Benvenute e benvenuti al Quirinale.
Con alcune e alcuni di voi già in altre occasioni vi è stata l’opportunità di incontrarci qui, in questo Palazzo, ma questa è la prima volta, appunto, - come è stato ricordato - di un incontro specificamente dedicato agli sport invernali. E quindi sono molto lieto di poter sottolineare, in questo modo, l’importanza del ruolo e il valore di questi sport, delle tante discipline che lo compongono.
Vi ringrazio molto per questi doni. La tuta mi induce a ringiovanire: vi ringrazio molto per questa esortazione.
Ringrazio molto il Presidente del CONI, il Presidente della Federazione, Federica Brignone e Sofia Goggia per le considerazioni che hanno svolto.
Ai due Presidenti vorrei formulare le congratulazioni per i tanti successi dello sci e di tutte le altre discipline alpine e montane in questo ultimo anno. E non soltanto in quest’ultimo anno.
Questi complimenti, questi apprezzamenti, Presidente Roda, vanno anche all’intero staff della Federazione, che sorregge, aiuta, sostiene gli atleti, e consente loro queste prestazioni di grande valore.
È un’occasione di grande importanza per formulare questo ringraziamento.
Il Presidente Malagò ha richiamato il grande contributo che le discipline alpine hanno recato al prestigio dello sport italiano. Lei, Presidente Roda, poc’anzi ha detto diverse cose interessanti. Ne riprendo una: quella dell’attenzione della Federazione a porre al centro l’atleta. L’atleta degli anni passati; l’atleta in attività, oggi; l’atleta, quelle e quelli del futuro, quindi con la cura, come lei ha accennato, dei giovani, di quel grande giacimento di possibili talenti che si ritrova tra i tanti amatori degli sport invernali.
Vorrei sottolineare quanto sia grande davvero il contributo che le vostre discipline recano. Numerose. Quindici discipline. Undici olimpiche. In prima fila ne abbiamo una manifestazione: dal biathlon, al fondo, allo snowboard, allo slalom, alla discesa, al gigante, alla combinata. Una quantità di specialità e di discipline.
È un’occasione anche importante per recare un saluto e un ringraziamento a grandi atleti del passato. È un piacere averli qui e poterli ancora una volta ringraziare: Marco Albarello, Alberto Tomba, Manuela Di Centa, Gustav Thöeni, Armin Zöeggeler.
Non ho controllato sul web l’elenco dei vostri successi, che immagino nel sito della Federazione siano ben elencati. Ma, nel mio personale ricordo, i vostri nomi sono associati a una montagna di medaglie di ogni genere: olimpiche, mondiali, di Coppa del Mondo, di ogni genere di competizione. Quindi è un’occasione importante per me per ringraziarvi, da parte dei nostri concittadini.
Un saluto e un ringraziamento molto forte alle atlete e agli atleti presenti, tutti di elevatissimo livello sportivo.
Il ringraziamento e i complimenti non sono limitati ai successi, così numerosi, ma anche al modo di ottenerli, al comportamento, allo stile di competizione. E anche a quel che c’è dietro i successi. Perché dietro quei due minuti, due minuti e mezzo, di ogni manche nella discesa o nello slalom, o anche della fatica del fondo o, ad esempio, ancora più ridotti per lo snowboard, per ogni disciplina, accanto, dietro, prima dei successi, vi è una grande capacità di sacrifici, di allenamento, di perfezionamento, di continua ricerca di superamento dei propri limiti.
Questo è quello che merita un grande ringraziamento. Perché coloro che guardano - gli spettatori – vedono soltanto la gara. Ma quello che vi è prima, quello che la accompagna, che la consente, è un’opera straordinaria dal punto di vista umano e di impegni personali. Per questo il ringraziamento è così alto.
Vorrei riprendere alcune considerazioni che hanno svolto Federica Brignone e Sofia Goggia. Federica Brignone ha parlato dell’impegno per contribuire alla coscienza della salvaguardia del pianeta. È la sfida principale che l’umanità ha davanti a sé, da cui si viene spesso distratti da guerre, da contrapposizioni, dal terrorismo, da fenomeni che vorremmo non vedere, ma che sono frequenti.
E d’altronde, come ricordava il Presidente Roda, chi può essere sensibile a questo tema così decisivo per il futuro più delle persone che amano e frequentano la montagna? O per le competizioni sportive, o come dilettanti nella pratica sportiva, o per turismo, o anche soltanto per ricaricarsi di serenità, come capita a molte persone che si recano in montagna per riacquistarla.
È quindi un impegno, ripeto: è la principale sfida tra quelle che vi sono davanti a noi.
Sofia Goggia ha parlato del dovere dell’impegno di svolgere l’attività sportiva in conformità ai valori profondi - come ha detto - che caratterizzano lo sport. Ed è questo un grande messaggio, da inviare particolarmente ai ragazzi, ai giovani.
È molto importante quel che ha detto, esprimendo la riconoscenza verso le avversarie. Perché senza le avversarie o gli avversari, il loro talento, le loro prestazioni, mancherebbe la sollecitazione, l’essere sospinti a migliorarsi, a superarsi, a raggiungere sempre orizzonti, prestazioni più avanzate.
E questo è davvero un modo importante di definire il rapporto tra atlete e atleti.
Capita ogni tanto - non frequentemente, anche a me - di poter guardare le vostre gare. È molto bello vedere alla fine i complimenti che si scambiano atlete e atleti, tra la vincitrice, il vincitore, o quelli che sono arrivati al podio, o quelli che hanno comunque svolto la competizione.
È un modo di interpretare lo sport che dà messaggi positivi, straordinariamente importanti.
È quindi un’occasione questa per ringraziare per questi messaggi, per queste testimonianze. Vorrei anche ringraziare – ripeto - Federica Brignone e Sofia Goggia per quanto hanno detto. Perché ci hanno trasmesso ed espresso bene il modo in cui va inteso lo sport, il modo in cui si collega ai valori e il modo in cui apre orizzonti più vasti che riguardano i problemi generali dell’umanità.
Grazie per quanto fate, complimenti.
Presidente, alla mia età non si fanno programmi a lunga scadenza. Ma la presenza a Milano-Cortina 2026 è indispensabile. Per quanto mi riguarda, non ci rinuncerei per nulla al mondo. Quindi sarò certamente presente.
Grazie per quanto fate. Auguri!