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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’Incontro con il Direttivo della Commissione “Fulbright" - Commissione per gli Scambi Culturali tra Italia e Stati Uniti

Rivolgo il benvenuto più cordiale e il saluto più cordiale all’Ambasciatore Fertitta. L’Ambasciatore degli Stati Uniti, insieme al nostro Ministro degli Esteri, è Presidente onorario della Commissione.

Un saluto altrettanto cordiale al Presidente emerito della Corte costituzionale - nonché di numerose altre istituzioni importanti e fondamentali del nostro Paese - Giuliano Amato, alla dottoressa Sartorio, Direttore esecutivo della Commissione, ai componenti il Direttivo e a tutti i presenti, particolarmente agli studenti, che approfondiscono ulteriormente i loro studi.

Il Senatore Fulbright è una figura di straordinaria importanza nella storia dei rapporti internazionali. Non soltanto - come è stato sottolineato dai due giovani dottori che approfondiscono gli studi in Italia e negli Stati Uniti e che ringrazio per i loro interventi - ha posto al centro della sua azione, di questa proposta da cui è nato il programma, la pace.

Fulbright era un grande stratega di politica estera. Non a caso è stato per molti anni Presidente della Commissione esteri del Senato degli Stati Uniti.

Quella di immaginare, ideare, progettare, proporre e fare realizzare il programma è stata un’opera straordinaria, anche di capacità di visione di politica estera, comprendendo che la pace si consolida attraverso la conoscenza vicendevole che genera reciproco rispetto, reciproca ammirazione, e quindi salda i rapporti e agevola la cooperazione internazionale. Ed è la strada per la pace.

Io credo che, accanto a questo motivo, a questo obiettivo, Fulbright ne avesse un altro, strettamente connesso a quello della pace, da perseguire: quello di comprendere che realizzare una diffusa influenza - quell’influenza che produce, che determina anche una preminenza nella vita internazionale - nasce non dallo scontro, dalle imposizioni, ma dal coinvolgimento. Dal coinvolgimento, anzitutto, culturale e scientifico.

 E questo è stato un elemento che, accanto a quello della pace, strumentale a quello della pace, guardava all’equilibrio della vita internazionale.

Questo tessuto di conoscenze, di impegni comuni di ricerca, di studi, tra migliaia e migliaia di giovani di talento, in questi decenni, è stato un elemento di straordinaria importanza nelle relazioni internazionali, nelle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Italia. Lo è stato anche nell’equilibrio mondiale e nel ruolo dell’Occidente nella vita internazionale.

Ed è una condizione che dimostra quanto fosse lungimirante la visione di Fulbright nella vita internazionale e nella concezione delle relazioni che in essa si tessono e intercorrono.

Anche per questo è appena il caso di ricordare quanto questo abbia avuto influenza largamente positiva anche per l’Italia. Dal 1948, da quando l’Italia ha iniziato a prender parte al programma, con quantità di numerosi giovani italiani che hanno utilizzato il programma. E, di questi, un numero altissimo ha ricoperto ruoli decisivi nella vita politica e istituzionale, nella cultura italiana, nell’economia italiana, nella società italiana.

E questo è stato un elemento ulteriore di condivisione di vita con gli Stati Uniti, di valori comuni espressi, realizzati e riversati nei rapporti internazionali.

Anche per questo, agli studenti che utilizzano questo programma rivolgo gli auguri più intensi. Raccolgono una tradizione di grande importanza. Ma la raccolgono, naturalmente, come ogni generazione, con le proprie sensibilità e caratteristiche che rendono loro protagonisti del momento attuale e del futuro.

Per questo, alle giovani protagoniste e ai giovani protagonisti del programma rivolgo gli auguri più grandi.

Buon lavoro, buoni studi e buon impegno per il vostro futuro.

Palazzo del Quirinale, 02/07/2026 (II mandato)

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