Desidero ringraziare molto il Rettore per avermi invitato ad essere presente a questa apertura dell'Anno accademico particolarmente importante. Gli rivolgo un saluto molto cordiale. Mandi, Magnifico Rettore!
Un saluto altrettanto cordiale a tutti presenti e, attraverso il Sindaco, all'intera città di Udine. Un saluto anche a sindaci degli altri Comuni presenti, con un forte augurio per il loro lavoro, il loro impegno e la loro importante attività.
Un saluto particolare alle componenti l'Ateneo, protagoniste di questa apertura dell'Anno accademico: il corpo docente, gli studenti, il personale amministrativo e tecnico.
Questo incontro ricorda innanzitutto l'apertura dell'Anno accademico, ma anche i quarant'anni dell'istituzione dell'Ateneo. Sono due aspetti di questo incontro che rammentano e sottolineano due profili importanti.
Il primo, l'apertura dell'Anno accademico, sottolinea il ruolo di ricerca e insegnamento che ogni anno viene rinnovato e vissuto nuovamente in qualunque ateneo. Ogni anno la ricerca fa passi in avanti, l'insegnamento si giova delle esperienze passate e cambia e progredisce. La didattica di un ateneo è ogni volta un'invenzione. Questa vitalità rende l'attività dei nostri atenei preziosa per il nostro Paese.
L'altro aspetto di questo incontro, il 40º anniversario, richiama a un altro profilo fondamentale di un'università: il rapporto con il territorio.
Pochi atenei hanno un rapporto così intenso e forte come questo. Come abbiamo ascoltato poc'anzi vi erano già delle esperienze di attività universitaria, ma l'ateneo è nato, dopo il terremoto e al momento della ricostruzione, in collegamento con il territorio, non soltanto perché fortemente richiesto dai friulani, ma anche perché è stato visto come elemento propulsore della ricostruzione.
L'ateneo ha accompagnato la ricostruzione e ha creato un rapporto con il territorio particolarmente intenso. Lo si è visto plasticamente raffigurato poc'anzi, durante la relazione del Rettore, con la presenza delle varie sedi dell'ateneo nella città; ma il ruolo che ha avuto nella ricostruzione è stato decisivo, e si è giovato anche dell'impegno dei friulani per il rilancio del territorio.
Il professor Frilli ci ha fatto ripercorrere l'itinerario di questi quarant'anni dell'ateneo, iniziato con alcuni corsi e oggi sviluppato in una quantità molto ampia di profili culturali. Si è sviluppato nel corso del tempo ampliando la sua offerta formativa, didattica, di ricerca, il suo contributo alla ricerca del nostro Paese. E questo elemento va sottolineato perché quella che al momento della nascita dell'ateneo è stata una scommessa oggi ci consente di dire che quella sfida è stata vinta.
L'ateneo si è sviluppato, ampliato, ha un respiro internazionale e contribuisce all'attività delle nostre Università che è di avanguardia e guarda al futuro.
È stato opportuno il richiamo del Rettore - guardando al grande monumento viennese con le tombe degli imperatori - a come in realtà le università guardino al futuro, e questa università si caratterizza come tutte le altre proprio per questo: guardare al futuro, immaginarlo, costruirlo sin d'ora.
E qui il futuro è rappresentato, oltre che dagli studenti dell'ateneo, anche dalle scolaresche che frequenteranno questa Università.
Guardare al futuro è la scommessa per il nostro Paese. Di questa scommessa gli atenei sono avanguardia decisiva e fondamentale. In questo ambito, questo ateneo fa la sua parte con grande respiro, con grande protagonismo, e di questo lo ringrazio molto.