Grazie per questo ricordo che ripercorre la storia della Guardia di Finanza, ed è una testimonianza che rinnova i motivi di riconoscenza che poc’anzi le ho espresso.
Rinnovo il saluto al Comandante Generale. Poc’anzi abbiamo avuto un colloquio, come sempre di grande interesse, nel corso del quale gli ho riconfermato, ribadito, rinnovato, i sentimenti di riconoscenza della Repubblica per la Guardia di Finanza.
E rivolgo a tutti voi un benvenuto al Quirinale.
Ricorrono, appunto, 251 anni dalla fondazione del Corpo. Allora è stato l’avvio di un lungo cammino, iniziato, appunto, nel 1774. In questo percorso, il Corpo ha costantemente ottenuto e registrato la riconoscenza della comunità nazionale.
Il pensiero va, anzitutto, ai tanti caduti. Tra di essi oltre 4.000 nel corso dei due conflitti mondiali.
Il 4 giugno scorso ho firmato, col più grande apprezzamento, i decreti che hanno assegnato la Medaglia d’Oro al Merito Civile, alla memoria di nove valorosi Finanzieri che, giungendo al sacrificio della vita, si sono distinti nella guerra di Liberazione dal nazifascismo e sono iscritti nella storia del nostro Paese.
A essi e a tutti gli appartenenti al Corpo che, dando prova di coraggio, lealtà e dedizione, sono caduti nell’adempimento del dovere, rinnovo con ammirazione la riconoscenza della Repubblica.
E mi associo al ricordo che ha fatto il Generale De Gennaro del Brigadiere Legrottaglie, dell’Arma dei Carabinieri, la cui morte ha commosso il Paese ed ha raccolto intorno a tutte le Forze dell’Ordine la vicinanza di tutta Italia.
La Guardia di Finanza è una moderna Forza di Polizia con competenze generali in materia economica e finanziaria, che è il cuore della missione che Governo e Parlamento le hanno affidato, nel perseguimento dell’interesse generale. Con azioni di lotta all’uso illecito del denaro pubblico; di vigilanza per la corretta destinazione dei fondi - nazionali e comunitari - che sono stanziati per il rilancio del Paese; di prevenzione, di repressione delle infiltrazioni criminali nei mercati; e, più in generale, con interventi diretti a contrastare gli illeciti che ledono il tessuto sano dell’economia.
Un ruolo, quello delle Fiamme Gialle, di rilevanti riflessi sociali, volto ad assicurare tutela agli operatori economici e ai tanti contribuenti onesti.
Un ruolo che il Corpo esercita anche oltre la terraferma, in base alle competenze di “polizia del mare” che gli sono attribuite dalla legge.
I traffici di esseri umani, di droga, di armi, di tabacchi, di merce contraffatta, hanno spesso inizio oltremare e si riverberano sul territorio, facendo sovente capo a organizzazioni criminali transnazionali. Anche in questo ambito le Fiamme Gialle hanno svolto e svolgono il loro contributo prezioso a supporto delle strutture preposte, prodigandosi, inoltre, nel salvataggio di vite umane.
Questo è - come lei poc’anzi ha ricordato, Generale - il sessantesimo anno di vita del Soccorso Alpino del Corpo, oggi qui rappresentato da comandanti e da personale delle 29 Stazioni, espressione di un legame, quello tra la montagna e le Fiamme Gialle, che, come sappiamo, ha origini remote.
Dal 1965, le Stazioni del Soccorso Alpino assicurano la loro intensa opera di vigilanza lungo i circa 2.000 km di frontiera alpina del nostro Paese, sull’Appennino centrale, in Aspromonte, sull’Etna, portando a termine complesse azioni di soccorso in alta montagna e brillanti operazioni anticontrabbando e antiterrorismo.
Coraggio encomiabile, perizia di alto livello, altruismo generoso, manifestati in questi anni dai finanzieri del Soccorso Alpino, sono valsi l’apprezzamento di tutto il mondo alpinistico e la riconoscenza dei nostri concittadini.
Questa è la base del conferimento alla Bandiera di una Croce d’Oro al merito del Corpo.
Dal rapporto secolare con la montagna discende il prestigio del Gruppo Sciatori delle Fiamme Gialle, di cui si festeggiano i cento anni di storia. Una realtà, quella della pratica sportiva, che sin dal 1911 fa parte delle attività istituzionali della Guardia di Finanza. Inizialmente contrassegnata dalla finalità di addestramento e di efficienza fisica, nel tempo è divenuta, grazie agli atleti del Gruppo Sciatori, un’eccellenza nel panorama agonistico degli sport invernali.
Cari finanzieri, la vostra professionalità è riconosciuta e apprezzata ovunque, tanto da divenire un modello di riferimento anche a livello internazionale - ne parlavamo poc’anzi con il Comandante Generale - in un’epoca in cui i fenomeni criminali sono sempre meno delimitati da ambiti nazionali o comunitari, ma superano qualunque confine.
È di grande valore, in questo ambito, il contributo offerto in ambito europeo a una sempre più accresciuta legalità.
A voi che siete qui - in tutte le articolazioni del Corpo e rappresentate idealmente tutte le vostre colleghe e i vostri colleghi - esprimo la riconoscenza della comunità nazionale per il vostro impegno.
Un ringraziamento, per la loro opera, al Museo storico e all’Associazione Nazionale Finanzieri; un saluto ai rappresentanti sindacali, ribadendo a tutti gli auguri migliori per l’avvenire, particolarmente - mi sarà consentito - per i giovani allievi.
Viva la Guardia di Finanza! Viva le Forze Armate! Viva l’Italia!