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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con una rappresentanza della Guardia di Finanza, nel 252° anniversario della costituzione del Corpo

Benvenute e benvenuti al Quirinale.

Rinnovo il mio cordiale saluto al Comandante Generale con il quale, come di consueto, poc’anzi ho avuto un colloquio, nel corso del quale ho ribadito l’apprezzamento e la riconoscenza della Repubblica per l’opera della Guardia di Finanza.

Un saluto cordiale a voi qui presenti, in rappresentanza di tutte le donne e gli uomini del Corpo. Un Corpo capace di continuità di oltre due secoli e mezzo. Testimonianza di attitudine all’innovazione e in grado di adeguarsi ai mutamenti più radicali della società.

Legame con la tradizione e capacità di affrontare il futuro, manifestata qui dai rappresentanti dei Finanzieri in congedo e dai curatori della loro storia.

Questo testimonia il passaggio dalla missione affidata al Corpo, alle nuove generazioni che entrano in servizio. Oggi presenti con la delegazione dell’Accademia, della Scuola Ispettori e Sovrintendenti e della Legione Allievi.

Un saluto ai rappresentanti delle Associazioni professionali a carattere sindacale.

Questo 252° anniversario si colloca nel percorso della missione che oggi viene assolta in un contesto geopolitico nuovo, come è sempre avvenuto nel corso di questi due secoli e mezzo e più.

Presente nei passaggi cruciali della nostra storia, protagonista della liberazione della Patria dal nazifascismo, la Guardia di Finanza ha contribuito in modo significativo a esprimere i valori costituzionali - lo ricordava poc’anzi il Comandante Generale - di coesione, di solidarietà, di giustizia sociale, nel terreno impegnativo dell’economia.

I Finanzieri tengono fede, ogni giorno, al giuramento prestato alla Repubblica e alle sue istituzioni, pagando sovente un prezzo altissimo.

Rivolgo un pensiero commosso ai tanti che si sono sacrificati mentre adempivano al dovere.

Nel tempo recente, i Finanzieri Scelti Matteo Franzoso ed Erik Pettavino, le cui vite sono state spezzate nell’esercizio delle attività in ambienti insidiosi, attività che richiedono professionalità e coraggio.

Ai loro familiari rinnovo la profonda vicinanza e la riconoscenza del nostro Paese.

Come ha ricordato poc’anzi il Comandante Generale, in questo 80° anniversario della decisione storica con cui il popolo italiano ha dato vita alla Repubblica, si celebrano anche importanti ricorrenze del Corpo.

Un secolo fa - anch’io vorrei ripercorrere queste scadenze che arricchiscono in maniera di grande significato, quest’anno, la Festa dell’Anniversario della costituzione della Guardia di Finanza - nasceva la Scuola Nautica che dalla sede originaria di Pola, qui raffigurata – grazie, Generale, per questo magnifico ricordo - fino all’attuale collocazione a Gaeta, rappresenta un centro d’eccellenza che assicura l’attuazione concreta delle impegnative funzioni di polizia del mare.

Anche di questa prestigiosa tradizione formativa abbiamo oggi testimonianza con gli allievi presenti.

Accanto a questa ricorrenza, vi sono i cinquant’anni del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e i venticinque della riforma che ha sancito l’evoluzione del Corpo quale Polizia economico-finanziaria, posta a tutela del bilancio pubblico, sia quello nazionale, sia quello europeo.

Una svolta cruciale, accanto al necessario contrasto all’evasione fiscale, a tutela della capacità della Repubblica di corrispondere ai bisogni dei cittadini e a tutela dei contribuenti onesti, si è affiancata la vigilanza sul corretto impiego dei fondi pubblici, anche dell’Unione Europea; si è affiancata la lotta alle frodi; si è affiancata la tutela dei mercati, assicurando così un presidio – anch’io adopero questo termine, Generale - strategico per la correttezza, la legalità, la stabilità della vita economica del nostro Paese.

La dematerializzazione dei mercati e la transnazionalità dei flussi finanziari richiedono investigatori capaci di muoversi con competenze in questi ambiti.

Il recente conferimento alla Bandiera del Corpo - cui rivolgo il mio omaggio - della Croce d’oro al Merito della Guardia di Finanza, evidenzia questa attitudine particolare, operativa, delle Fiamme Gialle, premiando la cooperazione con le magistrature e con gli organismi di vigilanza nazionali ed europei, nel contrasto al riciclaggio e alle infiltrazioni illecite nell’economia.

Un impegno costante, che vede in prima linea i reparti operativi, con donne e uomini dei nuclei di Polizia economico-finanziaria dislocati in tutto il nostro territorio nazionale, preposti ad assicurare l’equità fiscale, ad arginare le frodi, a combattere la criminalità organizzata, a tutelare la crescita del tessuto delle imprese sano.

Desidero ricordare anch’io, Comandante Generale, un altro significativo anniversario: il centenario della Banda musicale della Guardia di Finanza.

Ho ben presente l’intensità del concerto a cui ho avuto la fortuna di assistere, al Teatro dell’Opera. Si tratta di un importante veicolo di cultura che, appunto, ha meritato il conferimento alla Bandiera della Medaglia d’oro ai Benemeriti dell’Arte e della Cultura.

Esprimo a tutti voi la riconoscenza del popolo italiano per la professionalità e per la dedizione dimostrata in ogni ambito, in Patria e all’estero.

In questa occasione di festa, rivolgo quindi i più fervidi auguri di soddisfazioni, personali e professionali, a tutti gli appartenenti alle Fiamme Gialle, in servizio e in congedo. E anche gli auguri di soddisfazioni ai loro familiari.

Viva la Guardia di Finanza, viva la Repubblica!

Palazzo del Quirinale, 23/06/2026 (II mandato)

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