Non era previsto il mio intervento perché, quando si inaugura l'Anno accademico di un Ateneo, i protagonisti sono il rettore - o la rettrice - i docenti, gli studenti, il personale amministrativo.
Questa è una variazione alla regola, che rimane inalterata. Rassicuro il cerimoniale : non creo un precedente. Ma vi è una ragione specifica per la quale avverto l'esigenza di affiancarmi ai protagonisti veri di questa occasione. La ragione specifica riguarda L'Aquila.
Come diverse altre città, sedi di atenei, L'Aquila è fortemente contrassegnata dal suo carattere di città universitaria. Questa università non ha interrotto la sua attività neppure nelle settimane successive al terremoto: lo abbiamo appena ascoltato. E' testimonianza tra le più importanti, della volontà degli aquilani di non rassegnarsi alla distruzione del terremoto. L'università rappresenta, quindi, un elemento decisivo per la ripresa e il rilancio della città. Naturalmente sappiamo tutti - gli aquilani meglio di chiunque altro - che occorre molto, che non basta la ricostruzione indispensabile degli edifici, delle strutture - quella è una condizione più che necessaria, indispensabile - ma questo deve essere accompagnato dalla ricostituzione del tessuto economico e sociale della città. Occorre un rilancio pieno de L'Aquila che, tornando a essere quel che era prima di quel giorno di aprile del 2009, possa ulteriormente rilanciarsi verso il suo futuro. E in questo l'università gioca un ruolo essenziale.
Questi giorni sono per l'Europa giorni di allarme, di cordoglio, di tristezza, ma sono anche giorni di volontà di reazione, e noi reagiremo, anche noi italiani, tutta l'Europa reagirà, con determinazione, con intransigenza contro l'ondata di violenza fondamentalista, di oscurantismo, di intolleranza che cerca di condizionare e di porre in difficoltà la serenità della convivenza non soltanto in Europa ma soprattutto, e forse anche di più, nelle regioni in cui quella violenza si esercita in maniera costante.
Sono giorni di allarme, di apprensione, di reazione. E tra gli strumenti di questa reazione è fondamentale la cultura che è sempre stata il farmaco contro l'oscurantismo e l'intolleranza, e anche per questo è importante in questi giorni un'apertura di Anno accademico, per ribadire l'importanza, l'indispensabilità dello sviluppo culturale di una società.
Ne abbiamo avuto prova poc'anzi da quanto ci hanno detto i giovani maestri, che ringrazio molto, esprimendo non soltanto l'apprezzamento per il contenuto scientifico dei loro interventi, ma anche perché hanno, in questo modo, manifestato l'esigenza e l'aspirazione costante all'avanzamento della ricerca, della conoscenza, della cultura che è un fattore di forza della civiltà.
Questo è un elemento ulteriore che, per quanto mi riguarda, rende importante la mia visita oggi a L'Aquila e in questo ateneo. È l'aspetto di una città, e di un ateneo della città, che, lungi dall'arrendersi, contribuisce da protagonista a ricostituire la normalità - come abbiamo ascoltato dalla Rettrice - e la serenità di una buona convivenza. È un messaggio importante contro i messaggeri di distruzione e di violenza.
Ho registrato le indicazioni di carattere generale che la Rettrice e il rappresentante degli studenti hanno formulato e sottolineo ancora una volta l'importanza del ruolo dell'università in questo periodo della vita dell'Europa e in questa città in particolare.
Ringrazio quindi l'Ateneo de L'Aquila, ringrazio la Rettrice - anche per quel che ha detto - e tutte le componenti dell'Ateneo : i docenti, gli studenti, il personale amministrativo e tecnico. Grazie per quel che fate e auguri.