Vi ringrazio molto per questi regali, per questo ricordo straordinario che porteremo con noi.
Ma, in realtà, il regalo lo avevo già ricevuto visitando l’Arsenale, guardando quello che avviene, che già conoscevo e sapevo attraverso Ernesto. È una straordinaria condizione che unisce l’Arsenale di Torino a questo di San Paolo, così come a quello che c’è in Giordania.
È una condizione che sollecita molto, particolarmente, tutti quanti. Perché parte da una convinzione di base che non dovremmo mai dimenticare: ciascuna persona - ciascun uomo, ciascuna donna - rappresenta un patrimonio irripetibile, unico al mondo.
E non c’è nessuno, nessuna persona che sia mai perduta davvero.
E questa è la motivazione che ha spinto Ernesto, e tanti con lui, e qui tante persone - in Brasile vedo tanti volontari, tanti operatori - a impegnarsi in questa straordinaria avventura.
Grazie per quello che qui avviene.
Non aggiungo altro, perché la parola che è sufficiente è soltanto grazie. Grazie per quello che fate.
Passare dall’Arsenale a Torino, come qui, è certamente, ogni volta, una lezione di umanità, che serve a chiunque mantenere con sé e portare e custodire.
Grazie per quello che fate e per quello che avviene qui.
Auguri.