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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con una rappresentanza di Carabinieri, in occasione del 204° Anniversario di fondazione dell’Arma

Ringrazio il Comandante generale, anche per questo splendido ricordo dell'Arma che avrò sempre davanti.

Un benvenuto a tutti quanti con molti auguri per questa ricorrenza importante: duecentoquattro anni sono davvero tanti.

In questi due secoli e più l'Arma ha mantenuto sempre salda la tradizione che ha conservato, ma con la capacità di affiancarvi costantemente innovazione e adeguamento alle situazioni mutate; in questo modo onorando la Bandiera.

Sono lietissimo che vi si aggiunga la Medaglia d'oro al Valor civile, con riferimento specifico ai Ros, ed è di grande rilievo ciò che l'Arma riveste nel cuore e nell'attenzione dei nostri concittadini.

Duecentoquattro anni: l'Arma era già maggiorenne quando il nostro Paese si è unificato. Per questo si può dire che ha accompagnato, e continua ad accompagnare, la vita quotidiana degli italiani garantendo e assicurando loro sicurezza e aggregazione sociale.

Un'effettiva realtà di sicurezza viene manifestata dalle stazioni: oltre 4500 - cui si aggiungono adesso un migliaio di stazioni della forestale - punti di riferimento sul territorio che rendono ancor più evidente questo affidamento che i nostri concittadini avvertono.

È una storia lunga e benemerita, come dice l'appellativo generalmente usato per definire l'Arma dei Carabinieri; appellativo che per la prima volta fu usato in Parlamento nel 1964.

Naturalmente è una storia piena di successi, di risultati, di apprezzamento, ma anche di sofferenze e dolori. E ricordo i caduti, i tanti caduti che hanno contrassegnato la sua storia: caduti nell'adempimento del proprio dovere, in tante circostanze.

Saluto con commozione il figlio del Generale Enrico Galvaligi, anch'egli, adesso, Generale dell'Arma; la moglie e la figlia dell'Appuntato Donato Fezzuoglio; la moglie e il figlio del Carabiniere scelto Fabrizio Nasini. Il loro ricordo, con riconoscenza, è condiviso da tutto il nostro Paese e l'Arma lo coltiva anche concretamente, attraverso l'opera di assistenza: settant'anni sono una storia di grande prestigio e di grande opera di sostegno e solidarietà messa in campo costantemente.

All'Arma sono affidati tanti compiti, cui fa fronte con la sua struttura territoriale e con i suoi reparti specializzati: dal contrasto alla grande criminalità organizzata, alla criminalità mafiosa, alla criminalità di strada, al terrorismo, all'illegalità in tanti ambiti, alla tutela della salute, dell'ambiente, del patrimonio artistico. Tutte queste funzioni sono riassumibili nella tutela della legalità e della sicurezza dei nostri concittadini, nel sostegno delle istituzioni democratiche del nostro Paese in collaborazione con le Forze di polizia.

Ciò rende l'Arma un simbolo del nostro Paese, e quindi obiettivo di quei focolai di estremismo che la vedono come l'emblema della legalità dello Stato.

Alle funzioni all'interno del nostro Paese, sul suo territorio, l'Arma aggiunge funzioni nelle missioni militari all'estero, in collaborazione con le altre Forze armate, ottenendo grande apprezzamento e acquisendo prestigio per il nostro Paese.

Rivolgo i miei complimenti a quanti, in una cerimonia certamente suggestiva - com' è sempre - di questo pomeriggio, riceveranno decorazioni o riconoscimenti.

Guardando indietro nel tempo, avverto un senso di soddisfazione.

Nel 2000, diciotto anni fa ho assunto, da Ministro della difesa, le decisioni che attuavano e rendevano effettiva l'autonomia dell'Arma, configurandola come una Forza armata e riconfermandone il carattere militare.

Gli anni trascorsi manifestano come quella scelta sia stata giusta, opportuna e valorizzata in modo positivo.

In quell'anno ho avuto anche il privilegio di registrare l'ingresso della prime donne. Anche questa opportunità è stata utilizzata in maniera eccellente e in tutto il suo valore.

Non vi rubo altro tempo. Mi limito soltanto a esprimere la riconoscenza di tutti i nostri concittadini nei confronti degli ufficiali, dei marescialli, dei brigadieri, degli appuntati, dei carabinieri, in servizio e in congedo, e un apprezzamento per quello che viene svolto nella loro opera quotidiana.

A tutti gli appartenenti all'Arma rivolgo il saluto più cordiale e gli auguri per questa opera preziosa.

La giornata di oggi sottolinea il rapporto dell'Arma con i nostri concittadini. È un rapporto che si svolge, si dipana, giorno per giorno, nella vita quotidiana. E per questo vi ringrazio.

Palazzo del Quirinale, 05/06/2018 (I mandato)

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