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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con una rappresentanza di Carabinieri, nel 205° anniversario della costituzione dell’Arma

È un piacere darvi il benvenuto al Quirinale in occasione del 205° anniversario che sottolinea la lunga storia dell'Arma.

Ringrazio il Comandante Generale per questo splendido ricordo e per il colloquio di grande interesse che poc'anzi abbiamo avuto.

Saluto tutti i presenti. Vorrei rivolgere un saluto particolarmente affettuoso alla moglie e alla mamma del Vice Brigadiere Emanuele Reali, ringraziandole per essere presenti.

Questo ci richiama al ricordo dei numerosi caduti dell’Arma.

Poc'anzi il Generale ha ricordato il numero di questi ultimi cinque anni: è una lunga serie di eroi caduti in servizio nell'Arma.

Vorrei ricordare anch'io il Maresciallo Vincenzo Di Gennaro.

L’intreccio tra momenti di lutto, di dolore, di sofferenza - che coinvolgono anche i tanti feriti in servizio - con i successi operativi e le grandi soddisfazioni, caratterizza la storia dell'Arma che ha accompagnato e accompagna la storia d'Italia e la vita quotidiana degli italiani e che viene ricambiata dall'affetto e dalla fiducia del nostro Paese.

Ho inviato stamattina un messaggio al Comandante Generale, esprimendo i sentimenti della Repubblica. Vorrei aggiungere qualche considerazione meno formale, ma altrettanto sentita.

Vorrei riprendere una cosa che ha detto poc'anzi il Generale, richiamando l'insostituibile carattere militare dell'Arma e sottolineare che questo contrassegna quell'unicum che l'Arma rappresenta e realizza nel panorama non soltanto italiano.

Il Comandante Generale ha ricordato le tante stazioni e le tante pattuglie che ogni giorno, in qualunque ora, vigilano sulla sicurezza e la legalità del nostro Paese. Questa rete di presenza, di reparti altamente specializzati e i settori in cui si versano - il lavoro, la salute, il patrimonio culturale, l'ambiente - spiega il perché dell'affetto e della fiducia dei nostri concittadini. Fiducia che viene accentuata particolarmente da alcune operazioni straordinarie.

Ricordo l'operazione – brillante, velocissima - a San Donato Milanese, che ha salvato quei 51 ragazzini - quasi bambini - dalle mani di un folle o di un irresponsabile aspirante terrorista.

Ricordo anche l’operazione di Borgo Panigale in cui, rischiando la propria incolumità, vi è stato un intervento immediato, di grande efficacia.

Vorrei anche rammentare un altro episodio che è poco conosciuto e di cui sono venuto a conoscenza: nel novembre scorso, in provincia di Varese, è rimasta isolata a lungo una frazione sperduta, in cui vivono sette anziani. Lì, giorno per giorno, militari dell'Arma della Compagnia di Luino e del Reparto Carabinieri Forestale di Varese, hanno portato generi alimentari e farmaci, facendo sentire a questi nostri concittadini, isolati in quella frazione sperduta, che cosa vuol dire senso delle istituzioni e senso della comunità nazionale.

Sono queste le ragioni per cui i premi e le decorazioni che vengono elargite e attribuite sono pienamente fondate.

Vorrei esprimere i miei complimenti, le congratulazioni e i ringraziamenti a tutti i premiati che oggi riceveranno decorazioni o saranno destinatari di riconoscimenti.

Questi riconoscimenti trovano due punti particolarmente importanti nella Medaglia d'oro al Merito civile alla Bandiera dell'Arma per l'opera del GIS e nella Medaglia d’oro per i Benemeriti dell'arte della cultura alla Bandiera dell’Arma per il reparto di tutela dei Beni Culturali.

La mostra ‘L'arte di salvare l'arte’ ha registrato un grande successo qui al Quirinale.

Vi sono molte cose da dire, ma mi limito a ricordare soltanto gli oltre novecento militari dell'Arma che operano fuori dai confini nazionali: dal Kosovo a Gibuti, da Gerico al Senegal, dai Paesi del Sahel all'Iraq, e in altri luoghi, l’opera dei carabinieri è diventata un punto di riferimento per la comunità nazionale e un elemento di grande prestigio per il nostro Paese.

Per tutte queste ragioni, oltre a ribadire l'affetto degli italiani, desidero esprimervi la riconoscenza della Repubblica.

Auguri per questo anniversario.

Palazzo del Quirinale, 05/06/2019 (I mandato)

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