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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con la Nazionale italiana di pallavolo femminile finalista ai Mondiali 2018 in Giappone

Benvenute e benvenuti al Quirinale!

Anche io desidero anzitutto ricordare Sara Anzanello ed esprimere solidarietà e vicinanza ai suoi familiari e al mondo della pallavolo femminile.

Ringrazio il presidente Malagò per quanto ha detto.

Ringrazio il presidente Cattaneo; fargli i complimenti è insufficiente, non soltanto per il mondiale femminile, ma anche per quello maschile.

Questi mondiali sono stati oltre che un motivo di grande soddisfazione per la federazione, anche un grande investimento sul futuro della pallavolo.

Sono davvero curioso di vedere in che cosa si riverbererà questa grande popolarità che è derivata dalla presenza agli incontri di pallavolo dei campionati femminile e maschile: sarà soprattutto nella partecipazione dei giovani allo sport.

Ringrazio Davide Mazzanti, direttore tecnico, con un grande complimento. Immagino cosa deve essere costato di impegno e di fatica preparare un mondiale in maniera così efficace, così di successo. Mi rimane una curiosità: se nei time out il suo compito è più sul versante tecnico-sportivo o su quello psicologico. Ma me lo dirà dopo.

Ringrazio Cristina Chirichella, la capitana. Con poche frasi ha detto delle cose molto importanti, come ha fatto anche il Presidente Cattaneo ricordando che ciò che caratterizza il vostro modo di interpretare lo sport della pallavolo è la coesione, l’essere squadra, il sentirsi legati con grande e vicendevole disponibilità nel gioco di squadra.

Vorrei aggiungere anche che ciò che rende il vostro sport popolare - per quanto mi riguarda particolarmente attraente - è la correttezza che contrassegna il gioco e il rispetto nei confronti degli avversari.

Vorrei davvero che il nostro Paese, in tutti gli ambienti, avesse queste due caratteristiche: il senso di coesione, di vicendevole aiuto, sostegno e solidarietà, e di correttezza e rispetto nei confronti degli avversari.

Alla squadra, alle atlete potrei limitarmi a dire: ‘Siete bravissime’, ma vorrei aggiungere qualche altra considerazione.

Devo confidarvi che da tempo cerco di seguire la pallavolo, non soltanto da questo mondiale. E quando mi è possibile - non di frequente – riesco a vedere qualche partita di campionato, del vostro e di quello maschile. Questo non fa di me un esperto, naturalmente, ma credo che nessuno possa contraddirmi se sostengo che in tanti momenti avete messo in mostra la miglior pallavolo dei mondiali.

Non avete avuto la medaglia d’oro e il titolo di campionesse del mondo, e mi rendo conto che, nell’immediato, avreste preferito certamente averlo. Però, guardando – come ho fatto - la vostra finale e in parte qualche altro incontro precedente, il tie-break, come sapete meglio di me, è anche affidato al caso. Nella sua brevità basta un servizio meno riuscito, o meglio riuscito delle avversarie che cambia l’orientamento del tie-break.

Ma ciò che è importante è che questo è un momento di parità, è uno spareggio che si svolge, appunto, tra pari. E voi, insieme alle valorosissime serbe, siete state al vertice del mondiale.

D’altronde avete avuto - come ha ricordato il Presidente Malagò – riconoscimenti rilevanti e di grande significato: l’essere la squadra più giovane è di per sé un dato di grande importanza.

Paola Egonu migliore nel ruolo di opposto; Monica De Gennaro migliore nel ruolo di libero; la mia concittadina Miriam Sylla (siamo entrambi palermitani) la migliore schiacciatrice; la miglior palleggiatrice è stata Ofelia Malinov.

Ma questi quattro riconoscimenti non sono individuali, coprono l’intera squadra, il che vuol dire che la squadra migliore del mondiale è stata la vostra. Ciascuna delle quattro indicate si è potuta esprimere a questo livello perché la squadra intorno girava come avete saputo fare.

Vorrei fare complimenti a tutti. A Cristina Chirichella, la capitana; vorrei farli ad Anna Danesi, a Lucia Bosetti, a Carlotta Cambi.

Mi fermo qui. Potrei ricordare Beatrice Parrocchiale e le altre, ma non voglio farlo perché so che tutte, anche quelle che soffrendo di più, senza lo sfogo di poter giocare frequentemente, restando prevalentemente in panchina, hanno contribuito allo spirito di squadra e ai risultati che avete conseguito.

Vorrei ringraziarvi molto per quanto avete fatto, soprattutto per l’esempio che offrite.

A parte questi riconoscimenti, a parte questa dimostrazione di grande successo che avete registrato, avete conseguito un traguardo che – credetemi - è anche più importante del colore della medaglia: quello di aver conquistato tanti nostri concittadini alla pallavolo. Non è soltanto una questione di orgoglio di sport, ma avete certamente spinto, con il vostro esempio e con la vostra capacità sportiva, molti giovani, molte ragazze, molte bambine – e lo vedremo nei prossimi anni - a impegnarsi nella pallavolo, a impegnarsi nello sport e a praticarlo; E questo - credetemi - è stato il risultato più importante che potevate conseguire e per questo vi ringrazio.

Complimenti ancora e auguri.

Palazzo del Quirinale, 29/10/2018 (I mandato)

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