Desidero pronunciare brevemente qualche parola di apprezzamento, di saluto e di augurio.
Rivolgo un saluto cordiale, con il Ministro della Difesa, il Capo di stato maggiore della Difesa, il Capo di stato maggiore dell'Esercito, il Comandante della formazione e il Comandante della scuola, alle autorità che rappresentano il territorio, al Presidente del Consiglio regionale e al Sindaco di Torino.
Un saluto a tutti i presenti. Un saluto cordiale anche, naturalmente, ai docenti, agli istruttori e particolarmente agli allievi della Scuola di applicazione.
Ringrazio Evelina Christillin per la prolusione nella quale, illustrando aspetti importanti della prospettiva di questo millennio che si è appena aperto, ha riversato, come presidente del Museo Egizio, la saggezza delle antiche civiltà di cui occorre sempre tener conto.
Rivolgo i miei complimenti al professor Barberis e ai cinque giovani premiati.
Vorrei sottolineare il grande rilievo delle considerazioni fatte poc'anzi dal Ministro Guerini e dall'Ammiraglio Cavo Dragone sui mutamenti profondi che da qualche tempo hanno cambiato la scena internazionale. Cambiamenti profondi.
Basta pensare, come è stato già ricordato, alla dimensione cyber - o, per dirla in italiano, cibernetica -, ai nuovi mezzi di comunicazione sociale, allo spazio, alle iniziative che sotto diversi profili sempre più sono presenti nello spazio, per comprendere come il mondo sia profondamente cambiato. Non è più il mondo anche soltanto di venti o trenta anni anni fa.
Come ha detto l'Ammiraglio Cavo Dragone, occorre pensare in maniera totalmente nuova. E i luoghi in cui fare queste riflessioni sono anzitutto quelli di formazione, quelli in cui si riversa la prospettiva della dottrina dell'Esercito.
E per questo l'augurio è molto intenso.
Siamo chiamati a interpretare le vicende, le condizioni, in maniera totalmente nuova. Ed è importante quanto il Generale Serino ha poc'anzi rammentato: la collaborazione che vi è tra mondo militare e mondo accademico, con l’operativa cooperazione con diversi atenei.
È una prospettiva comune che riguarda l'esame del mondo, l'andamento delle vicende, le prospettive che vanno coltivate e le iniziative da assumere, sempre in base ai valori - che sono stati poc'anzi ricordati - della nostra Costituzione: la libertà, la democrazia, la persona al centro, i diritti umani, e sempre nella ricerca di pace e sicurezza.
Pace e sicurezza che le nostre Forze armate, i nostri Corpi militari hanno costantemente contribuito a cercare nell'ambito delle iniziative della comunità internazionale, sotto la guida delle Nazioni Unite o nell'ambito delle iniziative dell'Unione europea o dell'Alleanza atlantica.
Pace e sicurezza colpite e messe a gravissimo rischio dalle allarmanti vicende che nel centro Europa si stanno svolgendo.
Tutto questo è l'oggetto delle nostre riflessioni e anche dei vostri studi.
Per questo faccio agli allievi un grande augurio. Rappresentate il futuro dell'Esercito, coloro che, nel corso degli anni futuri, interpreteranno questa storia gloriosa che l'Esercito conserva e ha sviluppato.
In questa prospettiva siete chiamati al servizio dell'Italia e delle sue democratiche istituzioni. Un compito importante per il quale vi rivolgo gli auguri più grandi per i vostri studi, il vostro futuro e la vostra carriera.
Auguri.