percorso pagina

Saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione dell’incontro con le nazionali di pallavolo femminile e maschile vincitrici dei rispettivi Campionati del mondo

Più che darvi il benvenuto, vorrei dirvi: bentornate e bentornati.

Vi ringrazio molto per questi doni, che conserverò con grandissima cura. Le medaglie sono vostre, le portate con orgoglio e dev’essere una sensazione straordinariamente coinvolgente.

Siete state e siete stati formidabili. Quindi, complimenti e grazie. È un ringraziamento molto grande: siete stati seguiti in maniera appassionata dal nostro Paese, dagli italiani, in quei giorni, e tutti vi sono riconoscenti.

Vorrei estendere il saluto, i complimenti e i ringraziamenti anche a chi non è potuto essere presente oggi: a Simone Giannelli, che mi ha mandato una lettera - di cui lo ringrazio - Alessia Orro, Myriam Sylla, Roberto Russo e Yuri Romanò.

Sono lietissimo che sia presente Daniele Lavia. Grazie di essere venuto. Ha partecipato anche lui ai Mondiali, con il cuore e con la mente.

Davvero è stato un percorso, prima femminile, poi maschile, di straordinario fascino.

Vorrei adesso - con il permesso delle campionesse e dei campioni, e ringraziando gli staff, già ringraziati, per la grande opera che fanno, accompagnando, sorreggendo, sostenendo il loro impegno - ringraziare le due guide delle due squadre: Velasco e De Giorgi, ringraziandoli molto per l’impegno, per quello che hanno messo in campo, fuori dal campo, prima del campo, per arrivare lì in condizioni ottimali.

Anche questa volta ho ammirato costantemente la serenità con cui, in qualunque time out o in qualunque momento possibile, vi trasmettevano suggerimenti preziosi ed efficaci. È stata un’azione, quella loro, di guida. E io gli esprimo molti ringraziamenti.

Ho seguito, per quanto possibile, i vostri incontri.

Vorrei dire alle campionesse: fino alla Polonia è stato un percorso, sempre impegnativo e difficile, ma naturalmente sembrava agevole. Ma la semifinale e la finale sono state entusiasmanti, perché la qualità del Brasile e della Turchia è stata talmente alta che vi ha consentito di realizzare due incontri veramente di altissimo livello, con una soddisfazione, nel prevalere, particolarmente alta, ancor più alta.

Quindi, complimenti per quei due incontri così impegnativi e difficili, che hanno richiesto, credo, una gran quantità di energie fisiche e anche mentali. 

Complimenti davvero!

Ai campioni vorrei dire che vi ho seguito dai quarti. Sono stato fortunato: non ho visto la prima con il Belgio, ma i tre incontri, il primo con il Belgio, l’ultimo con la Bulgaria, sono stati - come dire - tranquilli, naturalmente sempre, anche quelli, impegnativi e difficili.

Ho avuto l’impressione che nel terzo set con la Bulgaria abbiate voluto immettere un po’ di vivacità nella finale, perché non fosse troppo piatta. Ma complimenti davvero: siete stati anche nella reazione, in quell’ultimo quarto set, straordinariamente padroni del campo.

Vorrei ringraziare molto Anna Danesi e Simone Anzani per quel che hanno detto. Hanno detto diverse cose interessanti che varrebbe la pena riprendere, ma ne riprendo una, che vorrei sottolineare.

In riferimento a un aspetto che, coloro che seguono anche con affetto, ogni tanto sottovalutano e cioè i sacrifici, le difficoltà, le rinunce, la pressione che si avverte, anche gli affetti personali a distanza. 

Tutto questo complesso di elementi e condizioni, che rappresenta davvero un prezzo che si paga, un sacrificio alto, naturalmente viene affiancato dalla passione - come è stato detto poc’anzi - e questa è la base dei successi, ma trova una ricompensa nei successi e anche nell’affetto che vi circonda.

Però quell’aspetto - quello della preparazione, degli impegni faticosi per arrivare a questi livelli - non va mai dimenticato quando si apprezza il vostro impegno e i vostri successi.

Vorrei anche aggiungere che c’è un’altra ricompensa ai sacrifici, agli impegni che svolgete, accanto a quella dei successi e delle medaglie, che certamente, ripeto, è motivo di grande orgoglio: quella di aver spinto, sollecitato, esortato, incoraggiato tante bambine e tanti bambini, tante ragazze e tanti ragazzi a dedicarsi alla pallavolo, o comunque a uno sport.

Questo è un contributo grande per la vita del nostro Paese. Un contributo importante per i nostri giovani e i nostri ragazzi.

Il Presidente Manfredi, poc’anzi, ricordava i club, i circoli, le associazioni, le società di base, sparse in tante province, anche in luoghi apparentemente secondari - che poi spesso emergono come protagonisti della pallavolo - le scuole - è molto importante quanto deciso dal Parlamento, quanto è in corso di decisione del Parlamento sulle palestre scolastiche - ma tutto questo è un elemento che aggiunge valore al vostro successo: quello di esortare ragazze e ragazzi, bambine e bambini, a impegnarsi nello sport, a impegnarsi nella pallavolo, come tanti fanno.

Ho sentito, mi pare, oltre 280.000 tesserate, tanti sono anche per il volley maschile. Sono un patrimonio di impegno che contribuisce molto al benessere, a livello anche etico di comportamento, della nostra società.

Ed è qualcosa per cui vorrei ringraziarvi. Perché questo esprime una fiducia nei giovani.

Qualche giorno fa - non molti, due settimane fa - ero a Napoli, per la cerimonia di apertura dell’anno scolastico, quella che si fa ogni anno.

C’era, ospite graditissimo, Velasco, che ha fatto un intervento a difesa dei giovani, contro quelli della mia generazione - o di quella anche successiva - che sovente criticano o si lamentano dei giovani. L’ho applaudito molto, con molto calore e convinzione, perché sono convinto che stia crescendo, venendo su, una straordinaria, positiva generazione giovanile nel nostro Paese.

E questo incoraggiamento ai giovani si avvale anche del vostro esempio, del vostro trascinamento, della dimostrazione che si può avere dei sogni, che poi non tutti si traducono nel livello massimo agonistico, ma anche nella pratica dilettantistica dello sport.

Vorrei concludere dicendo a De Giorgi, che si è augurato di tornare presto per un’occasione simile: me lo auguro molto anch’io. Mi auguro che ci rivediamo presto, per lo stesso motivo, o per motivi consimili.

Auguri. Vi aspetto!

Palazzo del Quirinale, 08/10/2025 (II mandato)

x