

Porgo il mio saluto al Ministro della Difesa, ai Rappresentanti del Parlamento, a tutte le Autorità e agli ospiti presenti.

Il 4 novembre, Giornata nazionale della Unità nazionale e delle Forze Armate, riveste quest'anno, se possibile, un significato ancora più intenso: siamo a cento anni dall'ingresso dell'Italia nel primo conflitto mondiale.

Nel 1919, terminata da poco la Grande Guerra, si avvertì il dovere di istituire una festività per celebrare la conseguita Unità nazionale e le Forze Armate che tanto avevano dato al Paese in quel frangente.

Profondamente avvertita nella coscienza del Paese, da quel giorno e sino a oggi, la celebrazione del 4 novembre è rimasta inalterata nonostante i rivolgimenti istituzionali e i cambiamenti politici via via intervenuti.

Al termine della Grande Guerra, in ogni contrada, la gran parte delle famiglie italiane, aveva subito lutti gravissimi. Il Paese era devastato e impoverito eppure, nelle trincee, e intorno ad esse, con il pensiero, era nato un forte sentimento di condivisione di un comune destino.

Con la vittoria trovava anche compimento il percorso lungo e travagliato del Risorgimento: dobbiamo essere tutti consapevoli di quanti sacrifici sia costato e immensamente grati a quanti, sui campi di battaglia, nelle fabbriche, nelle campagne, nelle città, in ogni casa, ne sono stati, in tanti modi, protagonisti.

Il 24 maggio scorso mi sono recato a Monte San Michele, uno dei luoghi simbolo dei tragici avvenimenti bellici occorsi del 1915-18, per porgere omaggio ai tanti caduti, giovani provenienti da tutta l'Italia, e ai caduti di ogni fronte. Un itinerario sui luoghi delle battaglie e della sofferenza: sono stati presenti rappresentanti dei Paesi coinvolti in quella drammatica guerra. Con essi, con quei popoli - comunque fossero schierati allora e nel secondo conflitto mondiale - abbiamo saputo costruire, negli ultimi settant'anni, un percorso di prosperità e di pace, garantito dalla cornice di collaborazione e di sicurezza entro la quale l'Italia ha, liberamente, deciso di iscrivere la propria presenza internazionale.
Il nostro Paese ha pagato, anche in questi ultimi anni, un prezzo altissimo, in termini di vite umane, per il contributo offerto alle missioni di pace e per il supporto al mantenimento della stabilità e delle condizioni di sicurezza in tante aree, travagliate da conflitti, crisi o miseria. Ai tanti nostri connazionali, che, con generosità, aderendo al senso del dovere, proprio del loro servizio, vi hanno perso la vita, saremo sempre riconoscenti.

La comunità internazionale, nel cui ambito il contributo militare italiano trova collocazione, unanimemente riconosce, ai nostri uomini e alle nostre donne in uniforme, grande preparazione professionale e straordinaria capacità di interazione con il tessuto sociale locale. Queste caratteristiche peculiari manifestano sul campo l'eccellenza del nostro strumento militare, profondamente intriso della nostra cultura. Attestano la capacità del soldato italiano di saper coniugare valore e coraggio con altruismo e generosità e, nello stesso tempo, con prestigio e autorevolezza.

Ne sono testimonianza il numero delle posizioni di comando nelle missioni internazionali, affidate a Ufficiali italiani: in Libano, in Kosovo in Somalia, la guida delle missioni europee nel Mediterraneo centrale e nell'Oceano Indiano occidentale. Molti sono gli ambiti del nostro impegno. Fra di essi il servizio prestato dai Fucilieri di Marina Latorre e Girone, ai quali confermo pieno sostegno.

Con il suo duplice carattere di ricorrenza dell'Unità nazionale e di festa delle Forze Armate, il 4 novembre è testimonianza esplicita del legame davvero stretto e intenso tra il Paese e la sua componente militare; uomini e donne che oggi prestano servizio esattamente come i valorosi soldati che combatterono, un secolo addietro, nel più terribile conflitto europeo. Con la Costituzione questo sentimento di vicinanza è divenuto ancora più forte: è la Repubblica tutta intera, frutto della libera decisione dei cittadini, a rivolgere il suo grazie alle Forze armate.

A testimonianza di questo, la celebrazione odierna si arricchisce, per il prezioso contributo del Ministro della Difesa - che ringrazio - dell'evento "Le Forze Armate in Piazza" che avrà luogo, subito dopo questa manifestazione, in Piazza del Quirinale. Renderemo un omaggio ai Caduti degli anni di pace, caduti per difenderla in altri paesi, spesso lontani. Osserveremo un minuto di raccoglimento di fronte all'opera loro dedicata: "Gli Angeli degli Eroi".

Si tratta di una testimonianza delle altissime virtù, civiche e morali, che provengono dalla nostra lunga storia e dalla nostra tradizione e che costituiscono un tratto caratteristico del personale militare italiano.

La celebrazione, oggi, insieme, dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate offre la cornice più adeguata per il conferimento delle decorazioni dell'Ordine Militare d'Italia.

Abbiamo appena assistito, nella solenne cornice dell'Altare della Patria, al conferimento della onorificenza dell'Ordine Militare d'Italia a una Bandiera d'Arma e a tre Bandiere di Guerra, per lo straordinario operato d'insieme nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum e del complesso teatro afghano.

Tra poco procederò alla consegna delle analoghe insegne individuali, ad alcuni militari - e tanti altri meriterebbero analogo privilegio - che si sono particolarmente distinti, in Italia ed all'estero, per la dedizione e per l'adempimento del proprio dovere anche in condizioni difficili. A tutti loro porgo le mie più vive congratulazioni.

Essi rappresentano quel fattore umano che costituisce l'essenza posta alla base della nostra partecipazione alle missioni internazionali e, al contempo, il valore aggiunto che vi viene arrecato dai nostri militari.

Le istituzioni guardano con rispetto ad una risorsa preziosa come le Forze Armate, con l'intento di assicurare loro pieno sostegno, in un periodo storico particolarmente complesso e di profonda trasformazione, affinché la componente Difesa possa proseguire il già avviato processo di adeguamento alle mutate esigenze strategiche imposte dai nuovi scenari, nonché di razionalizzazione interna dello strumento militare, delineato dal Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa.

Nazioni Unite, Unione Europea e Alleanza Atlantica sono gli elementi cardine in seno ai quali l'Italia opera come protagonista, con il massimo impegno per impedire che le tensioni internazionali di oggi possano trasformarsi in conflitti. Questi speriamo che appartengano, per sempre, soltanto alla nostra memoria.

Oggi è il giorno del ricordo dei sacrifici e dei meriti delle Forze Armate, della celebrazione dell'Unità nazionale, del ringraziamento alle Forze Armate per ciò che fanno nel nostro Paese e all'estero.

Viva le Forze Armate, viva l'Italia.

Palazzo del Quirinale, 04/11/2015 (I mandato)

x