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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con una rappresentanza della Guardia di Finanza, nel 245° anniversario di fondazione

Ringrazio il Comandante Generale, con il quale ho avuto poc'anzi un colloquio e abbiamo ripercorso i tanti campi, i tanti fronti di impegno della Guardia di Finanza al servizio del Paese, preziosi per la legalità, per l'efficienza e la funzionalità della nostra Repubblica.

Sono lietissimo di accogliere al Quirinale una delegazione articolata della Guardia di Finanza. Benvenuti. Auguri in questo giorno così importante.

Duecentoquarantacinque anni - come ha detto il Generale Zafarana - sono una lunga storia, accuratamente custodita dal museo storico che trasmette i valori di origine e li mantiene, non soltanto nella conoscenza, ma nella condivisione, tra tutti i finanzieri di oggi e del futuro.

Questo lungo periodo conduce il pensiero al ricordo dei caduti che in questi 245 anni - e negli anni del nostro Paese unito - hanno segnato, purtroppo sovente, la storia della Guardia di Finanza.

È una storia importante, fatta di successi ma anche di momenti di tristezza, di dolore, di caduti, di feriti; però è una storia che ha accompagnato il Paese e lo sta accompagnando in maniera davvero preziosa.

Il 21 giugno – come è stato ricordato - è il giorno della seconda battaglia del Piave. È un momento in cui il nostro Paese ha ritrovato l'entusiasmo dopo gli allarmi che nei mesi precedenti si erano registrati nel Paese.

Poc'anzi abbiamo parlato del fatto che la Guardia di Finanza mantiene inalterati i valori di origine, ma li colloca nelle nuove condizioni - sempre mutevoli, sempre aggiornate - di impegni e di attività.

Ciò può avvenire in base a questa combinazione di assetto militare, di grande competenza e di grande qualificazione professionale che consente di affrontare i tanti campi d'impegno della Guardia di Finanza.

Accanto al carattere militare così prezioso, vi è questo impegno, questo fronte di preparazione culturale e professionale che richiede un costante aggiornamento, perché i campi della vostra attività sono di grande complessità e richiedono un approfondimento impegnativo e costante già nelle scuole, un aggiornamento di conoscenze, di metodologie di intervento, di mezzi di contrasto per l'illegalità.

Questo è affascinante: la combinazione di un corpo militare che ha dei valori di origine che rimangono sempre i medesimi, sempre forti, ma si interpretano di volta in volta in fasi differenti, su fronti differenti, su un mondo che cambia velocemente.

La competenza, l'aggiornamento, l'addestramento sono elementi indispensabili per la Guardia di Finanza e consentono di far fronte ai tanti punti di attenzione che il Corpo deve svolgere e interpretare: dalla difesa della legalità in tutte le attività economiche, nella pubblica amministrazione, al contrasto al riciclaggio, al traffico di stupefacenti, al contrabbando che all’origine era il campo principale dell’impegno dell'Arma e adesso è stato affiancato ampiamente da altri impegni richiesti dalle modifiche della vita che avviene di fase in fase.

Anche per questo la Medaglia d'oro conferita alla Bandiera di guerra al Valore della Guardia di Finanza - di cui sono lieto di aver firmato un mese fa il decreto - è un riconoscimento per quello che la Guardia di Finanza fa al servizio della Repubblica.

Quello che voi svolgete è un impegno che si dispiega in tutte le aree del nostro Paese (e non soltanto in esse) dalle Alpi al mare - e nelle aree del mare sempre più intensamente - con una capacità di riversare competenze e professionalità in condizioni più diverse.

Questo è un grande pregio che si riverbera anche all'estero. Avviene sovente, incontrando a Roma o nelle missioni all’estero, capi di Stato stranieri, che questi manifestino riconoscenza per gli incontri con la nostra Guardia di Finanza, per le collaborazioni, per l’addestramento ricevuto.

È un altro fronte di attività della Guardia di Finanza che reca prestigio al nostro Paese. Ed è – vi assicuro - di grande soddisfazione sentirsi dire che la Guardia di Finanza è presa a modello in molti Paesi per la sua rinomata capacità, la sua organizzazione e la sua efficienza.

Vi sono altri campi in cui si dispiega il vostro impegno. Nelle calamità naturali che ogni tanto, purtroppo, in un Paese come il nostro affliggono la nostra gente, la Guardia di Finanza è pronta a intervenire, così come le altre Forze di polizia.

Tutto questo spiega la grande fiducia nel Corpo la parte dei nostri concittadini, e spiega il perché dei riconoscimenti e dei premi che vengono assegnati ogni anno. Sono stati assegnati proprio questa mattina nella grande cerimonia che ha festeggiato i 245 anni.

Coloro che sono insigniti e decorati con riconoscimenti in realtà rappresentano tutto il Corpo, tutte le azioni di grande pregio che tanti militari del Corpo compiono ogni giorno e in tante circostanze. I loro gesti, la loro attività, il loro impegno vengono premiati per particolare evidenza ma, in realtà, rappresentano tutto l'impegno che il Corpo svolge quotidianamente e costantemente.

Per questo faccio le mie congratulazioni a coloro che questa mattina sono stati premiati o hanno ricevuto dei riconoscimenti: è una prova di professionalità, di dedizione, di senso del dovere.

C'è una cosa che vorrei però sottolineare: il senso dello Stato. Il lavoro, l’impegno, l’opera, l’attività della Guardia di Finanza rafforza nei nostri concittadini la sensazione di vivere in una comunità che è legata insieme.

E tutti i nostri concittadini, le moltitudini di concittadini che hanno a cuore la legalità, si sentono rassicurati dall'azione delle Forze di polizia e della Guardia di Finanza in particolare.

Questo è un elemento che spiega perché i valori di origine che custodite tradizionalmente con calore, oltre che con senso del Corpo, si affiancano ed emergono costantemente nelle azioni, anche le più tecnologicamente moderne, che svolgete.

Per tutto questo tengo a esprimervi gli auguri per questo 245º compleanno, gli auguri per la vostra attività e la riconoscenza della Repubblica.

Palazzo del Quirinale, 21/06/2019 (I mandato)

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