Benvenuti al Quirinale. Sono quest’anno davvero lieto di poter dire anche benvenute al Quirinale.
È stato un anno di grandi successi. Non è che celebriamo noi questi successi; sono stati già ampiamente celebrati dai nostri concittadini, con l’entusiasmo con cui vi hanno seguito, con la partecipazione che hanno manifestato.
Ma qui sottolineiamo questa stagione straordinaria: la Coppa Davis vinta per il secondo anno consecutivo. Dicevo al Presidente Binaghi che la Coppa è a tre piani, quindi si attende la terza vittoria. Non è indispensabile subito.
Ringrazio e saluto il Ministro Abodi, il Presidente Malagò, il Presidente Binaghi. Ringrazio i Presidenti Malagò e Binaghi per quanto hanno detto, e ringrazio Jasmine Paolini e Matteo Berrettini per le loro parole.
La Davis quest’anno è felicemente accompagnata dalla Coppa in chiave femminile, intitolata a Billie Jean King: è un successo straordinario.
Personalmente ho seguito tutti e due gli eventi in maniera attenta e costante. Complimenti davvero!
Sono due successi straordinari, qui raffigurati in modo da arricchire questo Salone degli Specchi in maniera particolarmente significativa.
Ma non sono i soli successi. Le Olimpiadi sono state un grande appuntamento per noi.
La medaglia d’oro nel doppio femminile di Sara Errani e Jasmine Paolini è stata un gran successo, così come la medaglia di bronzo di Lorenzo Musetti: è stato un altro capitolo di grandi risultati.
Naturalmente è iniziato bene questo nuovo anno con la vittoria di Sinner nei campionati australiani, per il secondo anno consecutivo – gli esprimiamo i complimenti - e con la finale del doppio, ancora una volta, di Vavassori e Bolelli.
La prossima volta, certamente, sarà quella che aggiungerà un altro risultato, perché già le finali raggiunte più volte sono un grande risultato.
E, quindi, quest’anno è stato accompagnato da una cadenza continua dei successi. E il nostro sport, quest’anno, in tutte le sue articolazioni ha avuto grandi risultati.
Il tennis è stato particolarmente significativo.
Io vorrei fare i complimenti non soltanto agli atleti e alle atlete, ma a tutti coloro di questa rete di cooperazione che c’è alla base dei successi, che ha contribuito a conseguirli.
Poc’anzi Jasmine Paolini ne ha enumerati alcuni: a parte le atlete e gli atleti, naturalmente, anzitutto, gli allenatori.
E vorrei salutare i due capitani, Filippo Volandri e Tathiana Garbin, con grande riconoscenza per l’opera straordinaria fatta.
Ogni volta guardo con curiosità, negli intervalli tra i game, l’espressione con cui vi rivolgete alle atlete e agli atleti. Non so se sia un lavoro tecnico o psicologico, comunque è prezioso. E grazie per il vostro lavoro.
Complimenti agli staff medici, come diceva Jasmine Paolini. Complimenti alla Federazione; complimenti ai preparatori; a tutta quell’ampia serie di professionalità che contribuisce a questa grande raccolta di successi.
Grazie anche alle scuole di base, ai club di base, che raccolgono e sempre più esprimono il vivaio da cui si attinge.
Siete stati davvero straordinariamente bravi, eccezionali.
Vorrei dire che questo appuntamento sottolinea come abbiate posto il tennis al vertice mondiale, in dimensione femminile e in dimensione maschile.
Ma soprattutto – ed è il principale risultato, quello che veniva poc’anzi sottolineato dai Presidenti Malagò e Binaghi - avete posto il tennis nel maggior livello di popolarità e di pratica nel nostro Paese. E questo fa ben sperare per le prossime leve, che verranno ad aggiungersi alla vostra capacità, alle vostre straordinarie prestazioni.
Vedete, chi, come me, ricorda i tempi in cui il tennis italiano era sempre di buon livello, ma cercava di inserirsi autorevolmente, non so se a qualcuno ricorderà qualcosa, i tempi di Cucelli e Del Bello che, nella Davis del ‘48, quella che riprese l’attività dopo la guerra, si inserirono in maniera significativa.
Allora, mai avremmo sperato di arrivare a questi risultati, a questo livello di successi.
E quindi grazie particolarmente per questo straordinario progresso che è stato fatto.
Per questo vorrei ringraziarvi singolarmente, insieme ai capitani, come ho già fatto. Ringraziare la squadra maschile - Berrettini, Bolelli, Vavassori, Musetti - pensando anche a quelli che nel tennis operano, anche se non hanno partecipato, quest’anno, la squadra di Davis.
Sono stati poc’anzi ricordati. C’è qualcuno che ha cominciato bene l’anno, come Sonego, mi sembra.
Vi è, cioè, una grande ricchezza di protagonisti. Ma la squadra maschile – Berrettini, Musetti, Vavassori, Bolelli - è stata di grande riferimento per tutti i nostri concittadini in questa occasione.
E anche quella femminile: Paolini, Errani, Trevisan, ma anche Cocciaretto e Bronzetti.
La vostra équipe è stata altrettanto importante, forse anche di più, perché ha rotto un tabù; ha rotto un andamento che da tempo si perpetuava, con un successo strepitoso.
E quindi, a tutte e cinque della squadra, complimenti e grazie!
Credo che non dovrei dire che spero che divenga un’abitudine. Non è neanche giusto pretenderlo, né chiedervelo. Ci sono anche gli altri, e sono bravi anche loro.
Però questa che, con più eleganza dei termini, il Presidente Binaghi diceva ‘consuetudine’, io mi auguro che sia un’abitudine che si ripeta nel tempo, non ogni anno, magari, ma frequentemente.
Ma questa è una cosa che richiama l’aspetto più importante, quello che poc’anzi ricordava Jasmine Paolini: non è necessariamente la vittoria quella che suscita entusiasmo, ma è il modo in cui ci si impegna.
Anzitutto, quello che avete espresso, la squadra maschile e quella femminile, lo spirito di squadra, l’armonia all’interno dei gruppi, la collaborazione piena che vi è stata tra atlete e atleti.
E questa è la base di quanto diceva Jasmine Paolini sulla promessa di impegnarsi con determinazione e di rappresentare l’Italia con orgoglio e con onore.
Quindi, complimenti e grazie per i vostri risultati.
Grazie a quanto avete fatto.
E appuntamento alle prossime gare.