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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'incontro con una rappresentanza dell'Arma dei Carabinieri nel 212° anniversario della sua costituzione

Benvenute e benvenuti al Quirinale.

Grazie, Generale – ripeto - per questo splendido ricordo di una pagina esemplare, straordinaria, storica della vita d’Italia, dovuto a una figura a cui tutta l’Italia è affezionata e riconoscente. Non c’è nessuno nel nostro Paese che non conosca il nome di Salvo D’Acquisto. Grazie, Generale. 

Rinnovo un saluto a tutti i presenti, al Comandante Generale, anzitutto, con il quale poc’anzi ho avuto un colloquio, nel corso del quale ho - come sempre - confermato il grande apprezzamento e la riconoscenza della Repubblica per l’opera dell’Arma dei Carabinieri, che sono parte integrante della nostra identità, della identità d’Italia.

Ne hanno accompagnato, e ne accompagnano, da oltre due secoli - è una lunga storia, duecentododici anni - la storia nella vita quotidiana, nella concretezza della vita quotidiana, ponendosi al servizio delle istituzioni e dei cittadini.

In questi ottanta anni di vita della Repubblica, l’Arma ha svolto un costante, prezioso ruolo, confermando un legame insostituibile con le comunità del nostro territorio, assolvendo alla missione di garantire una cornice di sicurezza entro la quale si sviluppano le libertà dei cittadini, garantite dalla Costituzione.

Nel corso della cerimonia per celebrare questo duecentododicesimo anniversario – che, appunto, si svolgerà a Reggio Calabria - la sua Bandiera sarà insignita della Medaglia d’oro al valor civile per l’attività svolta dal Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, come Lei ha ricordato, Generale.

È un comando, sì, ormai antico anch’esso come storia, con un secolo alle spalle, di grande rilievo nella vita del nostro Paese, che svolge un’opera meritoria, prestata in un ambito delicato ed essenziale per la dignità delle persone, per la legalità dell’economia, per la coesione sociale.

L’Arma, attraverso i reparti specializzati e in raccordo con le Stazioni, attraverso questo strumento, presta una attività fondamentale di controllo, di contrasto alle violazioni, di emersione delle forme di sfruttamento, di difesa dei lavoratori più esposti e più vulnerabili.

In questo complesso momento storico che caratterizza l’Italia, l’Europa e il mondo intero, i Carabinieri attendono al presidio quotidiano del nostro territorio, con capacità di ascolto, di conoscenza dei luoghi e delle persone, al fine di prevenire ogni tipo di reato.

Si tratta di un compito che assegna - come Lei ha ricordato, Generale - responsabilità particolare alla rete periferica. E desidero rivolgere un apprezzamento particolare ai Comandanti di Stazione e ai militari di Nuclei radiomobili, rappresentati in questa sala quest’oggi, che sono di questa attività protagonisti e - ripeto - benemeriti protagonisti.

Le Stazioni dei Carabinieri sono un presidio della Repubblica: tradizionale, avvertito, apprezzato, amato dai nostri concittadini. Un presidio al quale spesso i cittadini si affidano nel bisogno, un presidio chiamato a intercettare e a prevenire situazioni di disagio e di fragilità.

I Nuclei radiomobili sono investiti delle urgenze e delle richieste di aiuto nei casi più imprevedibili; contemperando prossimità e autorevolezza, sono chiamati a efficacia di intervento e a rassicurazione sociale.

L’attuale e precaria condizione internazionale incide sulla vita di ogni giorno. Le competenze dei Carabinieri a questo riguardo sono, anche sotto questo profilo, preziose, non soltanto per le funzioni che le sono assegnate di Polizia Militare in ben ventuno teatri operativi, che sono caratterizzati da conflitti, sovente devastanti, nell’ambito di missioni internazionali multilaterali cui partecipano le nostre Forze armate per prestare opera di pace e di rispetto dei diritti umani.

I Carabinieri assolvono una funzione particolarmente rilevante anche nel rapporto tra l’uomo e le risorse naturali, da quando hanno assunto le competenze del Corpo Forestale dello Stato, operando anche attraverso progetti per i giovani, al fine di diffondere una cultura matura del rispetto della natura.

Desidero esprimere apprezzamento per il contributo di grande valore, di alto valore, che svolgono con grande merito gli appartenenti all’Associazione Nazionale dei Carabinieri, all’Associazione Nazionale Forestali, e a coloro che sono impegnati nell’Opera Nazionale per gli orfani dei militari dell’Arma dei Carabinieri.

Rivolgo un pensiero di commosso ricordo ai Carabinieri caduti adempiendo il proprio dovere. Sono stati diversi nell’anno che si è concluso mesi fa. Ne ha ricordato poc’anzi i nomi il Comandante Generale: non li ripeto, ma li ricordo anch’io con un commosso omaggio e con un rimpianto - dicevo prima al Comandante Generale, nell’incontro che abbiamo avuto - in episodi che hanno segnato e coinvolto la commozione e la solidarietà di tutto il nostro Paese.

Rende omaggio alla Bandiera della Forza armata, che dalla Forza armata riassume il valore. E, in questa occasione, formulo gli auguri più cordiali ed esprimo sentimenti di riconoscenza a tutti i Carabinieri e anche alle loro famiglie per un futuro colmo di soddisfazioni.

Viva l’Arma dei Carabinieri, viva le Forze armate, viva la Repubblica!

Palazzo del Quirinale, 03/06/2026 (II mandato)

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