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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2017/2018 dell’Università degli Studi di Cagliari

Ringrazio il Magnifico Rettore per l'invito. Non vorrei allungare la durata di questa cerimonia di cui sono protagonisti docenti, studenti e personale amministrativo, ma desidero rivolgere un saluto al Sindaco, al Presidente della Regione, alla città, all'intera Sardegna e a tutto il popolo sardo.

Rivolgo un saluto molto cordiale al corpo docente, agli studenti e al personale amministrativo; ringrazio molto il Rettore per la sua relazione così interessante; ringrazio il Presidente del Consiglio degli studenti e la rappresentante del personale amministrativo.

Sono state evidenziate esigenze, formulate proposte e considerazioni di grande interesse che naturalmente registro con attenzione; mi limito soltanto a riprendere uno dei tanti punti che richiederebbero e meriterebbero di essere ripresi: quello che riguarda ragazze e ragazzi che, per difficoltà economiche, non possono frequentare gli studi universitari. Quando avviene anche soltanto uno di questi casi, ne è ferito l'intero tessuto nazionale: questa è un'esigenza prioritaria del nostro sistema.

Vorrei anche aggiungere, rivolgendomi ai Rettori degli atenei presenti, la riconoscenza del nostro Paese per il ruolo che svolgono le nostre Università, per il contributo decisivo e portante che forniscono alla nostra vita sociale e per il contributo di elaborazione culturale che costantemente, pur tra difficoltà non marginali, esprimono e realizzano.

Abbiamo bisogno del loro ruolo e della loro attività; abbiamo un bisogno molto grande di cultura in questo periodo, in una stagione in cui - come in altre, purtroppo - emergono tensioni e difficoltà nel mondo, tensioni e pericoli. Occorre il contributo della cultura per analizzare, esaminare e studiare con concretezza, con approfondimento e con serietà, i problemi che provocano tensioni e pericoli.

Abbiamo poc'anzi sentito la relazione della Professoressa (Senatrice) Cattaneo la quale, parlando della cultura come volano della ricerca, dell'etica pubblica e della conoscenza, evocando le parole di Antonio Gramsci, sottolinea come il contributo della cultura sia fondamentale nel nostro, come in altri Paesi, come nell'Unione europea, come nella comunità internazionale.

La cultura è conoscenza, è fatta di quella faticosa, impegnativa e indispensabile attività di ricerca; la cultura è anche capacità critica, capacità di verificare le proprie opinioni e le proprie idee con il beneficio del dubbio, di sottoporre le proprie idee alla verifica del dubbio, di ascoltare e rispettare le idee altrui.
In questi giorni - ieri particolarmente - in tutta Europa abbiamo ancora una volta verificato come quando prevalgono scontro ed esasperazione di posizioni diviene più difficile ogni positiva soluzione. E la cultura può fornire supporto per il dialogo e per un confronto che consenta di pervenire a soluzioni condivise.

La cultura - lo abbiamo visto poc'anzi nelle proiezioni che la Professoressa Cattaneo ci ha presentato, ricordando anche Giulio Regeni - è veicolo di libertà, di quella libertà che costituisce un bene indivisibile, perché non può essere goduta da soli.

Naturalmente vi sono profili di libertà individuali: le proprie scelte e orientamenti, le scelte di vita. Ma la libertà è davvero tale e piena se si realizza insieme a quella degli altri che sono intorno a noi. Questo vale tra le persone, tra i territori, tra gli Stati e in qualunque dimensione.

La libertà è tale se è vissuta insieme, e non è tale se accanto a noi c'è chi ne è privo e non può usufruirne.

La libertà chiama un termine che è "insieme" che esprime un metodo impegnativo e al contempo necessario, perché soltanto insieme le persone, i territori, gli Stati nell'intera comunità internazionale possono ottenere risultati coinvolgenti e positivi per tutti.

Soltanto insieme si riesce ad evocare quell'esigenza di solidarietà, di lavoro comune, di comuni prospettive, di coinvolgimento, che consente la crescita di ogni territorio, di ogni regione, di ogni parte anche del nostro Paese.

'Insieme' è un termine che è un invito, un messaggio a tutti noi: il messaggio della cultura, che sa bene che non vi sono confini e che non può essere fermata da frontiere.

In questa Regione, storicamente e culturalmente punto di incontro della storia e delle civiltà, è una condizione facilmente percepibile.

La ringrazio Rettore per quest'occasione; ringrazio tutto il nostro mondo universitario perché supporta la cultura che è ciò che ci consente e ci consentirà di superare difficoltà e di assicurare al nostro Paese una prospettiva di crescita, che è quella che desideriamo.

 

Cagliari, 02/10/2017 (I mandato)

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