Sono molto contento di essere qui. Intitolare questa scuola al Comandante Giulio Nicoletta è una scelta non soltanto doverosa per ricordarne la figura e il contributo che lui, come tanti altri, ha dato alla Liberazione del nostro Paese in anni difficili, drammatici, non è soltanto un ricordo - che è già significativo - non è soltanto per conservare la memoria, che una cosa doverosa. È anche un monito per tutti noi, giovani e anziani, per noi che viviamo da molto tempo in pace e tranquillità e alle volte dimentichiamo che cosa è costato raggiungere la pace e la tranquillità, la democrazia e la libertà.
Ricordare non è soltanto dare onore, esprimere riconoscenza a chi si è impegnato per conquistarla, ma è anche un richiamo a non addormentarsi, come qualche volta vi è il pericolo che avvenga quando si sta da molto tempo in tranquillità, in pace. Si rischia di addormentarsi dimenticando quanto sia sempre importante vigilare sulla conservazione della libertà e della democrazia.
Il nostro Paese ha tanti problemi, ha avuto una crisi economica difficile, ma la sta superando. Deve affrontare i problemi del lavoro, che è quello principale di fronte a noi. Però è fondamentale ricordarsi sempre dei valori della democrazia e della nostra vita civile, altrimenti rischiamo qualche volta di attribuire un'importanza eccessiva a questioni secondarie.
Bisogna ricordare chi si è impegnato per la libertà.
Ragazzi, ricordatevi che la scuola è una realtà importante perché vi avvicina alla responsabilità. La scuola è il primo ambiente con cui i ragazzi entrano in contatto, è il primo ambiente istituzionale. È lì che si forma il futuro del nostro Paese, che è nelle vostre mani.
Vi faccio molti auguri, ragazzi; ricordatevi sempre di chi si è impegnato e pensate a costruire bene il vostro futuro.