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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con i partecipanti al 1° Forum parlamentare Italia-America Latina e Caraibi

Un benvenuto molto caloroso ai Presidenti e ai rappresentanti dei Parlamenti dell'America Latina e dei Caraibi.

Vorrei innanzitutto ringraziare la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, e il Presidente del Senato, Pietro Grasso, che come tutti sappiamo non è presente perché impegnato a presiedere una impegnativa seduta del Senato della Repubblica e non ha potuto lasciare il suo scranno di Presidente.

Desidero innanzitutto ringraziare i Presidenti dei due rami del Parlamento italiano per l'impegno profuso nella realizzazione del Primo Forum Parlamentare Italia America Latina e Caraibi e rivolgere a tutti i partecipanti un caloroso saluto. La vostra presenza al Forum testimonia la rilevanza che, in entrambi i continenti, i Parlamenti attribuiscono al rapporto tra i Paesi dell'America Latina e dei Caraibi e l'Italia. Testimonia anche l'importanza del rafforzamento di questo rapporto, che si basa sui legami storici, culturali ed economici. Legami che traggono ulteriore impulso dalla nutrita comunità italiana presente nei vostri Paesi e dalle attive comunità latinoamericane presenti in Italia. Si tratta, nell'uno nell'altro caso, di una testimonianza evidente, palese, della mobilità delle persone per l'arricchimento delle rispettive comunità.

Sono particolarmente lieto che il Forum rappresenti il primo dei seguiti operativi della VII Conferenza Italia-America Latina e Caraibi: la diplomazia parlamentare è strumento essenziale per sostenere e rafforzare il legame, unico nel suo genere, fra le società latino-americane e quella italiana. Un legame che trova radici molto lontane nel tempo, sin dalla lotta per l'indipendenza dei Paesi dell'America del Sud che segnò nel profondo e precedette la stessa causa dell'unità d'Italia.

I Parlamenti non sono arroccate fortezze a guardia di identità da contrapporre fra di loro, al contrario rappresentano le ricchezze culturali ed etniche insediate nei territori di ciascun Paese e si propongono, anche con iniziative come questa, di veicolarle, contribuendo alla crescita condivisa di valori come la pace e la convivenza, realizzando l'incontro di aspirazioni comuni alle popolazioni.

Da molti anni, la Conferenza Italia-America Latina e Caraibi rappresenta una sede privilegiata in cui promuovere e dar conto degli intensi rapporti costruiti nei decenni. Non posso non esprimere in questa sede la mia particolare soddisfazione per i risultati conseguiti a Milano lo scorso giugno, con la partecipazione assicurata dai vostri Paesi, in alcuni casi anche al livello di Capi di Stato. Così come desidero rilevare che l'allargamento ai Parlamenti arricchisce oggi questo rapporto di una dimensione fortemente significativa.

Lo sviluppo della vita democratica in America latina costituisce un apporto inestimabile alla causa della pace, dell'affermazione del diritto, della globalizzazione dei diritti umani e dei popoli a livello internazionale. E' un terreno che ci accomuna e l'Italia, e con noi l'Unione Europea, di cui siamo parte convinta, avverte un particolare impegno in questa direzione, quella dell'affermazione della causa della pace e dei diritti.

In uno scenario mondiale di crisi ricorrenti e di conflittualità, la capacità dimostrata dai Paesi Latino-Americani di risolvere pacificamente e costruttivamente le stesse controversie su temi bilaterali, attraverso percorsi conformi al diritto internazionale, costituisce un esempio di straordinaria importanza per i paesi di altri continenti.

Il continente latinoamericano ha conosciuto sviluppi storici molto importanti nell'ultimo anno. Il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti d'America non rappresenta solo un passaggio fondamentale nelle relazioni tra L'Avana e Washington, ma anche il punto di partenza per il superamento di storiche divisioni che per molti anni hanno rappresentato una linea di frattura nella regione latino-americana. Tale riavvicinamento - me lo auguro e ne sono certo - produrrà positivi influssi non solo sui rapporti tra Washington e il continente sudamericano e i Caraibi ma anche sulle prospettive di integrazione tra i Paesi della regione.

Le sfide poste dalla globalizzazione possono essere affrontate solo su scala continentale ed i processi di integrazione regionale sono percorsi positivi verso la costruzione di una comunità internazionale sempre più coesa e caratterizzata da crescente collaborazione.

L'Italia segue con grande attenzione e rispetto i processi in atto nel continente Latino-Americano in questa direzione, consapevole dei grandi benefici che tale processo può produrre.
Anche sulla scorta dell'esperienza europea, il nostro Paese sostiene i negoziati tesi ad abbattere barriere, incluse quelle tariffarie e doganali Il loro progressivo superamento è utile alla integrazione dei processi produttivi ed all'allargamento dei mercati. In questo ambito va rilanciato il negoziato tra l'Unione Europea e i Paesi membri del MERCOSUR.

Su questo piano, ogni settore va alimentato ed esperienze come quella di EU-LAC (European Union-Latin America and Caribbean Foundation), attiva sul terreno del dialogo fra i diversi settori delle società civili, meritano di essere messe a profitto.

Da parte italiana, le tante attività promosse, anche con il concorso delle Regioni, vedono ora la meritoria iniziativa dell'IILA (l'Istituto Italo-Latinoamericano) diretta a sviluppare la collaborazione nel settore delle Piccole e Medie Imprese. Iniziativa di particolare valore per l'attivazione di una positiva mobilità sociale con la crescita delle classi medie.

Paesi Latino-Americani, Italia e Unione Europea sono destinati a giocare un ruolo nella più ampia dimensione della cooperazione sui grandi temi globali. Europa e America Latina costituiscono, a mio giudizio, un'unica grande area interessata a promuovere lo sviluppo pacifico, democratico e inclusivo del pianeta al fine di costruire società più eque e solidali per le future generazioni.

Un impegno che accomuna le due sponde dell'Atlantico è certamente quello della lotta ai cambiamenti climatici. I Paesi Latinoamericani sono infatti attenti ai temi legati alla difesa e alla conservazione dell'ambiente, all'uso sostenibile delle risorse, obiettivo questo che ha anche trovato autorevole sostegno nella recente lettera Enciclica "Laudato sii" di Papa Francesco, latino-americano. Non posso che auspicare che i Parlamenti nazionali in America Latina e in Europa sappiano dare ancor più forte impulso agli sforzi dei rispettivi Governi e della comunità internazionale per concludere un nuovo ambizioso accordo tra gli Stati membri della Convenzione dell'ONU a Parigi sui Cambiamenti Climatici.

Il 2015 è stato un anno fondamentale per lo sviluppo sostenibile. La convergenza di visioni dei Paesi membri delle Nazioni Unite sull' "Agenda 2030", recentemente adottata a New York, apre le porte ad una più incisiva e coerente azione della Comunità internazionale. In questa sede, desidero attirare la vostra attenzione su un aspetto dell'"Agenda 2030" che reputo particolarmente rilevante. Si tratta del compito dei Parlamenti, chiamati ad esercitare un fondamentale ruolo di stimolo e di indirizzo nei confronti dell'azione dei Governi sui temi dello sviluppo.

L'obiettivo di uno sviluppo davvero sostenibile rilancia l'esigenza di un'efficace cooperazione internazionale, che sia anche capace di porre fine al dramma delle migrazioni di massa che ora colpisce con evidente attualità il Mediterraneo, ma non è assente in altre regioni mondiali. Centinaia di migliaia di donne, uomini, bambini inermi sono in fuga dai conflitti, dalla carestie, dalla povertà, dalla morte. Una forma di nuova schiavitù si è affacciata: quella dei trafficanti di esseri umani e sottolineo, con apprezzamento, l'accento posto dal Forum su questo tema.

Il patrimonio di valori che condividiamo costituisce la base per scelte che rafforzino sempre più la nostra capacità di collaborazione, senza risparmiare alcuno sforzo per affermare, nella comunità internazionale, il rispetto della dignità di ogni essere umano e delle genti. Questo è un compito che i Parlamenti sanno interpretare al meglio e che mi auguro venga svolto da tutti noi con grande impegno.

Palazzo del Quirinale, 06/10/2015 (I mandato)

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