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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’ inaugurazione dell’Anno Accademico 2017/2018, nel 30° anniversario di fondazione della Scuola Superiore Sant’Anna

Rivolgo un saluto molto cordiale a tutti, alla Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - che ringrazio per l'interessante posizione che ha appena fatto sullo stato delle università - al Presidente della Regione, al Sindaco e, attraverso di lui, alla città.

Ringrazio molto il Rettore per l'invito, e rivolgo un saluto particolarmente intenso ai docenti, agli studenti, ai dottorandi, al personale amministrativo e tecnico, che deve essere davvero efficiente, considerata la contenuta spesa per il personale nel bilancio della Scuola Superiore Sant'Anna.

Pisa, con le sue tre Università, è un punto di riferimento accademico del nostro Paese, un punto di eccellenza. Rivolgo anche agli altri due atenei - la Statale e la Normale - un saluto molto cordiale. Alla Normale ho avuto l'opportunità di recarmi per l'apertura dell'Anno accademico due anni fa, nei primi mesi del mio mandato, ed ho un ricordo intenso di quell'appuntamento.

La Sant'Anna fa parte dei punti di eccellenza del nostro Paese: il numero dei brevetti è particolarmente significativo. Ne ho avuto una prova poc'anzi con la presentazione di alcuni risultati di ricerca nel campo della robotica e dell'ingegneria. E voglio fare i complimenti ed esprimere il ringraziamento del Paese per questa attività così preziosa.

Ma vorrei riprendere alcune considerazioni appena fatte: la prima sul prezioso carattere interdisciplinare della Sant'Anna, che rende ancor più ampi gli orizzonti culturali e che costituisce insieme condizione e frutto di libertà intellettuale. È il suo carattere internazionale. Il 27% di dottorandi di altri Paesi è un numero molto alto ed è di grande significato per lo scambio culturale, per l'apertura di conoscenze di questo ateneo, ma complessivamente del sistema universitario del nostro Paese.

Sono importanti risultati - e sono l'obiettivo dell'attività che qui si coltiva e si sviluppa - ma i risultati non sono fine a se stessi, sono rivolti al bene comune, alla ricerca di condizioni che facciano crescere l'intera collettività. È lo spirito della Sant'Anna: suscitare e consentire che vengano sviluppati e coltivati talenti indirizzati al bene comune e all'interesse della comunità nazionale. E questo spirito verrà riversato certamente anche nella Fondazione, che insieme alla Normale, sarà resa operativa anche con attività in comune.

La Sant'Anna ha trent'anni, è giovane, ma anche quando celebrerà i suoi cento anni sarà giovane perché è sempre orientata al futuro e all'aggiornamento.

Pisa, 01/12/2017 (I mandato)

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