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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con una rappresentanza della delegazione italiana di atleti partecipanti alla settima edizione dei Giochi Mondiali Militari del Consiglio Internazionale dello Sport Militare

Rivolgo un saluto molto cordiale a tutti, al Ministro, e al Capo di Stato Maggiore della Difesa, alle Forze Armate e alla Guardia di Finanza. Benvenuti al Quirinale.

Sarà un’avventura affascinante.

Siete una bella squadra. Come ha detto il capo delegazione - cui faccio molti auguri - siete complessivamente 202 partecipanti: atleti, tecnici personale sanitario, dirigenti, alcuni arbitri.

Spero che gli arbitri possano svolgere il loro lavoro senza subire contestazioni, anche se queste sono nella fisiologia perché gli arbitri sono come dei parafulmini, si fa carico su di loro delle tensioni dovute magari all’agonismo, al momento, ad altre ragioni. Ma sono anche, insieme agli arbitri degli altri Paesi, quelli che rappresentano l’unicità dell’incontro sportivo che si celebra.

Adesso però non se ne vorranno se mi rivolgo soprattutto agli atleti, augurando loro un grande in bocca al lupo.

Parteciperete a una grande avventura, sapendo che siete un pilastro fondamentale, di primaria importanza nello sport italiano che deve molto ai propri sportivi militari.

Lì avrete un incontro con tanti atleti militari di altri Paesi, più o meno seimila complessivamente, il che significa che se il livello competitivo probabilmente si alza, sarà ancora più impegnativo. Ma voi siete abituati a far fronte alle competizioni in maniera leale, però con grandi risultati.

Questa è davvero un’occasione in cui rappresentate ancora una volta l’Italia, come d’altronde ogni appartenente ai Corpi militari fa giorno per giorno.

Lo farete in un modo particolare questa volta, in un confronto sportivo.

Tra poco compiremo un gesto significativo. Quando consegnerò la Bandiera al sergente Paolo Pizzo, vi sarà affidata dalla Repubblica la rappresentanza del nostro Paese in questo grande incontro internazionale.

Quindi rappresentate l’Italia. E sarete seguiti con attenzione, con interesse e con affetto non soltanto dal mondo militare – quelli che sono in Patria e quelli che sono in missione all’estero – dall’intero mondo sportivo, da tutto il nostro Paese. E io sarò tra questi.

Vi auguro un grande in bocca al lupo. Sarà certamente nelle vostre capacità di competere con efficacia, con successo, con buoni risultati.

Poc’anzi dicevamo con il Ministro Guerini e con il Generale Vecciarelli che, così come l’ultima volta, contiamo su un buon risultato di medaglie.

Ma quello che conta - senza sottovalutare l’importanza delle medaglie, naturalmente - è lo spirito con cui si partecipa, l’impegno che si profonde da parte degli atleti olimpici e paralimpici. Perché queste sono realmente olimpiadi del mondo militare, con lo stesso spirito delle olimpiadi, rinnovando lo spirito olimpico.

Quindi ciò che è importante è l’impegno di superare se stessi, le proprie capacità, i propri risultati.

E questo è d’altronde quello che i sacrifici compiuti, gli allenamenti fatti – con profusione di tempo ed energie per allenarsi, sacrificando anche altre attività e impegni - comportano. Però è ciò che fa misurare con i propri limiti, con le capacità che si hanno.

E questa è l’essenza della competizione che andrete a svolgere.

Auguri, anzi in bocca al lupo.

Palazzo del Quirinale, 10/10/2019 (I mandato)

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