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Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con i Sindaci di tutte le città colpite dall’alluvione

Ringrazio, a nome di tutti, il Sindaco di Faenza per ospitarci nella sua aula consiliare.

Sono lietissimo di incontrarvi. Avrei preferito poter visitare ciascuno nei vostri Comuni, ma non era materialmente possibile. Ma, concludendo oggi questo itinerario, da Modigliana a Forlì, a Cesena, a Ravenna, a Lugo, e adesso a Faenza, il modo più funzionale e ragionevole di concluderlo era incontrare i Sindaci dei paesi interessati da questo terribile fenomeno dell’alluvione. Per rendere a voi, anzitutto, conto dei sentimenti che il vedere direttamente - per quanto se ne possa sapere in precedenza - comporta e sospinge a elaborare idee e intendimenti.

Il primo pensiero, naturalmente, è per le vittime. Morte perché il legame con la propria casa era insuperabile, o per cercare di salvarla, o per cercare di salvare i frutti del proprio lavoro. Non vanno dimenticate.

Un modo straordinario di rendere loro onore è stato quello dei volontari. Ne ho incontrati ovunque in questa giornata. Ne ho incontrati, in gran numero, a Forlì e a Ravenna. Volontari delle più varie provenienze; insieme ai nostri Corpi militari o civili organizzati, quelli pubblici, volontari di quelle varie realtà coordinate dalla Protezione civile, ma anche volontari spontanei. Una quantità di giovani che, trasmettendo entusiasmo a tutti, sono venuti per impegnarsi, sostenendo e aiutando chi ne aveva bisogno. È stata preziosa questa opera.

Chi ha salvato in momenti drammatici persone che avvertivano anche il terrore di una condizione imprevista e di altissimo pericolo; chi ha aiutato a pulire, a spalare, a cercare di sostenere chi si trovava di fronte a condizioni di smarrimento drammatico dopo quello che è avvenuto.

La presenza dei volontari ha portato a tutti coloro a cui hanno recato aiuto speranza e anche fiducia. È stato un prezioso elemento che ha consentito a tutti di non perdersi d’animo; di mantenere quel sentimento tipico della Romagna che è di superare le avversità lavorando e operando concretamente.

Ieri, in Vaticano, ho incontrato il Papa. Mi ha fatto piacere sentire, nel suo discorso pubblico, l’elogio ai cittadini della Romagna per come hanno reagito, in maniera concreta, operosa, responsabile - come lui ha detto - a quanto avvenuto.

E ai volontari, alle Forze dell’ordine, ai nostri Corpi militari, a tutti coloro che hanno collaborato e continuano a collaborare con grande fatica e impegno, senza risparmiarsi, senza soste, va la riconoscenza della Repubblica nella maniera più alta.

Voi vi siete trovati, in quelle ore drammatiche, in una condizione totalmente imprevista, non soltanto per la imprevedibilità di quanto è avvenuto, non soltanto per la condizione totalmente inattesa e improvvisa. Ma anche per l’esigenza di assumere, nell’arco di poche ore, decisioni sovente coraggiose, alle volte del tutto nuove. Decisioni che rispondessero all’interesse della comunità dei vostri cittadini, cercando di farle comprendere a tutti loro: è stata un’azione preziosa. Ma non è stata l’unica che avete fatto.

Voi Sindaci siete stati il punto di riferimento per non perdersi d’animo, per non far crollare nella sfiducia, nella demotivazione, nello smarrimento i vostri concittadini. Che hanno guardato a voi, in quelle ore, per orientarsi, sapere cosa fare, cercare un punto di riferimento che li conducesse verso l’uscita dall’emergenza. E adesso un punto di riferimento che li conduca verso la ricostruzione piena e la piena ripresa del territorio. È un’azione fondamentale quella che svolgete. E io desidero ringraziarvi intensamente per quel che avete fatto in questo periodo, per quello che state facendo in questi giorni, per quello che farete in questo periodo.

Non dovete avere la paura, Sindaco, di esser soli. Non lo sarete. Il Governo ha subito destinato somme rilevanti, come primo intervento. Certamente ne seguiranno altri.

Avete intorno la piena solidarietà di tutto il Paese.

E io sarò accanto al Governo per sostenere, senza pause e senza alcuna incertezza, il sostegno per la ripresa piena dei vostri territori.

Le istituzioni nazionali, il Governo anzitutto, hanno questo obiettivo come fondamentalmente importante. Dovete avere la certezza che questo continuerà, anche a riflettori spenti. Anche quando l’evento drammatico scomparirà dalle cronache televisive o delle prime pagine dei giornali, non vi saranno pause nell’attenzione, non vi saranno, non dico dimenticanze, ma intervalli nell’esigenza di sospingere, concretamente e velocemente, la ripresa.

C’è un pericolo da evitare, che è grave e, in questi casi, sempre incombente: la tentazione di abbandonare, di arrendersi. Questa non fa parte della tradizione della Romagna. Ma condizioni come quelle che si sono create potrebbero creare questo rischio, che va assolutamente scongiurato. E lo si scongiura con tempi veloci di rilancio e di ripresa; con la concretezza veloce della ripresa e del riavvio.

Vi sono tanti comparti, tanti versanti che richiedono interventi concreti. Ne abbiamo parlato oggi con i Sindaci che ho incontrato. Dai centri abitati, con tante abitazioni da recuperare o da sostituire, ai tanti luoghi di lavoro, alle aziende di carattere industriale, aziende agricole, a quelle commerciali, ai luoghi professionali: una quantità di luoghi in cui, nei centri abitati e nelle periferie e nelle campagne, va assolutamente assicurata la ripresa dell’attività con il dinamismo che c’è e che è caratteristico di questo territorio.

Anche le strade, le comunicazioni.

Ho visto oggi andando a Modigliana, dall’alto, le tante ferite delle frane di ogni dimensione: grandissime, grandi, piccole, che danno l’idea anche dell’esigenza di verifica delle condizioni di stabilità, di consolidamento di alcune situazioni.

È un’opera di grande portata che abbiamo davanti. Ma non l’avete davanti voi, l’abbiamo davanti tutti noi. Perché questa è la condizione che consentirà di riprendere appieno l’attività, il ritmo, la consueta produttività di questa Regione e la sua vita sociale, civile e culturale.

È stato bello poc’anzi, a Lugo, vedere come il teatro abbia avuto il sostegno di coloro che sono abbonati per andarvi. E così è avvenuto in tutti i Comuni interessati.

La solidarietà che si è sviluppata, che si è sprigionata, che si è posta in campo, non è un dato estraneo al nostro Paese. È un carattere dell’Italia, che emerge con forza più evidente nei momenti dell’emergenza e delle difficoltà.

La nostra economia e il nostro Paese, nei suoi vari risvolti - lo ricordava poc’anzi il Presidente Bonaccini - ha un elemento fondamentale in questa Regione. E nella Romagna vi è una spinta all’attività produttiva, alla vita sociale, al turismo del nostro Paese che è di assoluta priorità.

Per questo è interesse nazionale la ripresa di questo territorio. Ecco, io vorrei soltanto darvi di questa assicurazione. E, in aggiunta a quella che il Governo ha dato con convinzione, non sarete soli. Voi, i vostri concittadini, avrete accanto le istituzioni nazionali.

E, per quanto mi riguarda, io sarò al vostro fianco. Auguri.

Faenza, 30/05/2023 (II mandato)

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