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Portolano Gen. B. Luciano Antonio

Luogo di nascita: Agrigento (AG)

Ufficiale dell'Ordine Militare d'Italia

Ufficiale dell'Ordine Militare d'Italia

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Generale di Brigata

Data del conferimento: 04/11/2012

motivazione:

Comandante della regione Ovest in Afghanistan, nel corso dell'operazione ISAF, guidava il contingente multinazionale e le unità delle Forze Armate italiane alle dipendenze con valore e lungimirante acume tattico ed operativo, conseguendo risultati che riscuotevano il vivo plauso del Comandante ISAF. In particolare, in un contesto di elevato livello di minaccia e di rischio, dava dimostrazione di grande coraggio e non comune perizia professionale. Pianificava e gestiva personalmente le operazioni contribuendo validamente al conseguimento degli obiettivi generali della NATO. Ufficiale generale di nobili virtù militari e di preclare qualità di carattere, ha dato lustro e prestigio alle Forze Armate e all'Italia nel contesto internazionale. Afghanistan, ottobre 2011 - marzo 2012

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Data del conferimento: 02/06/2012

Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Croce d'oro al merito dell'Esercito

Croce d'oro al merito dell'Esercito

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Colonnello

Data del conferimento: 17/07/2006

motivazione:

"Comandante della Task Force Pagare", inquadrata nella Italian Joint Task Torce Iraq nell'ambito dell'operazione "Antica Babilonia", assolveva le sue funzioni con grandissima determinazione, eccezionale professionalità e spiccato senso del dovere. Grazie alla sua costante attenzione verso tutti gli aspetti della missione, l'unita alle sue dipendenze raggiungeva immediatamente la capacità operativa necessaria per assolvere i delicati compiti assegnati rivelandosi formazione efficientissima, altamente dinamica e flessibile. Responsabile del delicato settore nord della provincia di Dhi Qar, caratterizzato dall'accesa contrapposizione tra le varie fazioni in lotta, con una azione di comando decisiva ed efficace, contribuiva a ripristinare nell'area le condizioni di sicurezza ormai perdute e a garantire il graduale ritorno alla normalità della popolazione locale. In tale ambito, con perizia e rara competenza, pianificava e conduceva numerose operazioni finalizzate al recupero di enormi quantitativi di armi illegali, al pagamento dello stipendio ai militari del disciolto esercito iracheno nonchè al ripristino dell'ordine e della legalità per consentire il regolare svolgimento delle attività di ricostruzione e di sostegno umanitario. In particolare, dirigeva con successo la complessa operazione "Long Street", tesa a reprimere le attività criminali delle cellule terroristiche legate al vecchio regime contro le forze della coalizione, conclusa brillantemente con il ritrovamento di grossi quantitativi di armi e munizioni. Magnifica figura di ufficiale e di comandante carismatico e capace che ha contribuito in maniera determinante a conferire ulteriore lustro e prestigio all'esercito italiano e ad elevarne l'immagine nel contesto internazionale e interforze". An Nasiriyah (Iraq), 22 giugno - 07 ottobre 2003.

Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Data del conferimento: 27/12/2005

Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Medaglia d'argento al valore dell'Esercito

Medaglia d'argento al valore dell'Esercito

Cenni storici e normativa dell'onorificenza

Ten. Col.

Data del conferimento: 05/06/2001

motivazione:

"Comandante di battaglione presso il 18° reggimento della brigata multinazionale ovest partecipante in Kosovo all'operazione "Joint Guardian", profondeva tutte le migliori energie per assicurare in ogni circostanza il completo assolvimento del compito. Dopo aver curato con straordinaria professionalità l'addestramento in patria, seguiva con instancabile partecipazione tutte le attività operative svolte dal suo reparto in Kosovo, evidenziando un'eccezionale dedizione al servizio. Esercitava costantemente un'azione di comando caratterizzata da lucidissima visione degli obiettivi e da spiccata capacità realizzatrice, suscitando sempre la più completa disponibilità da parte di tutti i suoi dipendenti, nei quali infondeva le stesse fortissime motivazioni che erano alla base del suo encomiabile comporta-mento. Nei primissimi giorni di attività nella regione Kosovara, caratterizzati da persistenti conflittualità tra milizie contrapposte, durante una programmata attività di controllo dell'area di Klina ancora non presidiata da alcuna unità della forza internazionale di pace, veniva coinvolto con il proprio veicolo blindato nell'esplosione di una mina anticarro, collocata sulla rotabile per colpire il personale ed i mezzi del contingente. Mantenendo il perfetto controllo di sè nonostante fosse seriamente ferito, dimostrava lucidità e fermezza, disponeva immediatamente ed efficacemente i suoi uomini sul terreno ed impartiva chiari ordini tesi ad esaltare la capacità di reazione dell'unità. Indirizzava poi efficacemente il fuoco delle sue armi contro i responsabili dell'atto, ancora presenti sul posto ed impediva ad essi di portare a termine il loro intento violento, costringendoli alla fuga ed evitando danni agli uomini alle sue dipendenze nel proseguo della missione, in un contesto operativo sempre carico di forti tensioni e di gravi minacce per il contingente, poneva in evidenza encomiabili doti di abnegazione, limpida azione di comando ed eccezionale carattere si adoperava, con tenacia per essere sempre vicino ai propri uomini, nei quali trasfondeva, grazie al suo elevatissimo carisma, sicurezza, fermezza ed entusiasmo. Sorretto da eccezionale generosità e spirito di solidarietà verso la popolazione in difficoltà, interveniva continuamente e spesso con pericolo per la propria incolumità in difesa di chi era minacciato di violenze o per garantire condizioni di sicurezza alle minoranze. Limpida figura di uomo e comandante che, con la sua instancabile e preziosa opera e con il suo esempio, ha sempre ottenuto la più completa stima dai rappresentanti dei contingenti stranieri ed ha contribuito fortemente all'elevazione dell'immagine dell'Italia in ambito internazionale". Pec (Kosovo), 20 maggio-7 settembre 1999.

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