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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia "Terra Madre e Salone del Gusto"

Per alcuni giorni il centro di Torino vivrà numerose occasioni di incontro e di dialogo, verrà animato da esperienze e culture diverse, intorno a temi vitali per il nostro futuro.

Sarà un arricchimento per tutti noi.

Rivolgo un saluto a tutti i presenti, al Presidente di Slow Food International e considero preziosa la lettera che mi ha consegnato, alla presidente di Slow Food Italia, al Sindaco di Torino, al Presidente della Regione, promotori di Terra Madre – Salone del Gusto. Rivolgo un saluto al Cardinale e all’Arcivescovo, al Ministro dell’Agricoltura, e un saluto e un ringraziamento all’Ambasciatore del Regno Unito, ringraziando per il caloroso messaggio di Sua Maestà Carlo III.

Saluto i rappresentanti delle comunità, delle associazioni, delle imprese agricole che arricchiranno questo sguardo aperto sul mondo.

Un mondo plurale che, occupandosi dell’energia primaria per l’umanità, il cibo, avverte la responsabilità del destino comune.

È la prima edizione di Terra Madre senza Carlo Petrini, il suo ideatore e rappresenta, sin dal suo slogan “Biodiversity – Be diversity”, testimonianza di quanto ci ha lasciato, e di quanto ci ha consegnato, frutto del suo pensiero, del lavoro di anni, del confronto che è riuscito con successo ad aprire con tante realtà locali, con centri di studio e di ricerca, con organismi internazionali.

È davvero l’occasione per rivolgergli un pensiero di riconoscenza molto grande da parte della nostra Repubblica.

La biodiversità: il gigantesco patrimonio che protegge la salute umana, connota l’ambiente e la nostra vita.

Un patrimonio che ci interpella.

La molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni.

Senza responsabilità, senza cura di questa ricchezza, l’uomo può comprimerla fino a distruggerla, e a distruggersi.

La biodiversità è sfida cruciale per il futuro. Carlo Petrini l’ha descritta molto bene come “la chiave della nostra sopravvivenza”.

È una responsabilità per la quale si deve operare sia dalla base, attraverso la partecipazione popolare, sia dal vertice delle istituzioni, nazionali e sovranazionali.

Impoverimento con la omologazione delle colture e delle culture, desertificazione di territori, cambiamenti climatici, scomparsa accelerata di specie animali e vegetali, sono davanti a tutti.

Si tratta del grande tema della sostenibilità, fronte essenziale per chi abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti.

E se oggi tacciono molti di coloro che, sino a ieri, irridevano l’allarme per i cambiamenti in atto, il declino si presenta ugualmente inarrestabile in assenza di urgenti iniziative.

La biodiversità ha bisogno di politiche nazionali e sovranazionali che sappiano attribuire a questa dimensione, a questa condizione, il giusto valore.

La biodiversità è anche una grande questione culturale e sociale, che riguarda le persone e l’habitat in cui vivono.

Il contributo di Petrini, di Carlin Petrini, è stato in questi ambiti originale e di grande spessore, legando la tutela della biodiversità genetica con il rispetto delle diverse culture delle popolazioni, cioè delle differenze, facendoci conoscere persone e realtà lontane.

La biodiversità, ripeteva Petrini, è ricerca, è incontro; è cultura di solidarietà e di pace, come è stato poc’anzi ricordato.

E appare appieno il valore della terra, delle terre, a partire da quelle coltivabili.

Il cibo, la produzione di risorse alimentari sembrano diventate nuovamente arma strategica.

Sono, con l’energia, bersaglio delle scellerate guerre in corso, dirette sempre più contro le popolazioni civili.

Riappaiono, nei teatri di guerra, fame e malnutrizione, bruciandovi immani risorse. Sprecando immani risorse.

Guerre mascherate con ragioni di rivalsa nazionale, in realtà espressione di volontà di potenza e di dominio, con assoluta non curanza delle conseguenze devastanti sulle popolazioni, sulle città, sui territori e, ovviamente, sull’ambiente.

Anche su questo terreno incontriamo Petrini, in consonanza con la Laudato Si'.

Papa Francesco ha scritto, in quell’Enciclica, che “l’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme” e che “non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale. Di fatto – aggiungeva - il deterioramento dell’ambiente e quello della società colpiscono in special modo i più deboli del pianeta”.

Ritroviamo qui temi dell’ispirazione profonda di Terra Madre.

Arcigola, Slowfood, Salone del Gusto, Terra Madre, sono altrettante pagine di un libro che ha saputo unire tradizione e creatività, come rispetto, conoscenza, riscoperta e attualizzazione delle radici.

Il futuro non può, non deve essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro.

Siamo quindi chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunità del cibo che, insieme, ci veda impegnati per la pace tra i popoli.

Come non mai, dimensione locale e dimensione globale sono strettamente legate fra loro parlando di alimentazione.

Come non mai, questi temi sono legati a una dimensione etica, quella dei diritti delle persone.

Ecco perché alla terra occorre voler bene.

È un modo per voler bene a noi stessi e a chi verrà dopo di noi.

Questa è l’importanza del vostro lavoro di anni, delle campagne lanciate per la salubrità dei cibi, per la biodiversità e la sostenibilità, per l’educazione alimentare.

Grazie alle reti che avete costruito – sotto la guida di Carlin Petrini - con produttori, università, associazioni della società civile, oggi la cultura del cibo è divenuta consapevolezza diffusa e spinta a una migliore qualità della vita.

È ragione di lavoro per tante persone e per tanti giovani.

L’agricoltura è comparto chiave e va sviluppata e difesa.

Ne va – è persino ovvio nella sua semplicità - del futuro del genere umano.

Non a caso la Costituzione italiana ricorda, all’art.9, che la Repubblica tutela "l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”

Auguri a Terra Madre-Salone del Gusto. Auguri a tutti voi.

Saranno giorni di incontro, di conoscenza, di riflessione per tante persone.

Un’occasione per seminare ancora.

Chi conosce la terra sa bene che non bisogna mai smettere di seminare, anche nei momenti difficili.

Auguri di buona semina!

Torino, 24/09/2026 (II mandato)

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