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Saluto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con i ragazzi e il personale docente del laboratorio teatrale e musicale dell’Istituto penale per i minorenni di Nisida

Ho poco da aggiungere, perché Jovanotti ha illustrato benissimo cos’è la scuola: lo strumento, il veicolo per il futuro. E quello riguarda tutti, dovunque ci si trovi.

Per questo, quest’anno l’anno scolastico viene aperto con tre tappe, in tre momenti: qui, dove c’è una scuola frequentata con profitto; in un ospedale dove ci sono bambini ricoverati a lungo, che così possono studiare seguendo le lezioni; e poi in una scuola della città.

Il futuro riguarda tutti. E per questo c’è questa triplice tappa quest’anno. E, come ha detto bene Jovanotti, ci si scopre nella scuola; ci si costruisce l’avvenire; ci si trovano i propri talenti e si mettono a prova, si capiscono, si interpretano. Per questo, ragazzi, grazie di questa accoglienza e auguri.

Mi è molto piaciuta l’esecuzione. Mentre ascoltavo, ricordavo quanto dicevo poc’anzi a Jovanotti prima di entrare. Il rap - come Jovanotti sa meglio di tutti, perché ne è maestro - è apparso circa cinquant’anni fa. Io avevo già più di trent’anni. Ricordo quindi questo evento. È nato come espressione di protesta, di desiderio di cambiamento. E orienta verso il futuro, anche quello.

 Per questo l’esecuzione della musica fatta così bene è un percorso verso il futuro, così come la scuola.

Complimenti, è fatta molto bene, davvero bella.

Domanda: per lei che cos’è la musica?

La musica è libertà, perché consente di superare ogni ostacolo, ogni limite della realtà. Consente di andare anche col pensiero, con l’emozione che suscita, dappertutto, al di là dei limiti che la realtà impone.

Adesso vado - come ho detto - in ospedale dove c’è una scuola per i bambini che sono degenti a lungo. Perché la scuola, ripeto, riguarda tutti. Riguarda loro, riguarda chi è in città, riguarda chi segue un percorso di recupero, di rilancio, come voi, costruendo già qui dentro il proprio futuro. Perché c’è una cosa a cui penso sempre: ciascuna persona, ciascuno di noi, chiunque, è una persona unica al mondo, non ce n’è al mondo un’altra uguale. Nessuno ci assomiglia, né noi assomigliamo a nessun altro, in realtà.

Ora, c’è da costruire la vita, come voi state facendo qui, con la scuola, con la musica, con il teatro, che fanno superare qualunque limite e qualunque restrizione, e consentono di prepararsi a un futuro di protagonista nella vita sociale.

E questo è l’augurio che vi faccio.

State lavorando bene qui. Anche quel pezzo di rap che abbiamo ascoltato poc’anzi e questa fusione straordinaria tra musica e parole è il segno di una capacità creativa di grandissimo pregio.

Ragazzi, ognuno di noi ha un programma di vita da sviluppare, ed è un programma che nessun altro può fare, perché nessuno - ripeto - è uguale a ciascuno di noi.

 Complimenti per quanto fate qua. Auguri per il vostro futuro, davvero di protagonisti nella vita. Auguri ragazzi! E un grazie gigantesco a Jovanotti!

Napoli, 22/09/2025 (II mandato)

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