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Intervento del Presidente Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università degli Studi de L’Aquila

Non era previsto il mio intervento perché, quando si inaugura l'Anno accademico di un Ateneo, i protagonisti sono il rettore - o la rettrice - i docenti, gli studenti, il personale amministrativo.
Questa è una variazione alla regola, che rimane inalterata. Rassicuro il cerimoniale : non creo un precedente. Ma vi è una ragione specifica per la quale avverto l'esigenza di affiancarmi ai protagonisti veri di questa occasione. La ragione specifica riguarda L'Aquila.

Come diverse altre città, sedi di atenei, L'Aquila è fortemente contrassegnata dal suo carattere di città universitaria. Questa università non ha interrotto la sua attività neppure nelle settimane successive al terremoto: lo abbiamo appena ascoltato. E' testimonianza tra le più importanti, della volontà degli aquilani di non rassegnarsi alla distruzione del terremoto. L'università rappresenta, quindi, un elemento decisivo per la ripresa e il rilancio della città. Naturalmente sappiamo tutti - gli aquilani meglio di chiunque altro - che occorre molto, che non basta la ricostruzione indispensabile degli edifici, delle strutture - quella è una condizione più che necessaria, indispensabile - ma questo deve essere accompagnato dalla ricostituzione del tessuto economico e sociale della città. Occorre un rilancio pieno de L'Aquila che, tornando a essere quel che era prima di quel giorno di aprile del 2009, possa ulteriormente rilanciarsi verso il suo futuro. E in questo l'università gioca un ruolo essenziale.

Questi giorni sono per l'Europa giorni di allarme, di cordoglio, di tristezza, ma sono anche giorni di volontà di reazione, e noi reagiremo, anche noi italiani, tutta l'Europa reagirà, con determinazione, con intransigenza contro l'ondata di violenza fondamentalista, di oscurantismo, di intolleranza che cerca di condizionare e di porre in difficoltà la serenità della convivenza non soltanto in Europa ma soprattutto, e forse anche di più, nelle regioni in cui quella violenza si esercita in maniera costante.

Sono giorni di allarme, di apprensione, di reazione. E tra gli strumenti di questa reazione è fondamentale la cultura che è sempre stata il farmaco contro l'oscurantismo e l'intolleranza, e anche per questo è importante in questi giorni un'apertura di Anno accademico, per ribadire l'importanza, l'indispensabilità dello sviluppo culturale di una società.

Ne abbiamo avuto prova poc'anzi da quanto ci hanno detto i giovani maestri, che ringrazio molto, esprimendo non soltanto l'apprezzamento per il contenuto scientifico dei loro interventi, ma anche perché hanno, in questo modo, manifestato l'esigenza e l'aspirazione costante all'avanzamento della ricerca, della conoscenza, della cultura che è un fattore di forza della civiltà.

Questo è un elemento ulteriore che, per quanto mi riguarda, rende importante la mia visita oggi a L'Aquila e in questo ateneo. È l'aspetto di una città, e di un ateneo della città, che, lungi dall'arrendersi, contribuisce da protagonista a ricostituire la normalità - come abbiamo ascoltato dalla Rettrice - e la serenità di una buona convivenza. È un messaggio importante contro i messaggeri di distruzione e di violenza.

Ho registrato le indicazioni di carattere generale che la Rettrice e il rappresentante degli studenti hanno formulato e sottolineo ancora una volta l'importanza del ruolo dell'università in questo periodo della vita dell'Europa e in questa città in particolare.

Ringrazio quindi l'Ateneo de L'Aquila, ringrazio la Rettrice - anche per quel che ha detto - e tutte le componenti dell'Ateneo : i docenti, gli studenti, il personale amministrativo e tecnico. Grazie per quel che fate e auguri.

L'Aquila, 16/11/2015 (I mandato)

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