Vorrei rivolgere un saluto molto cordiale a tutti, al Presidente della Regione, alla signora Sindaco di Torino, a tutte le Autorità presenti, ai Rettori degli altri atenei che sono presenti.
Un saluto molto particolare ai protagonisti dell'apertura dell'Anno accademico: il corpo docente, gli studenti e il personale amministrativo.
Vorrei ringraziare il Rettore per l'invito, è un'occasione per poter esprimere la riconoscenza del nostro Paese per il ruolo e l'attività che svolge il Politecnico di Torino.
In una stagione di intensi, veloci e profondi mutamenti l'Università è chiamata a tenere il passo di questi cambiamenti, ciò è emerso con molta chiarezza nella relazione che il Rettore ha svolto poc'anzi.
Il Politecnico di Torino ha una grande apertura e il rappresentante degli studenti poco fa ha ricordato la presenza del 15% di studenti provenienti da altri Paesi che è il segno della capacità attrattiva di questo ateneo, ma anche della sua apertura, che non è a senso unico.
I primi di quest'anno, all'Università di Shanghai, ho incontrato studenti e giovani laureati del Politecnico di Torino, ed è stata un'esperienza interessante per me vedere come lo scambio di esperienze, di conoscenze, di frequentazione sia praticato e sia realmente prezioso.
Ringrazio il Politecnico per l'attitudine ad essere dentro i processi di innovazione.
La prolusione del Professor Fino ci ha illustrato una frontiera particolarmente avanzata dell'innovazione, ci ha fatto comprendere come, nell'arco di un ventennio, si sia arrivati ad un'applicazione concreta, diffusa e crescente su tale fronte. Ma questo dimostra, oltre all'apertura, anche la capacità di questo ateneo di svolgere e curare la ricerca di base e la ricerca applicata.
Poc'anzi il Rettore ha fatto alcune proposte sulla base non soltanto dei suoi sei anni di guida dell'ateneo, ma anche sulla base dell'esperienza che il Politecnico raccoglie ed esprime.
Non tocca a me esprimere opinioni sulle proposte, sono competenze del Parlamento e del governo, ma vorrei raccogliere una delle sue sollecitazioni: quella sul recupero della dimensione interdisciplinare, che ritengo preziosa e assolutamente da sottolineare, non soltanto perché migliorerebbe metodologie e caratteri organizzativi della vita universitaria, ma anche perché è culturalmente più corretta e non solo al Politecnico ma in generale. La interdisciplinarietà ha consentito a una persona come me, formata sugli studi di diritto, di non sentirmi estraneo ma coinvolto nella prolusione del professor Fino e nelle considerazioni che ha fatto il Rettore.
In realtà, ingegneri e architetti hanno naturalmente una vocazione a comprendere l'importanza del carattere interdisciplinare della cultura perché sono chiamati a percepire, comprendere e interpretare i vari aspetti della convivenza.
Questo è il ruolo del Politecnico di Torino, come quello degli altri atenei che sono dedicati a questo campo. Ma questo ateneo è all'avanguardia ed è una punta d'eccellenza del nostro Paese e di questo vi devo ringraziare con molta intensità.
Il carattere di apertura alle altre discipline, al mondo, al futuro è l'elemento che rende prezioso ovunque il ruolo dei nostri atenei.