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CAPPELLINI Giacomo

Luogo di nascita: Cerveno (BS)

Medaglia d'oro al valor militare

Medaglia d'oro al valor militare

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Soldato - Centro chimico militare - Partigiano combattente

Alla memoria

motivazione:

Modesto maestro elementare in un villaggio valligiano, all’inizio della lotta contro l’oppressore nazifascista, abbandonò la sua missione per organizzare una delle prime formazioni partigiane di Val Camonica, con cui per 17 mesi divise i rischi e le durezze della lotta in un' imboscata tesa dal nemico, fece scudo di se stesso ad un suo partigiano attirando su di sé la reazione avversaria. Ferito al viso e ad una spalla, cessò di far fuoco solo quando la sua arma divenne inerme per inceppamento; catturato, sopportò per due mesi durissimo carcere, continui martiri e inumane sevizie, chiuso nel suo sdegnoso silenzio, senza nulla svelare che potesse danneggiare la causa per cui combatteva. Fu sordo alle lusinghe di aver salva la vita se avesse indotto i suoi uomini alla resa e ad ogni nuova tortura che il nemico rabbioso gli infliggeva, rispondeva sorridendo che i partigiani non sono dei vili. Stroncato dalle sevizie barbaramente inflittegli, esalava l’ultimo respiro gridando: «Viva l'Italia! ». Val di Lozio, 21 gennaio 1945.

La data del decreto è in fase di verifica

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