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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con una rappresentanza della Polizia Penitenziaria, nel 202° anniversario della sua costituzione

 

Benvenuti al Quirinale.

Poc'anzi con il Capo del Dipartimento abbiamo avuto un colloquio come sempre interessante - è il secondo a distanza di poco tempo - sui vostri compiti, sul vostro ruolo, sulla responsabilità che avete sulle spalle.

Il Capo del Dipartimento ha enumerato, indicato e ricordato le varie funzioni cui fate fronte. E’ un panorama articolato, complesso, e sono funzioni che svolgete in conformità alla Costituzione e che non si esauriscono nella vigilanza.

Certo, il contributo dato all'ordine e alla sicurezza del Paese dentro e fuori gli istituti è importante, è un compito fondamentale. Si affiancano a questo una serie di funzioni e di attività, tra le quali spicca quella del sostegno al percorso di rieducazione dei detenuti, sempre cercando di trovare in ciascuno di loro l’impegno per un percorso migliore, per una ricollocazione serena e normale nella società.

Sono compiti impegnativi perché la molteplicità di funzioni e la specializzazione di molte attività rende complesso l’espletamento del vostro lavoro, che è anche reso più complicato dalle condizioni di difficoltà dovute al sovraffollamento carcerario.

E questo richiama alle responsabilità delle Istituzioni per assicurare condizioni migliori nel panorama carcerario.

Ma tutte queste funzioni che voi svolgete richiedono professionalità, senso del dovere, abnegazione. Sono caratteri del vostro compito particolarmente importanti che si trovano di fronte alle condizioni di disagio e di sofferenza delle persone detenute.

Il Capo del Dipartimento poc'anzi ha ricordato i caduti in servizio. Anche io vorrei rivolgere loro un ricordo davvero commosso.

Ricordo anch'io alcune figure di vostri colleghi vittime della criminalità organizzata o del terrorismo. E questo fa presente quanto sia importante il contributo che il Corpo ha fornito, in questi numerosi anni, alla vita del nostro Paese e che continua tuttora a fornire.

L’iniziativa di dedicare un viale di Villa Torlonia ai Caduti del Corpo è particolarmente apprezzabile, è davvero di grande significato.

Qualche settimana fa ho assistito alla prima proiezione del docufilm dei giudici della Corte costituzionale negli istituti di pena, nel dialogo con i detenuti.

È interessante - e anche di grande impegno - quello che è avvenuto e che viene raccolto in questo documento visivo. Ma ciò che emerge con forza lì è il ruolo degli agenti del Corpo. Il vero protagonista del docufilm è un vostro collega, che appare costantemente, non soltanto nell'accompagnamento, ma nelle considerazioni dei giudici della Corte che si sono recati negli istituti. Emerge il compito decisivo che voi svolgete negli istituti di pena, ed emerge in tutto lo spettro dei compiti che vi sono assegnati.

Lì emergeva molto, naturalmente, il compito di concorso e sostegno alla rieducazione e alla speranza di ricollocamento, di recupero.

E questo comporta – come il Capo del Dipartimento ha riportato poc’anzi - aggiornamento, continua collaborazione, anche con gli educatori che nel sistema penitenziario si impegnano in questa attività.

È molto importante quanto il Capo del Dipartimento ha detto poc'anzi: gli agenti del Corpo hanno di fronte, e cercano di comprendere, i caratteri della singola persona.

Mi rendo conto di come sia impegnativo e non facile, in condizioni talmente particolari come quella della restrizione della libertà personale negli istituti di pena; di come sia difficile, anche per la molteplicità di caratteri e di personalità che si incontrano in quella condizione.

Però quella di conoscere le singole persone è un’attitudine che arricchisce ulteriormente la vostra responsabilità, il vostro lavoro, il vostro compito, e consente a molti detenuti la possibilità di sperare in un futuro diverso.

Credo anch'io - l’ho detto poc’anzi nel colloquio e vorrei ribadirlo – che occorrano alcuni investimenti. Occorrono risorse anche per rendere gli istituti - che strutturalmente, in buona parte, non sono adeguati ai nostri giorni - più adeguati alle condizioni dei detenuti e del lavoro che voi svolgete.

Occorrono anche nuove professionalità, più medici, più psicologi. Avere più psicologi negli istituti carcerari sarebbe di grande importanza.

Occorre avere un continuo miglioramento che l’Amministrazione sta cercando di realizzare e di sviluppare. E in questo non può mancare il sostegno delle Istituzioni.

Vi faccio molti auguri per questo importante anniversario.

E, all'apprezzamento per il vostro compito, vorrei aggiungere quello per le tante attività che svolgete, anche quella per il gruppo sportivo che è particolarmente conosciuta.

Sono contento del documentario che vi ho ricordato (quello della Corte costituzionale), perché chi lo vede si rende conto della delicatezza, della difficoltà e dell'importanza del vostro compito.

E di questo vi ringrazio, esprimendovi l’apprezzamento più grande della Repubblica.

Auguri e buon lavoro.

Palazzo del Quirinale, 25/06/2019 (I mandato)

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