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Intervento del Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor in occasione dell'inaugurazione di una targa commemorativa dei caduti sloveni nella Prima Guerra Mondiale a Doberdò del Lago

Egregio signor Presidente e caro amico Sergio Mattarella,
egregio signor Sindaco,
cari concittadini,
cari amici italiani,
gentili signori e signore.

Con le guerre non si risolvono i problemi. Se ne creano dei nuovi. Tutte le guerre creano nuovi problemi, in particolare quelle grandi, quelle mondiali. E in fondo la guerra è ingiusta. Di solito sono leader incapaci e avventati a causare le guerre, ma poi sono le popolazioni civili e i soldati, per lo più innocenti, che le patiscono.

La Grande Guerra, in seguito detta Prima guerra mondiale, è un chiaro esempio di questo tragico assunto. Non era necessaria, non era inevitabile. Il mondo e l'umanità non erano destinati a questa deriva morale. Ma così fu deciso dai leader politici e militari, erroneamente convinti che la guerra avrebbe risolto problemi e sarebbe stata di breve durata. Niente di tutto questo era vero.

Questa ecatombe mondiale durata quattro anni non risolse alcun problema. Al contrario, nuovi problemi si aggiunsero. Fino al punto che, dopo venti anni, l'umanità venne travolta da un altro, ancor più terribile conflitto mondiale. E questo fu così incomprensibilmente mostruoso da cancellare la memoria storica dell'orrore della Prima guerra mondiale.

Questo monumento vuole essere un monito alle generazioni attuali e future dell'insensatezza della tragedia umana accaduta un secolo fa. È un monumento alla madre dei soldati sloveni. E, metaforicamente, a tutti i giovani soldati. È un richiamo per tutti a far proprie le lezioni della Storia. Anche gli obiettivi più nobili che causano guerre appassiscono tra le ceneri delle vittime e degli invalidi innocenti, bagnate dalle lacrime dei loro cari.

Egregio signor Presidente,
gentili signori e signore,

sembra, tuttavia, che noi europei abbiamo appreso dalla Prima e dalla Seconda guerra mondiale, un insegnamento fondamentale. Occorre risolvere i problemi in modo pacifico. Le nostre vite saranno migliori e più agevoli se, oltre a ciò, collaboreremo e costruiremo insieme un mondo di pace e prosperità.

Questa consapevolezza ci ha risparmiato dalla guerra e ci ha donato pace e progresso per quasi tre quarti di secolo. Sulla base della riconciliazione post-bellica è nata ed è fiorita la grande idea europea di coesistenza e stretta cooperazione senza confini. Ciò ha reso possibile pensare per decenni a un futuro sicuro e migliore.

E, alla luce di ciò, ora non possiamo ignorare incautamente le sirene che, con la loro mancanza di memoria storica, invitano di nuovo i popoli d'Europa a tornare sugli strapiombi acuminati degli antagonismi nazionali.

Non ignorare questi allarmi è ora il nostro compito principale. Ma questa è la parte più facile. Più difficile sarà dimostrare in modo convincente l'utilità di un atteggiamento di apertura e collaborazione. Non dobbiamo giudicare frettolosamente chi non coglie immediatamente tale utilità. È fondamentale sforzarsi per capire le ragioni di questi ultimi.

Sta a noi risolvere, con la politica, tutte le controversie in modo pacifico. E, attraverso positivi rapporti di collaborazione transfrontaliera e di buon vicinato, nel rispetto reciproco e sottolineando l'importanza di un'Europa comune per pace e sicurezza durature, rafforzare nuovamente la fede delle persone in un futuro comune.

L'auspicio è che questo monumento, eretto in memoria dei soldati sloveni che durante la Prima guerra mondiale hanno in questi luoghi combattuto su entrambi i lati, ispiri memoria per dare a questa e alle future generazioni il coraggio di costruire un mondo senza guerra, un mondo di pace e di sincera collaborazione.

Egregio signor Presidente, caro amico Sergio Mattarella,

sono molto lieto che abbiamo concordato la nostra presenza comune a questa cerimonia commemorativa. E mi auguro che ciò sia accolto come un messaggio comune dell'amicizia italo-slovena e un incoraggiamento all'unità europea.

Doberdò del Lago, 26/10/2016 (I mandato)

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