Signor Presidente, Caro Frank-Walter,
Gentile Signora Büdenbender,
Signor Ministro Presidente del Nord Reno-Vestfalia, Hendrik Wüst,
Signora Primo Borgomastro di Colonia, Henriette Reker,
Autorità e illustri ospiti,
Cari connazionali,
desidero prima di tutto esprimere alla Signora Primo Borgomastro di Colonia, anche a nome di mia figlia e della delegazione che mi accompagna, i più cordiali ringraziamenti per l’accoglienza in questo storico edificio.
Colonia è una città che visito con emozione, con quella di essere immerso in una pagina di storia.
Nel camminare per le vie cittadine – come poc’anzi abbiamo potuto fare - si percepisce ancora, fortissimo, il lascito della comune civiltà romana, che così a fondo ha segnato la storia e il nome di questa città.
L’identità storica di Colonia è profondamente legata all’Europa carolingia e al Sacro Romano Impero.
Il Reno, “limes” e al tempo stesso congiunzione tra il mondo germanico e quello neo-latino, è una fucina di identità europea.
Fu un figlio di questa terra, Konrad Adenauer – come Lei ha ricordato - a suo tempo Sindaco di Colonia, ad alimentare - insieme ad altri statisti illuminati, come l’italiano Alcide De Gasperi - la visione moderna dell’Europa, sul fondamento solido della condivisione di valori e di civiltà, di prospettive, di interessi, di risorse.
“L'unità dell'Europa era un sogno di pochi. È diventata la speranza di molti. Oggi è una necessità per tutti”.
Con queste parole segnava la strada Adenauer, nel 1954.
La storia di quegli anni e del successivo percorso di integrazione europea conferma l’importanza - per la creazione dell’identità europea - della circolazione delle persone, delle idee, della creatività e della cultura di cui sono portatrici.
È anche grazie a questa visione di apertura, alla capacità di accogliere e di alimentare lo scambio con l’esterno, che tutto il Nord Reno-Vestfalia ha prosperato, proiettandosi verso il futuro e divenendo uno dei poli produttivi più avanzati al mondo, centro di ricerca e di sviluppo di tecnologie.
Un Land che svolge un ruolo fondamentale per l’Europa e importante per gli italiani.
Sono particolarmente grato al Ministro Presidente Wüst per la sua ospitalità.
Molte donne e molti uomini hanno scelto, dall’estero, queste terre come residenza di elezione, contribuendo a renderle simbolo di una Germania aperta, accogliente, plurale.
Tante italiane e tanti italiani sono stati protagonisti. Alla collettività italiana qui presente - e idealmente a tutta la grande comunità che vive in Germania - rivolgo il saluto più affettuoso, quello della Repubblica Italiana: siete “motore” dell’intenso rapporto bilaterale tra i nostri due Paesi. Un esempio di cittadinanza europea.
Alcuni di voi sono qui da molti anni, altri da pochi anni, molti vi sono nati. Molti sono figli o nipoti di quella generazione che, uscita dalla guerra con il suo carico di sofferenza e privazioni, ha saputo costruire un’Europa diversa e migliore. Tutti capaci di affermarsi con merito e con distinzione.
Molti giovani italiani scelgono oggi, per la loro formazione, Università e centri di ricerca tedeschi. A loro esprimo il più cordiale augurio di ogni successo nel percorso di studio e di insegnamento, per chi lo intraprende.
Si tratta di un fecondo esempio del valore della cultura per la conoscenza reciproca, alimento anche dell’affetto che molti tedeschi nutrono per l’Italia.
Caro Presidente Steinmeier,
Signor Ministro Presidente del Nord Reno-Vestfalia,
Signora Primo Borgomastro di Colonia,
Cari amici tedeschi e italiani,
anche la musica che tra poco ascolteremo, nella quale le splendide note di Beethoven, Donizetti e di Paganini ci vengono proposte da artisti italiani - ed è significativo questo connubio tra musica di Beethoven e gli artisti italiani che la esprimono, la interpretano - è un esempio emozionante della fecondità, dello scambio intensissimo che arricchisce il rapporto tra l’anima della Germania e l’anima dell’Italia.
Auguri.