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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con una rappresentanza della Guardia di Finanza, nel 244° anniversario della sua costituzione
Benvenuti al Quirinale.
Un saluto al Comandante generale, il Generale Toschi, con il quale poc'anzi abbiamo avuto un colloquio su questo straordinario anniversario, a cento anni dalla fine della Grande guerra.
Un saluto a tutti quanti. Duecentoquarantaquattro anni sono realmente tanti; è una lunga storia che si rinnova ogni anno con episodi di valore e di capacità. Rivolgo i miei complimenti a coloro che ieri hanno ricevuto riconoscimenti per il loro operato.
Come ha ricordato il Comandante generale, la festa della Guardia di finanza si celebra oggi, 21 giugno, per ricordare la seconda battaglia del Piave che fu il preludio alla conclusione della Grande guerra e la Guardia di finanza partecipò in quella battaglia con protagonismo e con grande valore.
Anche all'inizio della guerra la Guardia di finanza è stata protagonista. Nel museo storico è conservato il fucile del primo colpo della Grande guerra, che attesta come la Guardia di finanza fosse allora, e sia costantemente, anche chiamata alla difesa del territorio nazionale, alla difesa attiva del nostro Paese. Per questa ragione, il prossimo 4 novembre ricorderemo la conclusione della Grande guerra e la Guardia di finanza parteciperà con le Forze armate.
Il ricordo della Grande guerra conduce il pensiero ai caduti in quegli anni e negli anni successivi in tante occasioni con commozione. Ai finanzieri caduti nello svolgimento del proprio dovere, nell'adempimento dei propri compiti, avendo manifestato coraggio, lealtà e dedizione alla Patria.
Un pensiero anche di solidarietà a coloro che recano nel proprio fisico i segni e le conseguenze della dedizione e del senso del dovere. Saluto con particolare intensità il Finanziere scelto Pasquale Gagliardo che è qui con la con la moglie, che saluto con piacere. A lui e a tutti coloro che hanno manifestato in questo modo la grande capacità di dedizione, di professionalità e di senso del dovere della Guardia di Finanza il pensiero è sempre costante. La Guardia di Finanza lo assicura costantemente.
Vorrei salutare anche il tenente Schifani. Ero presente al funerale di suo padre e delle altre vittime di quella strage.
Diceva poc'anzi il generale Toschi che le origini della Guardia di finanza risalgono a quel lontano 1774, quando nacque come legione ‘truppe leggere’ per difendere i confini, per difendere il Regno di Sardegna, per difendere la legalità dei confini del Regno.
Come lei ha detto, Generale, sono cambiate le condizioni. In questo lungo tempo è cambiato il contesto storico, politico, sociale, economico e questo ha chiamato costantemente la Guardia di finanza all'abbinamento tradizione-innovazione, a mantenere saldi principi e valori di origine, interpretandoli con metodologie, con tecniche, con professionalità nuove, adeguate ai tempi che mutano.
Abbiamo – fortunatamente - in Europa una condizione di pace, di comune destino, che ci ha allontanato dai tempi in cui la Guardia di finanza è nata, dai tempi della Grande guerra e della Seconda guerra mondiale.
Ma è rimasto aperto e intenso, con sempre diverse manifestazioni, il fronte di difesa della legalità e la Guardia di finanza, che è un Corpo moderno e specializzato, è impegnato a garantire la sicurezza economica e finanziaria del nostro Paese, che è una condizione essenziale, ineludibile per lo sviluppo e il benessere dei nostri concittadini.
È un'azione che i finanzieri svolgono conoscendo la grande interdipendenza che esiste tra i diversi crimini economico-finanziari, oggi ancora più insidiosi per il superamento dei confini, per la globalizzazione, per la connessione dematerializzata dei flussi finanziari.
In tutto questo la Guardia di finanza rappresenta un presidio insostituibile per la sicurezza e la legalità nella lotta agli illeciti che riflettono i loro effetti negativi e gravi sul nostro Paese, sull'Europa, sugli enti locali, sui bilanci pubblici degli enti locali e delle regioni del nostro Paese e dell'Unione europea.
Questo ruolo è assicurato con grande efficacia, anche grazie alla sinergia operativa tra i diversi reparti specializzati. La Guardia di finanza si esprime attraverso una quantità diversificata di compiti, di ruoli, di attitudini, di professionalità. Tutto questo insieme costituisce una forza di grande efficacia per difendere la legalità del nostro Paese.
E queste specializzazioni che oggi sono qui rappresentate, in formato ridotto ma significativo, sono quelle che danno al nostro Paese la sicurezza della legalità.
Naturalmente all'articolazione delle funzioni si aggiunge e vi corrisponde l'elevata professionalità che si acquisisce nelle scuole e con l'esercizio della professionalità.
E la somma di articolazioni, specializzazioni, professionalità, competenze è ciò che garantisce efficacia e forza alla Guardia di Finanza che è anche responsabile della sicurezza in mare, con un ruolo decisivo per il nostro Paese, circondato dal mare, per il contrasto alle attività illecite.
Vi si aggiungono anche le attività meritorie di salvataggio di vite umane, di donne, bambini, uomini che cercano esiti migliori per il loro futuro.
Vi si aggiunge poi il fronte internazionale: nelle principali rappresentanze diplomatiche e consolari vi sono uomini e donne della Guardia di Finanza. Questa rete è una risposta di grande efficacia e forza rispetto alle nazionalità dei crimini finanziari.
Vi sono anche i compiti delle missioni internazionali. Sovente, all'estero o in Italia, incontrando capi di Stato o di governo di altri Paesi, ricevo attestati di riconoscenza per quanto la Guardia di finanza fa nella formazione, nelle collaborazioni nella lotta alla criminalità in vari Paesi.
È un'attività che rende prestigio al nostro Paese, che conferisce alla nostra Guardia di finanza una dimensione internazionale, e che si aggiunge ai compiti tradizionali di istituto. La presenza con le Forze armate nelle missioni internazionali è un elemento che esprime la nostra attitudine ad assicurare, sviluppare e difendere la pace nel mondo, ma accrescere anche il prestigio del nostro Paese.
Il Corpo è vicino a chi ha bisogno, è vicino ai cittadini, di cui difende gli interessi all'ordinato svolgimento della vita economica e finanziaria; è vicino in tante circostanze emergenziali, come durante il terremoto in Italia centrale, in cui la Guardia di Finanza, con le sue donne e i suoi uomini, è stata pronta ad un intervento a vantaggio di chi era in condizioni drammatiche e di fragilità.
Vorrei esprimere, quindi, al Comandante Generale e a tutti i presenti che qui rappresentano tutti gli ufficiali, gli ispettori, i sovraintendenti, gli appuntati e i finanzieri, in servizio e in congedo, la riconoscenza del nostro Paese, che ho l'orgoglio di rappresentare, per la vostra attività.
Palazzo del Quirinale, 21/06/2018 (I mandato)