Ringrazio molto il Presidente del Coni Malagò, il Presidente del Comitato Paralimpico Pancalli, per le parole di saluto così cortesi, e ricambio il saluto con molta cordialità.
Sono molto lieto di darvi il benvenuto al Quirinale e di accogliervi insieme al Presidente del Consiglio.
Le Olimpiadi e le Paralimpiadi sono un evento di straordinario fascino per tutto il mondo, ovunque.
Rio de Janeiro è stata, per le quattro settimane dei Giochi, il centro del mondo, seguita e guardata con amicizia da tutte le nazioni, proponendosi nei confronti di tutti con grande efficacia.
È stato un grande evento a cui i nostri atleti hanno dato un contributo davvero decisivo, da protagonisti. Complimenti!
Quindi, care atlete e cari atleti, il ringraziamento nei vostri confronti, da parte nostra, è cordiale, sincero e intenso, e riflette quello dell'intero Paese che vi ha seguito con affetto, con sostegno e con ammirazione. Avete fatto onore al movimento sportivo italiano con il vostro impegno, con i sacrifici necessari, con le vostre storie personali che adesso sono indicate, giustamente, come esempio per tanti giovani del nostro Paese.
Mi avete riconsegnato la nostra bandiera. In realtà voi stessi e i vostri compagni di giochi, tutti quanti, siete stati la nostra bandiera a Rio, seguiti da tutti, dal nostro Paese e da tanti altri, da tutto il mondo seguiti con ammirazione, con grande stima e con grande affetto. Avete contribuito a inviare il messaggio delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi, un messaggio universale di pace e di fraternità.
Ringrazio gli allenatori, i dirigenti sportivi, i preparatori, i medici, i fisioterapisti, gli staff di ogni disciplina sportiva che, con un lavoro non sempre conosciuto a tutti, hanno dato un decisivo contributo al vostro impegno e ai vostri risultati.
Certamente non dimenticherete questa esperienza che vi ha sicuramente anche arricchito sul piano umano. Vorrei pregarvi di ricordare che rimanete e continuerete ad essere bandiere per il nostro sport. Il coraggio, la passione e i sacrifici che ciascuno di voi ha dovuto affrontare per raggiungere questi risultati e questi obiettivi e che vi ha consentito di riversare nella competizione olimpica le vostre capacità, vi serviranno per due obiettivi: per continuare nella vostra attività, nella vostra carriera sportiva, e per lanciare un segnale ad altri, a tanti giovani che possono seguire le vostre orme e impegnarsi nel percorso dello sport.
La squadra non è soltanto rappresentata da chi partecipa alle gare. È anche l'intero movimento sportivo; si tratta infatti di un testimone che passa tra persone, tra generazioni, tra scuole di atleti.
Le vostre medaglie, conquistate con vero merito, rappresentano un valore per tutto lo sport italiano, sia per quello che si misura come voi ai vertici mondiali, sia per quello, più popolare, che coinvolge gli amatori e i praticanti dello sport.
Le medaglie che avete conquistato ci hanno collocato nella prima pagina del medagliere. Il Presidente Pancalli ricordava la quarantesima medaglia, che si affianca alle trentanove delle Paralimpiadi, quella rappresentata dalle tante e-mail di persone che sono state vicine alle Paralimpiadi, e soprattutto di tanti giovani - ragazze e ragazzi che hanno disabilità - che hanno deciso sul vostro esempio di impegnarsi nello sport. Avete dato un grande contributo.
Io seguo e apprezzo molto lo sport, e quindi le vostre medaglie le apprezzo in grande misura, ma sono certo che tutti siamo convinti che l'aver ricevuto così tante mail sia stata la più bella fra le medaglie. Credo che questo sia un grande successo di cui dovete essere fieri perché la vostra testimonianza ha fatto crescere fiducia e speranza in tanti giovani e così si fa crescere anche complessivamente l'intera nostra società.
Lo sport è una risorsa grande per ogni Paese, è un investimento sempre altamente proficuo, soprattutto quando la cura delle eccellenze va di pari passo con la diffusione della pratica sportiva. Questi due elementi del fenomeno sportivo vanno sempre tenuti insieme, non vanno separati e tantomeno posti in contrapposizione. Lo sport infatti è insieme cultura e qualità della vita.
Opportunamente il Presidente Malagò ha ricordato il contributo più giovane alle Olimpiadi, l'abbassamento dell'età di coloro che hanno partecipato e vinto medaglie.
Questo sintomo, questo segno della crescita di atleti più giovani è un grande risultato, è un grande segnale positivo per i Giochi e per il nostro sport. Sto parlando a campioni a livello mondiale quali voi siete, ciascuno ha la sua disciplina, e tutti ben sapete che lo sport è anche un tesoro di valori umani. La competizione può aiutare a scoprire questi valori quando si svolge con lealtà e rispetto delle regole, con stima e amicizia per gli avversari.
Vorrei citare e fare mie alcune parole di Alex Zanardi dei giorni scorsi. Dopo aver raggiunto i traguardi che tutti abbiamo ammirato, ha avuto parole che vorrei sottolineare: "Raggiungere un obiettivo non comporta necessariamente la felicità. È il contrario, credo. Bisogna averla dentro in partenza questa felicità, per provare a raggiungere un obiettivo. A quel punto, la fatica, l'impegno restituiscono sempre qualcosa di prezioso". Sottoscrivo queste parole molto belle e penso che la pratica sportiva debba servire a porre dentro di noi questo seme di fiducia, di consapevolezza, di generosità, e quindi la volontà di andare oltre, di superare il limite, di contribuire così ad una condizione migliore per tutti.
Le vostre medaglie sono un premio immenso e insieme rappresentano un premio e un punto di ripartenza per voi e per l'intero movimento sportivo. Vi faccio quindi i miei complimenti più sinceri e affettuosi che - posso dire - si uniscono a quelli del Presidente nel Consiglio.
Avete fatto emozionare e gioire il nostro Paese e alcune emozioni sono state di grande intensità. Io sono tra quelli che ha cercato di vedere il più possibile in diretta le vostre gare - non tutte naturalmente - ma l'emozione si è sempre rinnovata ogni volta.
Il ringraziamento nostro e di tutti i nostri concittadini però non va soltanto a chi è salito sul podio - e siete tanti - ma anche a coloro che si sono battuti con tutte le energie di cui disponevano.
Un saluto cordiale e un ringraziamento voglio rivolgere ai nostri quarti classificati. Aver sfiorato il podio rende testimonianza evidente dell'apporto così grande che l'Italia ha assicurato ai Giochi Olimpici e Paralimpici,
Permettetemi un pensiero e un ringraziamento conclusivo a Federica Pellegrini, a Martina Caironi e a Beatrice Vio: portando la bandiera sono state testimoni eccellenti di un'Italia nella quale è davvero molto bello riconoscersi.