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Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’incontro con una delegazione di deputati italiani eletti al Parlamento Europeo in occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma

Benvenuti al Quirinale.

Saluto e ringrazio il vicepresidente David Sassoli.

Saluto cordialmente tutti.

Questi giorni sono di intenso dibattito e di grande interesse sull'Unione.

Sono lieto, quindi, di potere incontrare chi rappresenta gli italiani alla Assemblea di Strasburgo.

Quella italiana è una delegazione importante. Ricca di prestigio nel Parlamento europeo, come dimostra anche l'elezione di Antonio Tajani alla presidenza dell'Assemblea.

La vostra è un'esperienza di grande valore, forse la più avanzata tra le esperienze parlamentari.

Il vostro impegno quotidiano è fatto di confronto delle idee, di rappresentanza degli interessi, di decisioni assunte in aula e nelle commissioni, di lavoro di raccordo con le famiglie europee di appartenenza.

La dimensione nazionale, la peculiarità della provenienza di ciascuno, la verifica continua di quel rapporto popolare manifestatosi con il consenso alle elezioni, insieme alle diverse posizioni politiche sostenute, con comune impegno, unitamente agli iscritti allo stesso gruppo di altri Paesi, costituiscono i due aspetti del vostro mandato: quello di rappresentanza nazionale e quello di deputati dell'Unione. Si tratta per questo di un compito davvero unico e affascinante.

Siete espressione dell'Europa democratica che esiste, testimoniando l'Europa possibile, e siete anche l'avamposto di un'Europa più avanzata, con una sempre maggiore dimensione politica propria.

In questo anniversario dei Trattati di Roma non ricordiamo il passato ma celebriamo la lungimiranza di coloro che sessanta anni fa - dopo le due guerre più sanguinose della storia dell'umanità - seppero superare contrasti e barriere secolari per avviare un impegno comune di sviluppo economico e sociale, sulla base della presa di coscienza di una cultura ampiamente comune, decisamente comune.

L'Europa, aprendosi al suo interno e disponibile verso l'esterno, è stata capace di assicurare pace, di generare benessere, prosperità e promuovere crescita, fornendo opportunità, diritti, conoscenze ai suoi cittadini.

L'Europa, certo, è ancora un progetto per alcuni aspetti incompiuto, con problemi, con squilibri, con ritardi, ma è divenuta irreversibile nella vita quotidiana delle persone, soprattutto nei comportamenti e nell'abito mentale dei nostri giovani. Non è possibile, nella realtà, immaginare un loro futuro al di fuori di questa Unione di cui sono e si sentono cittadini.

L'Europa non cancella la storia, le nazioni, i popoli: le integra in un orizzonte più vasto. In essa gli Stati condividono la sovranità per ampliare le capacità di tutti e assicurare, nel mondo, la preziosa influenza della civiltà europea.

Non può sfuggire certamente a voi il valore del passaggio storico che stiamo attraversando.

Dalle scelte che compiremo - come Unione, come istituzioni comuni e come Stati membri - dipenderanno i prossimi decenni. Non soltanto dell'Europa.

Mi auguro che queste celebrazioni di Roma ci aiutino a guardare in avanti, con lungimiranza, e a pensare alle generazioni più giovani.

L'interdipendenza tra Unione e Stati, tra società civili europee, si ispira al principio di sussidiarietà. Questo è l'ambito naturale della vostra azione. Vi trovate in un crocevia davvero strategico.

Nel vostro mandato parlamentare - che riflette il ruolo e il significato di un Parlamento continentale eletto a suffragio universale - c'è il segno di una coscienza europea, di una cultura europea, e questo Parlamento interpreta e integra la coscienza storica delle nazioni europee.

Abbiamo di fronte, noi europei, impegni di grandi dimensioni.

Il governo dell'economia, il futuro dell'euro, le necessarie riforme alle istituzioni comuni, ma anche l'irrinunciabile valore della coesione sociale nei nostri Paesi e nell'intera comunità dell'Unione.

Il governo delle migrazioni, con tutto quel che comporta in termini di umanità, di diritti, di sicurezza.

La maggior collaborazione contro il terrorismo e, oggi, l'attentato di Londra e l'anniversario della strage di Bruxelles, ce lo rammentano.

La capacità di operare con lungimiranza e intelligenza per garantire stabilità e collaborazione in tutto il Continente, a partire dai Balcani. Rispetto a quei Paesi soltanto la prospettiva di integrazione nell'Unione, nei tempi necessari, incoraggia il percorso di pacificazione reciproca, evitando il riesplodere di crisi che si riverberebbero su tutti i Paesi europei.

L'Unione, per sua natura, per storia, per cultura, è democratica.

Il suo Parlamento è il presidio della sua democrazia. Insieme alla Commissione è sede, espressione e portatore del metodo comunitario della vita dell'Unione.

La scelta di indicare al vertice della Commissione una personalità indicata dalle famiglie politiche al popolo europeo - collegando strettamente il processo elettorale per l'Europarlamento con la formazione dell'esecutivo dell'Unione - è stato un passo importante, di grande significato.

Ne occorrono altri perché non si fermi l'integrazione.

Al Parlamento Europeo, in dialogo con i Parlamenti nazionali, compete la responsabilità di accompagnare questo progresso di sempre maggiore rappresentatività democratica dell'Unione.

La cultura italiana, la nostra visione dell'Europa, ci fornisce talenti e possibilità: è giusto spendere questi talenti e investirli in un futuro di cui vogliamo essere protagonisti. Da europei tout court, quali ci sentiamo. Non ci sentiamo europei del Sud, anche se il Mediterraneo ha sempre avuto e ha sempre fornito una grande apertura mentale sulla storia d'Europa.

Il messaggio che auspichiamo emerga, da questa occasione sui sessanta anni dai Trattati di Roma, consiste nella riaffermazione della fondamentale validità storica dell'integrazione d'Europa e di un suo rilancio, deciso e sollecito.

Di questa prospettiva siete tra i principali interlocutori, necessariamente protagonisti.

Auguri e buon lavoro.

Palazzo del Quirinale, 22/03/2017 (I mandato)

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