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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Congresso della Repubblica Orientale dell'Uruguay

Signor Vice Presidente della Repubblica e Presidente del Senato
Signor Presidente della Camera
Onorevoli parlamentari
Autorità, illustri ospiti,

 

considero un grande onore avere l'opportunità di rivolgermi a Voi in quest'Aula, che rappresenta l'anima della Repubblica Orientale dell'Uruguay ed è emblema del profondo attaccamento del suo popolo alla democrazia e alla libertà.

Ho occasione di farlo nel corso di una visita carica di significato, in un Paese al quale l'Italia si sente legata dai vincoli più stretti che possano esistere, quelli tra i popoli e le persone.

Va sottolineato il ruolo centrale che questo Parlamento ha esercitato, e continua ad avere, nello sviluppo di un modello di democrazia, pluralismo e coesione sociale la cui rilevanza ha travalicato i confini del Vostro Paese e del Continente latino-americano.

Un esempio, quello della democrazia uruguayana che, nel corso di questa mia missione a Montevideo, ho potuto ancor meglio conoscere e apprezzare e che sollecita anche il nostro orgoglio, perché alla sua edificazione e al suo consolidamento hanno contribuito, nel corso del tempo, numerosi cittadini uruguayani di origine italiana.

La straordinaria esperienza della Vostra Nazione, superata la drammatica fase della dittatura, ha saputo riunire nella dinamica viva e complessa della democrazia una ricca messe di istanze, visioni e tradizioni politiche diverse che hanno saputo rendere questo Paese sempre più coeso, aperto e prospero.

Il Parlamento della Repubblica Orientale dell'Uruguay è, in questo contesto, l'espressione, effettiva e vitale, dei valori di libertà, tolleranza, pluralismo che sono alla base della convivenza democratica nel mondo.

Signori Presidenti
Onorevoli Parlamentari

è motivo di soddisfazione constatare come a molti dei successi e delle più avanzate realizzazioni del Vostro Paese non sia mancato il contributo di tanti italiani che sono stati qui accolti.

Accolti con generosità, con apertura, con spirito di autentica fratellanza, nella loro consapevolezza di essere chiamati a partecipare alla crescita di una grande e tenace Nazione.

Fra di loro, non posso non ricordare Giuseppe Garibaldi, che ha combattuto per l'Uruguay e per l'Italia e la cui memoria continua ad essere onorata, qui a Montevideo, così come lo è in Italia, con la deferenza e l'affetto nutrito nei confronti dei "padri della Patria".

Nell'Uruguay di oggi, moderno, dinamico e aperto al mondo, si rinvengono i tratti di quel lavoro fecondo, di quel quotidiano impegno, di quelle ricche tradizioni che hanno contraddistinto l'impegno degli italiani che qui hanno trovato la loro Patria di adozione e qui hanno progettato il futuro loro e delle proprie famiglie.

E credo che non vi sia luogo più significativo di questo solenne edificio, progettato da due architetti italiani, Vittorio Meano e Gaetano Moretti, per ricordarci quanto la storia dei nostri Paesi sia intrecciata con fili che, lungo due secoli, hanno legato le nostre società, in una inestricabile rete di sentimenti, sensibilità e tradizioni che ci accomunano.

Vorrei, a questo proposito, citare, con sentimenti di grandissima riconoscenza, la decisione di questo Parlamento - con un gesto di grande significato - di ricordare solennemente il settantesimo anniversario della Repubblica Italiana. Un atto di omaggio al nostro Paese e alla peculiarità del legame che unisce i nostri popoli. Desidero, dal profondo del cuore, ringraziarVi, a nome di tutti gli italiani.

Italia e Uruguay hanno ricavato, dalla influenza delle rispettive culture, un rafforzamento delle reciproche identità, nell'ambito delle diverse manifestazioni della vita sociale e dello spirito che anima le istituzioni.

E' maturo il tempo per un nuovo inizio nelle nostre relazioni, che metta davvero a fattor comune la unione speciale che associa i nostri popoli.

Signori Presidenti
Onorevoli Parlamentari

radici e vincoli comuni consentono ai nostri Paesi di guardare alle sfide e alle opportunità del presente e del futuro con la medesima sensibilità.

Uruguay e Italia condividono, in questo anno, il privilegio e la responsabilità di sedere, fianco a fianco, nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in questo mese presieduto dall'Uruguay.

E' con soddisfazione - e al contempo senza alcuna sorpresa - che possiamo constatare come i nostri programmi, le nostre iniziative, le nostre sensibilità, siano non soltanto in massima parte coincidenti, ma anzi, spesso, complementari, a testimonianza dell'esistenza di un modo autenticamente comune di guardare all'attualità internazionale.

Siamo Paesi sostenitori della pace, pronti a fornire il nostro contributo per la realizzazione di relazioni più distese e cooperative fra popoli e Nazioni.

Relazioni che ci consentono di affrontare i grandi problemi che il mondo oggi si trova a vivere: il fenomeno - di dimensione epocale - delle migrazioni, con i temi di squilibrio di cui sono manifestazione, i cambiamenti climatici, la minaccia del fondamentalismo e del terrorismo e le numerose, profonde, crisi internazionali, che sconvolgono singoli Paesi e intere Regioni.

Le nostre affinità risultano, altresì, manifeste nel comune auspicio di poter assistere a una accelerazione dei negoziati fra il Mercosur e l'Unione Europea.

In un contesto nel quale le spinte verso il protezionismo, le involuzioni nazionalistiche e le tentazioni isolazionistiche sono in aumento, siamo convinti che occorra rispondere mettendo in comune quanto di meglio le nostre società hanno da offrire, nella convinzione che vi sia necessità di unire, invece che dividere, di aprire piuttosto che chiudere.

E' sulla base di tali convinzioni che consideriamo - quindi - una priorità la conclusione positiva dei negoziati tra Mercosur e Unione Europea.

Nel nostro Continente attraversiamo una fase complessa del percorso di integrazione, una fase nella quale ci confrontiamo con problemi del tutto nuovi, come la decisione britannica di lasciare l'Unione Europea.

Ciò non significa che il modello di integrazione europea sia in crisi.

Abbiamo appena celebrato - a Roma - il sessantesimo anniversario dei Trattati istitutivi della UE, approvando una Dichiarazione - firmata da tutti i 27 Paesi che ne fanno parte - che sottolinea la generale determinazione - condivisa - di far compiere all'Unione un nuovo "salto di qualità", come quelli che, nel corso della sua storia, l'hanno resa una grande isola di democrazia e di prosperità, oltre che di pace duratura.

La conclusione di un accordo forte, equilibrato e reciprocamente vantaggioso, fra Mercosur e Unione Europea si inquadra pienamente nell'ambito di questo salto di qualità, soprattutto nell'attuale, delicato, contesto internazionale.

Dobbiamo sforzarci di lavorare per non perdere di vista le opportunità, straordinarie, che una vasta area di libero scambio può creare, tra Regioni economicamente complementari ma, soprattutto, fra Paesi amici che si ispirano ai medesimi valori, in primo luogo in termini di stabilità, benessere e prosperità per le giovani generazioni.
All'Uruguay, che dell'esigenza di una ripresa del negoziato si è fatto attento e determinato promotore, va il nostro plauso convinto, nella certezza che i risultati raggiunti - con lo scambio delle prime "offerte" di liberalizzazione tariffaria - non sarebbero stati possibili senza la determinazione dimostrata e messa in atto da Montevideo.

Signori Presidenti
Onorevoli Parlamentari

credo sia importante che la nostra collaborazione possa strutturarsi e arricchirsi, sempre più, di contenuti e iniziative, come dimostra l'effettivo avvio - oggi definito - del meccanismo di consultazione politica bilaterale di alto livello.

Inoltre la firma, durante questa Visita, dell'accordo in materia di estradizione consente di estendere significativamente la nostra cooperazione nel settore della giustizia, per combattere più efficacemente, e con maggiore tempestività, la piaga della criminalità transnazionale.

Relativamente alle relazioni economiche, appaiono promettenti i contatti in corso in settori come quello dei trasporti e dell'energia, che incidono sulla possibilità stessa del Paese di entrare in rete, sulle sue capacità di crescita e sulla sua visione di lungo periodo.

In questo contesto, ci auguriamo che la nuova, positiva, pagina aperta dai più recenti investimenti, effettuati da alcuni dei principali gruppi italiani, possa costituire l'inizio di un nuovo ciclo di opportunità che potranno essere colte, in uno scambio di conoscenze e di esperienze mutualmente positivo.

Abbiamo molto da imparare dall'Uruguay. Soprattutto nel settore dello sfruttamento delle energie rinnovabili, visto che la quasi totalità dell'energia elettrica consumata nel Paese proviene da energia verde, in un virtuoso processo di affrancamento dai combustibili fossili che costituisce un esempio a livello mondiale.

Signor Vice presidente della Repubblica
Signor Presidente della Camera
Onorevoli parlamentari

Uruguay e Italia condividono una intensa storia comune, terreno fecondo sul quale innestare un futuro all'altezza di questo passato. E' nostro compito lavorare perché ciò avvenga.

Nella certezza che i rapporti fra Uruguay e Italia possano ricevere, da questa Visita e da quelle che seguiranno, un ulteriore impulso verso una sempre più solida e stretta amicizia, desidero rivolgere a Voi, e per il Vostro tramite a tutto l'amico popolo uruguayano, il più caloroso ringraziamento.

Viva la Repubblica Orientale dell'Uruguay, Viva la Repubblica italiana.

Montevideo, 11/05/2017 (I mandato)

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