Rivolgo un saluto molto cordiale al Ministro Giuli, al Presidente della Regione, al Sindaco, al Sindaco dell’Area metropolitana, al Presidente della Commissione cultura della Camera dei deputati, alla Senatrice Cattaneo, ai Presidenti delle Accademie, al Presidente della Reggia che ci ospita, al Presidente dell’Accademia dell’Agricoltura di Torino.
A metà dell’Ottocento, un famoso dizionario definiva le Accademie come una raccolta di uomini di scienze, lettere e arti. Avevano - come viene descritto - una vocazione enciclopedica. Ma l’agricoltura era frequentemente, nelle Accademie, un punto di particolare attenzione.
E questa Accademia, cui rivolgo gli auguri, celebra i suoi 240 anni, che è una lunga storia preziosa per la cultura del nostro Paese. Anche per questo sono lusingato e onorato della designazione a componente onorario dell’Accademia. Sottolineo 'onorario' perché difficilmente potrei dare un contributo seriamente di ricerca, ma avverto il significato - che mi onora - di questa designazione. Ringrazio il Presidente Devecchi e il Comitato dell’Accademia.
Nella modernizzazione di tanti settori del nostro Paese - dell’agricoltura, di cui parliamo soprattutto – le Accademie hanno svolto un ruolo decisivo, di incremento costante, con un forte contributo costante.
La Senatrice Cattaneo ha ricordato che, a metà dell’800, vi fu questa attività per migliorare i prodotti, frutto delle spinte della scienza delle Accademie. La stessa riforma agraria del secondo dopoguerra si è avvalsa particolarmente, nei contributi di questa ricerca, delle Accademie.
Vorrei concludere questo brevissimo saluto per sottolineare, con determinazione, che le Accademie non sono quindi luoghi in cui si conservano reliquie preziose del passato. Conservano certamente, in maniera preziosa, encomiabile, la storia della cultura, dei suoi progressi, della sua crescita, base indispensabile per la ricerca di oggi. Ma sono anche luoghi vivi di ricerca, di studio, di applicazione, di suggerimento per il futuro della nostra, come delle altre società di questo mondo.
Questo fa delle Accademie un punto nevralgico di contributo alla vita del nostro Paese. E la costellazione delle Accademie - alcune cariche di storia, come questa - dà un contributo decisivo.
Vorrei ribadire questo concetto: non sono luoghi che guardano al passato ma,mantenendone il prezioso ricordo di insegnamento, guardano al futuro.
E, per questo, è con fiducia che mi sento di poter affermare che certamente, di fronte alle sfide che abbiamo - vecchie e nuove - le Accademie faranno, in maniera preziosa, la loro parte, contribuendo al futuro del nostro Paese.
Grazie e auguri all’Accademia dell’Agricoltura.