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Incontro del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con una rappresentanza di Allievi degli Istituti di Formazione Militare, in occasione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate

Sono lieto di accogliervi al Quirinale, anche se è una giornata triste.

Siamo appena tornati dai solenni funerali dei quattro soldati morti in Bosnia, ed è stato così, ancora una volta, sottolineato quanto sia alto il valore dell’impegno spiegato dalle Forze Armate, dalla Croce Rossa Militare, dalla Guardia di Finanza.

Ma sono lieto di incontrarvi, accogliervi qui e vi ringrazio molto per questo dono e per le parole che mi sono state rivolte.

Avete appena sottolineato, poc’anzi, che questo nostro incontro precede di qualche momento il conferimento delle Croci dell’Ordine Militare d’Italia, che saranno conferite alla vigilia - come Lei ha ricordato - della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Ed è importante questo incontro per sottolineare il valore della formazione che state seguendo. Ci troviamo in un mondo che, a differenza di qualche anno addietro, si presenta complesso, con scenari non sempre prevedibili; è vero, si può dire, con un grado di maturità inferiore a quello che si immaginava potesse avere dopo i decenni passati.

È quindi necessario un percorso formativo che vi mette in condizione di affrontare gli scenari futuri. Un percorso che sia attento, approfondito, continuo, come quello che state svolgendo e seguendo. Si tratta di una preparazione aperta all’innovazione, accurata, proprio per poter affrontare scenari che, con i mutamenti in corso, non sono prevedibili nella loro completezza.

Come Lei ha ricordato, con la Costituzione della Repubblica, con la Costituzione come criterio di orientamento per il vostro operato.

Vi si raccoglie, vi si esprime l’etica del militare italiano, di un Paese, di una Repubblica volta alla pace, che ripudia la guerra come strumento di offesa e aggressione per altri popoli, e si pone costantemente come presidio di pace, di dialogo, di collaborazione internazionale, di rispetto del diritto internazionale e delle organizzazioni internazionali, cui si è dato vita per evitare che la barbarie sia il criterio di comportamento della vita internazionale.

Tra poco - appunto - vedremo insieme i nuovi decorati, i nuovi insigniti dell’Ordine Militare d’Italia, insieme a quelli che già ne sono stati insigniti, e ai vertici delle Forze Armate e della Guardia di Finanza.

È come unire le esperienze di chi ha dato prova di che cosa significhi servire la patria e di chi si prepara a farlo, come voi state facendo. Ed è una condizione significativa questa, di diverse generazioni, che sono però unite dalla medesima missione, dallo stesso giuramento.

Non c’è dubbio che l’esempio di coloro che vengono insigniti, che diventano anche rappresentativi del comportamento delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, vi accompagnerà anche in questi anni di percorso formativo.

State per assumere funzioni cui i nostri concittadini guardano con stima e con riconoscenza, perché individuano nelle Forze Armate e nella Guardia di Finanza, una presenza di interlocuzione, di garanzia affidabile e rassicurante. Questo elemento, questo carattere, questo sentimento che c’è tra i nostri concittadini si affianca anche alla loro convinzione di orgoglio per le nostre Forze Armate e per i nostri corpi, come la Guardia di Finanza.

È quindi un compito, quello che state per assumere, esigente, da vivere con impegno, con consapevolezza, con la percezione piena - come certamente avete - della autentica missione che le contraddistingue.

Auguri per il vostro futuro!

Palazzo del Quirinale, 03/11/2026 (II mandato)

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