Sono lieto di rivolgere un saluto ai partecipanti al congresso della Dante Alighieri. Vi partecipano italiane e italiani, insieme ad amiche e amici dell’Italia: a tutti loro esprimo un augurio di buon lavoro.
Questo 83° congresso si svolge presso l’Università cattolica di Buenos Aires.
E’ la prima volta, da quando la Dante è stata fondata, che il suo congresso avviene fuori dal territorio italiano.
E non è certo un caso che questo avvenga in Argentina, Paese da sempre legato all’Italia, anzitutto per il gran numero di suoi cittadini di origine italiana; per i tanti italiani che vi sono immigrati, e i loro discendenti.
Invio un pensiero affettuoso ai tanti figli, e nipoti, di italiani, che vivono, con orgoglio, e con grande passione, l’attaccamento alla Madrepatria.
L’Italia vi vuol bene, vi apprezza molto; e vi ha sempre presenti.
La novità di un congresso fuori dal territorio nazionale è pienamente coerente con il carattere, e la missione, della Società Dante Alighieri.
Era – ed è – significativo che, nel manifesto-appello, della sua fondazione - redatto da Giosuè Carducci - si legga: “La Patria non è tutta dentro i confini materiali dello Stato”.
Sono parole importanti, impegnative, di grande significato. Perché la Patria non si esaurisce nel suo territorio: è un ideale, un sentimento di appartenenza: a una storia, a una cultura, a una tradizione, a un sistema di valori.
Ci si può sentire - ed essere - italiani, pur essendo lontani migliaia di chilometri. Circostanza, questa, ormai, non più di ostacolo a una relazione intensa e costante.
Si può, inoltre, essere amici dell’Italia, amando, conoscendo e coltivando la sua arte, la sua cultura, la sua musica, la sua cucina; e praticando la sua lingua.
La globalizzazione, per un verso, rende i soggetti nazionali più piccoli. Ma, d’altro lato, proietta idee, culture, consuetudini e prodotti dell’ingegno e dell’arte, in uno spazio, immensamente più vasto.
In questo spazio, di dimensioni planetarie, e di grande dinamismo, la lingua italiana può trovare, e trova, ulteriore impulso e ancor maggiore interesse.
Si tratta di una sfida affascinante; e ineludibile.
Come, più volte, ha ricordato il Presidente della Dante, Andrea Riccardi - che saluto con amicizia - è il momento di passare da un atteggiamento conservativo-difensivo della lingua italiana a uno più dinamico e propositivo.
Promuovendo la lingua italiana non soltanto tra chi ha origini italiane, ma tra tutti coloro, e sono tanti, che guardano all’Italian style con attenzione, e ammirazione.
Voi, soci, amici e studenti della Dante Alighieri, attraverso la diffusione della lingua, siete portatori della cultura italiana nel mondo.
Italiani, e amici dell’Italia, all’estero, rendono il nostro Paese ancor più suggestivo; e più protagonista nel mondo.
Vi saluto con amicizia; e con riconoscenza.
Buon lavoro. E auguri a tutti voi!