Ci tenevo a salutarvi personalmente e direttamente e dirò soltanto due parole di saluto collettivo.
Come tutti, so bene - e voi particolarmente - che questi giorni di Natale e di inizio e fine anno, abitualmente di festa, per voi sono invece giorni che rendono più forte e molto più acuto lo stato di sofferenza per la distanza dalle vostre case, dai vostri Comuni, dai luoghi che frequentate abitualmente. Questi giorni sono di festa perché si vivono nel proprio ambiente con i propri cari, con gli amici, con le persone che abitualmente si frequentano, e tutto ciò quest'anno manca e rende questo periodo ben poco di festa.
Ma quello che tengo a dirvi è che intorno a voi c'è un grande affetto da parte di tutti i nostri concittadini. Vi è stata dopo il terremoto una grande partecipazione che si è manifestata non solo con tante forme di sostegno, ma anche con l'affetto che si è espresso in tutta Italia. Perché tutti, e dico tutti noi che non abbiamo provato cosa vuol dire attraversare i momenti di scosse sismiche così forti, così spaventose, ci siamo resi conto che soltanto chi le ha vissute può avere idea di che cosa significa vedere, subito dopo, il proprio Comune, il proprio paese, il proprio abitato, devastati dalla violenza del terremoto.
Però, ciò che gli altri italiani non hanno potuto percepire direttamente si è tradotto in affetto nei vostri confronti, in sostegno, in grande solidarietà.
Naturalmente quella solidarietà poi deve avere una traduzione concreta, deve esprimersi in atti concreti che sono affidati alle Istituzioni. Qui c'è il Commissario per la ricostruzione e il Direttore della protezione civile che in questo momento si stanno impegnando al massimo, non soltanto per gli interventi di primo sostegno delle scorse settimane, ma anche per impostare e per avviare la ricostruzione.
Ma le istituzioni tutte - dello Stato, della Regione (c'è qui il Presidente della Regione), dei Comuni, i Sindaci che sono gli immediati interlocutori della vostra sofferenza - devono poi tradurre in concretezza questa spinta di solidarietà che c'è in tutta Italia.
E io sono qui anche per assicurarvi che questo sta avvenendo e avverrà, e l'impegno delle Istituzioni non si abbasserà nel corso del tempo, resterà sempre forte, inalterato e determinato. Perché tutti i Comuni qui intorno, nella zona colpita dal terremoto di agosto, di ottobre, di novembre, sono pieni di vita, di tanta storia che si è tramandata nel corso del tempo e delle generazioni, hanno una forte tradizione, un grande legame di comunità di vita, e dobbiamo fare in modo che tornino ad essere comunità come prima.
Ci vorrà tempo, ci vorrà molto lavoro, ci vorrà impegno. Si sta già programmando con efficacia, ma dobbiamo fare in modo - e possiamo riuscirvi - che questo avvenga. Certamente il prossimo Natale e Capodanno saranno migliori. Questo è un appuntamento che ci diamo, ma vi assicuro che l'impegno delle Istituzioni è molto forte, è molto convinto e non si abbasserà in nessuna maniera con il passare del tempo.
Non aggiungo altro perché le parole poi servono a poco. Quello che serve sono i fatti concreti che cerchiamo di assicurare in questo periodo.
Vi faccio un augurio e mando un abbraccio a ciascuno di voi. Vi ringrazio di questa accoglienza. Ci rivedremo.
Auguri di buon Natale e buon Anno, per un anno che davvero renda evidente l'inizio della ricostruzione.