Nel rivolgere un saluto all’amministratore delegato e a questa articolata, rappresentativa, qualificata delegazione del TG2, la ringrazio, Direttore, per le sue considerazioni.
Sono lietissimo di accogliervi in questa sala rinnovata. Come la Rai, anche i saloni del Quirinale attraversano fasi e innovazioni, come quella di avere qui de Chirico in un salone cinquecentesco.
Quella che oggi ricordiamo è una delle fasi nuove che si apriva nella Rai, una innovazione profonda che si è realizzata.
Io lo ricordo bene, Direttore. Ricordo anche la curiosità con cui fu accolta questa novità; e l'azione di Andrea Barbato, la presenza di Piero Angela.
Una curiosità che è stata ricambiata dalla diversità della formula rispetto a quello che era, fino ad allora, considerato una sorta di Gazzetta Ufficiale, il TG 1.
Formula nuova, impostazione differente e iniziative numerose di successo.
Questa è, naturalmente, una occasione per ringraziarvi per quello che è stato fatto in questi cinquant'anni, dai vostri predecessori, per quello che voi continuate e per quello che fate voi, in questo in questo periodo.
Qui sono presenti vicedirettori, capiredattori, comitato di redazione, il nostro quirinalista, che è di casa, intorno all'amministratore delegato. È quindi l'occasione migliore per me per ringraziarvi per il lavoro che svolgete e formularvi gli auguri.
E vorrei far mio l’augurio di Papa Leone, che ieri vi ha rivolto e Lei ha ricordato: quello di raffigurare le tragedie che si intensificano in questo periodo, appunto, non come raffigurazioni spettacolari, ma come informazione che trasmette, una presentazione che informa, che trasmette una correttezza di notizie per spettatrici e spettatori.
È una condizione importante, perché è quella che sostanzia il ruolo fondamentale che svolgete, come tutti i vostri colleghi della parte televisiva e della carta stampata e sul web, che tra tante difficoltà crescenti, tra tante insidie di false notizie diffuse, anche sulla guerra in questo periodo, svolgete un compito di garanzia, di informazione, di libertà, di fondamentale sostegno alla vita democratica.
Questa occasione per me è davvero gradita nell’accogliervi al Quirinale, per ringraziarvi per l'opera che svolgete, e nel fare gli auguri per i prossimi cinquant'anni, che non sapremo in che modo, con che tecniche, con che modalità, con che protagonismo si svolgeranno.
Auguri!