Desidero rivolgere a tutti i presenti un saluto molto cordiale, alle autorità, al vice Presidente della Corte costituzionale, al vice Presidente della Regione, al Presidente della Provincia, al Sindaco e, attraverso di lui, a tutta la città.
Ringrazio il Rettore per l’invito ad essere presente in questa occasione.
Un saluto al corpo docente, al personale amministrativo e tecnico, e un ringraziamento alla loro rappresentante per le considerazioni che ci ha proposto.
Se posso permettermi, vorrei rivolgere un saluto più intenso agli studenti e alle studentesse di questo ateneo che sono, come in tutte le università, il centro e l’obiettivo, ringraziando il loro rappresentante per quanto ha detto.
Un saluto ai rettori degli altri atenei presenti. In queste occasioni la presenza di altri Magnifici rettori sottolinea come i nostri atenei rappresentino un sistema di cultura del nostro Paese.
Quarant’anni sono molti anche se in un Paese come l’Italia che ha lunghe tradizioni accademiche disegnano un ateneo giovane, sebbene questa università ponga le radici su basi molto più antiche.
Se non ricordo male, tra ventisette anni i giovani potranno celebrare i cinquecento anni dal primo studium di Viterbo che era situato nel Palazzo dei Priori. È quindi un ateneo che ha radici in una lunga tradizione culturale che, come abbiamo ascoltato dall’interessantissimo intervento del Magnifico Rettore, ha contributo in questi quarant’anni ad alzare il livello culturale del territorio di riferimento. Al contempo, questo ateneo ha aperto gli orizzonti del suo corpo docente e dei suoi studenti realizzando intese con centotrentotto atenei di altri Paesi.
È una condizione che caratterizza la nostra Università, quella di contribuire in maniera decisiva al livello culturale del nostro Paese e quella di collegarsi alla rete internazionale della cultura e dell’approfondimento.
Vorrei esprimere al Rettore l’apprezzamento per la scelta del tema della prolusione, ringraziando il Professor Frey per quanto ci ha presentato.
La tematica ambientale è davvero fondamentale. Sarebbe fuori luogo se aggiungessi considerazioni a quelle così chiare ed esplicite che ha fatto il Professor Frey: è davvero fondamentale il tema dell’ambiente.
Qualche mese fa ho firmato, insieme ad altri capi di Stato, su iniziativa del Presidente della Repubblica austriaca, un documento comune per sottolineare come i mutamenti climatici rappresentino il tema e la sfida cruciale di questo nostro momento storico, di questi anni.
Abbiamo molte sfide davanti, molti fronti, ma quello specifico di questo tempo è davvero il mutamento climatico e la difesa dell’ambiente.
E in questo il vostro ateneo, per le ragioni della sua nascita, della sua genesi e per come è sorto, ampliando successivamente in maniera larga e articolata l’offerta formativa, è particolarmente chiamato a occuparsi di questo tema.
Collegato a questo ve n’è uno specifico del nostro Paese che rientra nel tema ambientale: quello della cura del territorio che riguarda e realizza davvero l’interesse prioritario per l’Italia, non soltanto perché la cura del territorio salvaguarda la bellezza del nostro Paese, patrimonio riconosciuto in ogni parte del mondo, ma anche sotto il profilo economico è decisiva per il nostro sviluppo.
Sappiamo tutti che molte delle emergenze e delle calamità naturali sono dovute alla scarsa cura del territorio o quantomeno sono aggravate nelle conseguenze dalla scarsa cura del territorio.
Quindi sotto ogni profilo, anche economico, per il nostro Paese la cura del territorio è un tema centrale, prioritario. E anche su questo aspetto, il vostro ateneo è chiamato ad un contributo particolarmente importante.
Il rappresentante degli studenti ha parlato della centralità degli studenti. A voi è affidata una forte responsabilità di sollecitazione per sospingere anche le istituzioni in questa direzione.
Non è senza significato che in questo periodo una giovane studentessa svedese - Greta - stia sottoponendo le istituzioni europee ad una forte sollecitazione sul tema ambientale.
Ai giovani è affidato questo compito, anche perché –come ha ben detto il professor Frey, indicando bene in alcuni grafici della sua prolusione – vi è un’equità intergenerazionale che siamo chiamati a rispettare per non depauperare le successive generazioni di ciò che noi abbiamo potuto utilizzare.
Grazie al professor Frey per la sua prolusione, grazie al Rettore per l’invito che mi ha rivolto. Auguri e buon anno accademico!